Le fantasie di lui e di lei

Lui: Ho la fantasia di prenderti da dietro la sera quando ti lavi i denti prima di andare a dormire. Tu che fantasie hai?

Lei: Che la sera quando torno a casa dal lavoro mi fai trovare la cena pronta. Una cena come si deve, non quelle cose francescane che prepari di solito.

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Quali attività nei corsi tantra

Che tipo di attività troviamo nei corsi tantra?

Un’indicazione ci viene da un questionario di gradimento distribuito nel settembre 2020 da una coppia di docenti di corsi tantra. Il questionario chiede ai partecipanti ai loro corsi che tipo di attività preferiscono. Ecco l’elenco delle attività riportate nel questionario:

  1. Yoga
  2. Lavoro con il corpo attraverso la danza
  3. Esercizi da bendati
  4. Dimostrazione del massaggio
  5. Pratica del Massaggio
  6. Esercizi sugli elementi
  7. Esercizi sul maschile/femminile
  8. Teoria
  9. Attività pratiche
  10. Cerchi di condivisione

Gli esercizi bendati sono esercizi di contatto con gli altri (ad esempio una persona bendata viene accarezzata da altri in successione). Gli esercizi sugli elementi, pur avendo partecipato ai seminari, non so cosa siano. E ugualmente attività pratiche e esercizi sul maschile / femminile.

Ripensando alla mia esperienza nei corsi organizzati da questa coppia di docenti e da altri, suddividerei le attività più frequenti in questo modo:

  1. Teoria: cos’è il tantra etc.
  2. Informazioni / indicazioni per vivere una migliore sessualità (e a volte anche migliori relazioni). Qui troviamo elementi di educazione sessuale e suggerimenti su come risolvere problemi sessuali (vedi ad esempio questa pagina su un sito dedicato al tantra)
  3. Danza
  4. Esercizi di respirazione e altri esercizi fisici (tipo quelli fatti nella bioenergetica)
  5. Esercizi di contatto con altre persone inclusi massaggi
  6. Cerchi di condivisione sugli esercizi svolti

Meno frequenti

  1. Esercizi di attenzione focalizzata (meditazione)
  2. Racconto di sé (difficoltà, preferenze, modalità tipiche di comportamento in ambito sessuale e/o relazione).

Che cosa cercano i partecipanti nei corsi tantra?

In Occidente il tantra viene diffuso con la promessa di una sessualità più appagante, vedi ad esempio libri dal titolo:  Tantra, la via dell’estasi sessualeTantra, vivere l’affettività, l’amore e l’erotismo in modo completo, o ancora The new art of sexual ecstasy.

La promessa di una sessualità più appagante può attirare edonisti, ma anche persone o coppie con problemi sessuali o persone con una sessualità non convenzionale.

 

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Gli interruttori del desiderio sessuale femminile

suoni orgasmo vocalizzazioni

In molti uomini il desidero sessuale viene stimolato semplicemente da fantasie sessuali o dalla vista del corpo femminile nudo dal vivo o in foto o video. In molte donne, al contrario, il desiderio sessuale non si attiva spontaneamente, ma va stimolato. La non immediatezza del desiderio sessuale femminile e la necessità che il partner lo attivi attraverso stimoli e comportamenti adeguati è descritta ad esempio nel Modello del ciclo di risposta sessuale femminile elaborato dalla sessuologa americana Rosemary Basson.

La Basson elenca ad esempio il desiderio di vicinanza emotiva, il sentirsi desiderata, il desiderio di rilassarsi, il desiderio di far provare piacere al partner, il piacere di ricevere carezze come condizioni che portano molte donne ad accettare rapporti sessuali invece del semplice desiderio sessuale dovuto a fantasie o immagini erotiche. Un articolo della Basson è disponibile a questo link.

La teoria della Basson risponde all’esperienza di molte coppie, dove è in genere l’uomo che prende l’iniziativa di iniziare rapporti sessuali.

Secondo la Basson (Rosemary Basson (2000) The Female Sexual Response: A Different Model, Journal of Sex &Marital Therapy, 26:1, 51-65, DOI: 10.1080/009262300278641):

First, compared to men whose responses are influenced more by testosterone (Bancroft, 1989), women have a lower biological urge to be sexual for release of sexual tension. Second, women’s motivation (or willingness) to have a sexual experience stems from a number of “rewards” or “gains” that are not strictly sexual, these rewards being additional to, and often of far more relevance than, the women’s biological neediness or urge. These rewards are not irrelevant to men but may less often be the major motivational force. To some degree, men experience their desire as independent of context—often choosing to use the word “drive.” Third, women’s sexual arousal is a subjective mental excitement that may or may not be accompanied by awareness of vasocongestive changes in her genitalia and other physical nongenital manifestations of arousal. If there is genital awareness, it may or may not be an erotic stimulus to the woman. Fourth, orgasmic release of sexual tension may or may not occur; when it does, it can happen in a variety of ways, even in the one woman.

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Nelle donne, la frequenza degli orgasmi influenza la comparsa della menopausa

Secondo i risultati di una ricerca pubblicati sulla rivista Royal Society Open Science la frequenza degli orgasmi (sia durante rapporti sessuali che nell’autoerotismo) influenzerebbe l’età di insorgenza della menopausa: maggiore la frequenza, più elevata l’età.

La ricerca ha coinvolto circa 3.000 donne americane, intervistate a distanza di 10 anni.

I risultati della ricerca sono descritti in inglese, ma una sintesi è stata pubblicata su La Stampa.

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Due tipologie di corsi tantra

Ci sono corsi tantra dove si fa qualche massaggio e molte varie attività di altro tipo (modello Zadra, per intendersi): danze, esercizi di respirazione, esercizi di movimento del bacino, esercizi dove è necessario parlare e riflettere su aspetti della propria sessualità o relazioni. Poi ci sono i corsi tantra basati fondamentalmente sui massaggi.

Trovo che i corsi basati sul massaggio siano una via più facile e più diretta.

Danze, esercizi di respirazione e di movimento del  bacino possono avere un effetto benefico, ma nella mia esperienza tale effetto è in genere assai meno coinvolgente e potente di uno scambio di massaggi.

Relativamente a parlare della propria sessualità e relazioni, può essere molto utile solo se il partecipante ha dei problemi gravi, che richiedano un approccio psicoterapeutico, e voglia lavorare su questi problemi, e inoltre i conduttori siano in grado di gestire un approccio terapeutico e siano formalmente autorizzati dalle normative di legge a usare un approccio terapeutico.

Il problema con l’approccio psicoterapeutico è che in corsi con questo approccio tutti i partecipanti sono costretti a lavorare su si sé, anche se non ne hanno bisogno (per fortuna, la gran parte delle persone non ha gravi problemi personali) e che la gran parte degli operatori che propongono questo approccio non ha una formazione adeguata in ambito psicoterapeutico, e così fa interventi grossolani.

 

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Corsi New Age con trattamento psicologico obbligatorio

Ho partecipato di recente a un corso residenziale di massaggio, della durata di 2 giorni e mezzo. Il conduttore ha esordito chiedendoci di scrivere e leggere ad alta voce i nostri punti forti e punti deboli, e poi di disegnare una scena relativa a un episodio con la nostra famiglia di origine. Da qui poi il conduttore è partito con un discorso sulla necessità di ‘sciogliere i blocchi’, ‘lasciar andare’, ‘lasciarsi andare’, ‘esprimere le proprie emozioni’ e simili. Alcune partecipanti hanno seguito i suggerimenti, e così sono partite condivisioni significative (‘Mio padre non mi hai mai abbracciato’, ‘’Ho disegnato la scena del funerale di mio padre’, ‘Tu sei la figlia che non ho mai avuto’, etc.) accompagnate da crisi di pianto e in seguito urla ‘liberatorie’.

Siamo passati ai massaggi solo in seconda giornata, ma ormai il tono emotivo del gruppo, composto in maggioranza da giovani donne, era rivolto all’espressione di emozioni, anche perché il conduttore continuava a incoraggiarla, e così urla e pianti sono proseguiti fino alla fine, provocati a questo punto anche da semplici esercizi tipo guardarsi negli occhi.

Al momento della condivisione finale il conduttore ha detto che sì, effettivamente la descrizione del corso non parlava di queste attività ‘psicologiche’, ma si è giustificato dicendo che se le avesse inserite ‘la gente non si sarebbe iscritta’.

Mi è accaduta una cosa simile (trattamento psicologico inserito surrettiziamente) anche a un corso residenziale di tantra che, secondo la descrizione riportata sul sito dagli organizzatori, avrebbe dovuto illustrare e far sperimentare tecniche per potenziare l’orgasmo. In realtà il corso si è rivelato una terapia di gruppo centrata sul rapporto col padre e con l’autorità in generale. In ultima giornata ho chiesto notizie sul tema che formalmente era oggetto del corso e che fino a quel momento non era stato trattato. A questo punto il formatore ha chiamato un’assistente e in 10 minuti ha spiegato e simulato una tecnica per il potenziamento dell’orgasmo. Fine.

E ugualmente a un corso di massaggio tantrico il conduttore a un certo punto si è messo a pontificare via email (gli avevo scritto per chiedergli una fattura) sulle mie caratteristiche personali, valutazione non richiesta e non prevista dal programma del corso.

Personalmente sono diventato insofferente a interventi psicologici non richiesti, principalmente perché alla mia età ho ormai lavorato e ‘sistemato’ i temi di vita che mi creavano disagio e vivo in una condizione di serenità psicologica e inoltre, da acquirente, ritengo scorretto ricevere un servizio diverso da quello che mi è stato promesso al momento della vendita. Infine, da psicologo, verifico che questi interventi si basano spesso su una conoscenza grossolana dei meccanismi psicologici e delle tecniche terapeutiche.

Ad esempio il conduttore del corso di massaggio descritto all’inizio basava il suo intervento sulla credenza che per tutti, in qualunque momento e per qualunque problema sia utile ‘lasciarsi andare’ e ‘far emergere le emozioni’. E’ una credenza che può aggravare la condizione di persone che hanno subito abusi sessuali, violenze familiari o che più semplicemente hanno una vita insoddisfacente e sono emotivamente fragili.

Inoltre in genere le persone giovani non hanno il problema di lasciar emergere le emozioni, ma l’opposto. Quando si è giovani si è molto sensibili alle emozioni, vedi quei giovani che si uccidono per un brutto voto o per un amore non corrisposto, e quei tanti giovani a cui basta una cosa da nulla (un rimprovero dei genitori, il motorino graffiato, i biscotti per la colazione terminati) per avere la luna storta tutta la giornata. Il problema di molti giovani è piuttosto ridurre l’effetto disruttivo delle emozioni sulla loro vita quotidiana. Invitarli a ‘lasciarsi andare’, stimolare a caso l’emergere di emozioni peggiora il problema.

Un’altra credenza ingenua propagandata spesso nei corsi new age è che la causa di dolori e malattie sia invariabilmente l’esistenza di un conflitto psicologico relativo a quella parte del corpo o alla funzione che quella parte del corpo svolge, ad esempio il dolore mestruale, il cancro all’utero o alle ovaie etc. sarebbero dipendenti da problemi con la propria femminilità (su alcuni malanni minori, vedi il capitolo La medicina alternativa si basa sull’effetto placebo in questo articolo).

Questa rozzezza nell’applicazione di concetti e terapie psicologiche non mi meraviglia: per quel che ricordo, nessuno dei conduttori dei corsi New Age che ho frequentato in Italia si è presentato come psicologo. Uno (immagino il suo titolo di studio sia licenza media) mi ha scritto ‘vengo da una Competenza Empirica’.

Una parte di questi operatori è incompetente anche nella gestione d’aula. Ad esempio, uno è famoso per offendere i corsisti, e al corso sul potenziamento dell’orgasmo che ho descritto sopra ha tirato un calcio a un’assistente che aveva sbagliato una dimostrazione. Un altro è totalmente incapace di gestire i tempi, cosicché abbiamo fatto pausa pranzo e terminato le lezioni spesso con ore di ritardo; in una occasione ha interrotto la trattazione dell’argomento (massaggio tantrico) per intrattenerci per un’ora con le sue opinioni sul terrorismo islamico. Un’altra coppia di formatori usa rivolgersi ai corsisti che non condividono le loro interpretazioni o non si comportano come desiderano alzando la voce con un tono di rimprovero arrabbiato che ai giorni nostri sembra inopportuno anche in famiglia con i propri figli. Un altro, infine, è conosciuto perché ci prova con tutte le corsiste.

Infine, molti di questi corsi sono organizzati totalmente in nero, per farmi fare una fattura devo spesso penare.

Provo a immaginare alcune semplici linee guida sul lavoro su temi psicologici che chi organizza corsi New Age dovrebbe seguire:

  1. il lavoro su temi psicologici deve essere espressamente richiesto dall’utente. In generale l’utente deve essere libero di scegliere su quali temi lavorare, in che momento della sua vita lavorarci e con che operatore lavorarci
  2. l’operatore deve avviare il lavoro su temi psicologici solo se ha tempo a sufficienza per esaminare e possibilmente risolvere o le problematiche che dovessero emergere o comunque per riportare la persona alla tranquillità
  3. l’operatore deve avere un livello di competenza che gli permetta di lavorare su temi psicologici senza fare danni e deve essere per legge abilitato a farlo.

 

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Carlos Castaneda, fine di un mito

Avevo 20 anni quando lessi ‘A scuola dallo stregone’ il primo libro di Carlos Castaneda, e ne rimasi affascinato. Nel libro, Castaneda raccontava il suo apprendistato con uno stregone messicano incontrato durante una ricerca etnologica. Lessi con molto interesse anche gli altri libri usciti successivamente dove Castaneda raccontava la prosecuzione della sua esperienza anche se, contrariamente a qualche entusiasta, non ho mai pensato di seguire il suo percorso andando in Messico né di utilizzare allucinogeni.

A distanza di anni è venuto fuori che i libri sono pieni di errori logici e cronologici, che alcuni punti del suo racconto sono ripresi da opere di altri autori, che Castaneda aveva strutturato la sua vita privata come quella di un santone circondato da un harem di donne seguaci.

Peccato.

Vedi anche il sito  Sustained action che raccoglie alcune informazioni e testimonianze a riguardo.

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Il Cerchio degli Abbracci

La serata è dedicata allo scambio di abbracci e al contatto fisico non erotico. Il contatto fisico non erotico ha un ruolo fondamentale per il nostro benessere, anche da grandi, eppure lo pratichiamo poco. Durante il seminario svolgerai semplici esercizi di contatto, in gruppo e in coppia. L’idea fondamentale alla base della serata è creare uno spazio sicuro in cui sia possibile sentirsi connessi agli altri e dare e ricevere calore umano.

L’evento è simile a quelli che vengono correntemente organizzati nel mondo anglosassone (Cuddle Party) o germanico (Kuschelparty).

Ci sono 4 regole di base:

  1. Si sta vestiti
  2. Abbracci e contatti non devono essere erotici, e non è permesso il contatto con zone erogene
  3. Ognuno sceglie liberamente di partecipare a ogni esercizio e può interromperlo se non si sente a suo agio
  4. Prima di ogni contatto fisico è necessario chiedere il permesso.

L’incontro è rivolto a un massimo di 20 persone, donne e uomini devono essere grossomodo nello stesso numero (perciò 10 donne e 10 uomini). Le persone in sovrannumero saranno inserite nella lista d’attesa. Se sei donna, porta con te anche un amico, in genere in attività di questo tipo si iscrivono meno uomini.

Cosa portare con te: abiti comodi, pantofole, un tappetino da meditazione, un telo da stendere sopra il tappetino, un cuscino.

Come iscriversi: le iscrizioni sono chiuse. Se sei interessato/a ad altre edizioni inviami un WhatsApp.

Per informazioni Leonardo Evangelista cell. 3384640194.

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Cos’è e a cosa serve la meditazione

 

La meditazione è una tecnica mentale di attenzione focalizzata, che consiste cioe’ nel dirigere e mantenere intenzionalmente e consapevolmente la propria attenzione verso qualcosa di diverso dalle nostre attività quotidiane. Può trattarsi ad esempio del proprio respiro, di una frase ripetuta di continuo, di un simbolo grafico o di un oggetto, del significato di un testo edificante, di una situazione fantastica, dell’ambiente circostante, del proprio flusso di pensieri.

Il riferimento a ‘qualcosa di diverso dalle nostre attività quotidiane’ serve a differenziare la meditazione da altre esperienze di attenzione focalizzata che sono assai frequenti nella nostra vita quotidiana. Nella vita quotidiana ad esempio possiamo trovarci assorti in attività di pulizia casalinga, preparazione cibi, lettura di romanzi, interazione con altre persone.

In generale, un criterio per riconoscere che l’attenzione è focalizzata è che non avvertiamo lo scorrere del tempo.

La meditazione è utilizzata da centinaia di anni in varie religioni, quali ad esempio il buddismo e il cristianesimo, con obiettivi diversi. Nel buddismo la meditazione ha lo scopo di disgregare l’ordinario senso di sé, e può provocare sofferenza (vedi dopo). Nel cristianesimo la meditazione ha lo scopo di interiorizzare maggiormente gli insegnamenti del Cristo.

Alcuni esempi di pratiche meditative descritte in maniera sintetica (ogni attività va svolta per non meno di 10 minuti):

  • Poni l’attenzione sull’aria che entra ed esce dal tuo naso e sulla tua pancia che in corrispondenza si alza e si abbassa
  • Respira seguendo questa sequenza: inspira contando 1, ferma il respiro contando 2, espira contando 3 e 4
  • Recita una stessa preghiera o frase per 10 volte
  • Poni l’attenzione su una figura geometrica o un oggetto (es: una candela, un fiore)
  • Poni l’attenzione sul significato di una frase scritta
  • Immagina di trovarti in una baita alpina e di passeggiare sui prati
  • Poni l’attenzione sui rumori e la temperatura della stanza in cui ti trovi
  • Poni l’attenzione sul flusso dei pensieri che ti passano per la mente.

Per praticare la meditazione, soprattutto all’inizio, è utile evitare il più possibile distrazioni, quali ad esempio abiti stretti, posizioni scomode (è paradossale che molti neofiti pratichino la meditazione nella posizione del loto, che, per chi non è abituato, risulta rapidamente dolorosa), ambienti silenziosi.

Si discute su quali siano i benefici della meditazione. I benefici citati più di frequente sono:

  • Migliorare la capacità di attenzione
  • Migliorare il controllo delle emozioni negative
  • Ridurre lo stress
  • Ridurre le ruminazioni

Sui possibili benefici, vedi la voce di Wikipedia dedicata alla mindfulness, una pratica di meditazione laica sviluppata negli anni ’70 negli Stati Uniti.

Alcuni studiosi ritengono però che non ci siano prove di tali effetti benefici, altri evidenziano che la meditazione può avere anche effetti negativi, ad esempio riportare alla mente memorie traumatiche,  tristezza o depersonalizzazione e senso di vuoto. Anzi, tristezza e senso di vuoto sarebbero un’esperienza ordinaria del percorso dei monaci buddisti. Vedi anche un dibattito sulla cosiddetta ‘dark night’ che può verificarsi nella pratica buddista. Uno studio di ricercatori della Brown University elenca effetti quali ipersensibilità alla luce e ai suoni, insonnia, movimenti involontari, paura, ansia, perdita di emozioni. Lo studio è disponibile su PLOS one.

La mia esperienza col training autogeno

In un certo periodo della mia vita soffrivo di ansia e ho praticato il training autogeno, una tecnica laica di meditazione sviluppata negli anni ’30 da uno psichiatra tedesco. Viene usata anche nella preparazione al parto. Il training autogeno permette di imparare a rilassare il corpo. La mia esperienza fu positiva: l’ansia mi passò. Lo uso ancora, quasi quotidianamente, per rilassare le parti del corpo che mi rendo conto sono tese.

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La monogamia seriale non fa bene alle donne

Tre donne diverse: sui 50 anni, separate o divorziate, che vivono sole con figli adolescenti. Tutte e tre coinvolte in rapporti che reputano insoddisfacenti:

  • Marta non è contenta di Gianni perché anche se si divertono molto quando sono assieme (vanno al mare, a ballare, a mangiare fuori) e l’intesa sessuale è ottima, lui le dice che non è totalmente innamorato di lei e ogni tanto ha qualche avventura con altre (le ha sempre avute, anzi, proprio per salvaguardare questa libertà non si è mai sposato)
  • Laura non è contenta di Luigi perché, anche se il rapporto con Luigi è assai migliore di quello che aveva col marito, Luigi continua a sentire la moglie da cui è comunque separato da tempo e ad aiutarla nelle cose materiali, ad esempio le fa piccole riparazioni in casa
  • Cristina è divorziata da tempo, Mario separato da 10 anni. Cristina e Mario si trovano molto bene e hanno un figlio assieme. Negli anni Cristina ha lasciato più volte Mario perché lui continuava a sentire e occasionalmente a vedersi con la moglie, da cui comunque si era separato. La situazione è migliorata solo perché la moglie a un certo punto ha deciso di smettere di vedere Mario.

Per molte donne il rapporto ideale in tutte le fasi della vita sembra essere quello monogamico esclusivo: una coppia chiusa basata su un forte legame affettivo reciproco. Questo è comprensibile quando si ha 20 anni e l’obiettivo è uscire dalla famiglia di origine, ‘mettere su casa’ e fare dei figli. Un rapporto reciproco esclusivo con una persona su cui si ha una fiducia totale dà maggiore tranquillità se si vogliono fare dei figli e assumersi l’onere di mandare avanti un appartamento.

Ma quando si è adulte e come single si è trovato un autonomo equilibrio sia da un punto di vista economico che nella gestione dei figli, rapporto esclusivo e fiducia totale non sono più così indispensabili, soprattutto se l’alternativa (vedi dopo) è rimanere sole.

Molte donne tuttavia, anche in questa fase della loro vita continuano a desiderare rapporti monogamici, anche perché fin da piccole sono abituate a creare legami esclusivi con le persone significative, ad esempio con le amiche.

Molti uomini separati, al contrario, apprezzano la ritrovata libertà affettiva e di vita, e sono poco disponibili, sia razionalmente che emotivamente, a chiudersi di nuovo in un rapporto esclusivo. E’ noto che molti uomini sono incapaci o vivono male legami molto stretti, e che amano la varietà sessuale.

E così uomini e donne anche in questa fase della vita continuano a non trovarsi: molte donne adulte separate o divorziate vivono male i rapporti occasionali o di amicizia erotica che non evolvono in una coppia esclusiva, e quando la delusione è troppo forte scelgono di tornare sole. In alcuni casi gli uomini le seguono nel loro desiderio di coppia chiusa, ma poi si sentono soffocati e il rapporto non dura.

La vita affettiva di molte donne risulta così una successione di rapporti monogamici intervallati da periodi, a volte anche lunghi, di solitudine. Col passare del tempo l’intraprendenza delle donne, a causa delle delusioni, diminuisce, e i periodi di solitudine diventano sempre più lunghi.

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