I chakra non esistono

Allora, ero a questo seminario di massaggio tantra e al termine della prima giornata mi sono sorpreso a pensare: Finalmente un seminario dove non si parla di chakra!

L’ho detto troppo presto. La mattina dopo abbiamo cominciato con una Chakra meditation.

Fino a metà Ottocento in Europa si credeva che la gran parte dei disturbi fisici e psichici fosse dovuta a uno sbilanciamento di quattro umori fondamentali: malinconico, flemmatico, collerico e sanguigno, seguendo la teoria degli umori, messa a punto dagli antichi Greci, e poi adottata dai Romani e da lì fino al Rinascimento e oltre. Poi lo sviluppo della medicina scientifica ha mandato questa teoria in soffitta.

Adesso ammettiamo che qualcuno che abita in Oriente (in India o in Cina) ed è scontento delle locali pratiche mediche venga da noi a riprendere la teoria degli umori e ne faccia la base per pratiche di guarigione e attività educative. Noi faremmo una risata.

Eppure questo è esattamente quello che è accaduto quando qualche scontento occidentale ha importato in Occidente la medicina cinese e/o indiana che crede che all’interno del corpo umano esistano i chakra, vale a dire dei centri energetici di energia vitale del corpo che governano le funzioni organiche e mentali. La credenza dell’esistenza dei chakra è frutto di una anatomia ingenua e ignorante sviluppata in Oriente nella notte dei tempi. In Cina e India le credenze sui chakra sono ancora diffuse perché sono Paesi poveri dove c’è ancora tanta gente ignorante e povera che non ha accesso alla medicina scientifica.

Poiché i chakra non esistono (se dissezioniamo un corpo umano troviamo organi, e non centri di energia, e l’energia vitale ugualmente non esiste) tutte le attività che mirano a risvegliare i chakra, aprire i chakra, spostare l’energia da un chakra a un altro sono semplicemente giochi di bambini.

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Se ti senti rifiutato è un problema tuo (ma in realtà è del conduttore)

In un recente corso di massaggio tantra le coppie per svolgere i vari esercizi venivano formate dividendo i partecipanti in due file, quella di chi sceglie e l’altra di chi, a occhi chiusi, viene scelto. Prima della scelta veniva ribadito che chi non trovava un partner gradito poteva rifiutarsi di formare una coppia. In questo modo, alcune persone (in genere le più anziane o le meno attraenti) rimanevano senza partner e non svolgevano l’esercizio.

Quando a un certo punto uno di quelli che rimanevano senza partner si è lamentato, dicendo che si sentiva rifiutato, il conduttore del gruppo gli ha risposto che aveva un problema di abbandono su cui doveva interrogarsi e ‘lavorare’ a livello psicologico.

Il problema in realtà era che il conduttore aveva strutturato male il programma.

Nei corsi di massaggio tantra (e di tantra in generale) si fanno massaggi di coppia dove entrambi i partecipanti sono nudi o quasi nudi (vestono solo gli slip oppure un telo intorno ai fianchi alla maniera indiana), e il massaggio può prevedere, a seconda dei livelli, anche carezze del seno, dei glutei, dei genitali e la stimolazione dei genitali. Alcuni dei partecipanti arrivano già in coppia e svolgono tuti gli esercizi con il partner, altri invece si iscrivono da soli e per fare pratica e imparare la tecnica (che poi tornati a casa useranno con amici, amanti o clienti paganti) devono far coppia con sconosciuti.

Per facilitare lo svolgimento del corso, il conduttore deve far svolgere, all’inizio del corso, una serie di esercizi che hanno lo scopo di far familiarizzare sia da un punto di vista relazionale che fisico tutti i partecipanti. Si tratta ad esempio di condivisioni in piccoli gruppi dove ognuno racconta le aspettative e i timori relativi al corso, o alcuni aspetti e preferenze della propria vita affettiva e sessuale. A livello fisico, si tratta invece di esercizi come quello dove i partecipanti camminano e quando si incontrano si guardano negli occhi e si abbracciano, oppure altre attività di contatto fisico a basso impatto emotivo, ad esempio ricevere carezze bendati ma vestiti, o massaggi non genitali in piccolo gruppo.

Grazie a questo tipo di attività si crea nel gruppo un piacevole sentimento di vicinanza fra i partecipanti che rende poi possibile formare le coppie semplicemente tirando a sorte e senza rifiuti di partner.

Queste attività inoltre riducono la possibilità che i partecipanti abbiano sensazioni negative mentre sono impegnati nel massaggio tantra vero e proprio.

Nel corso in questione, il conduttore del gruppo aveva saltato completamente questa fase di rottura del ghiaccio, passando immediatamente alla pratica del massaggio tantrico di coppia. Il problema dunque non era del partecipante (chiunque in quella situazione si sarebbe sentito rifiutato), ma del conduttore. In prima giornata inoltre due partecipanti hanno avuto difficoltà psicologiche sostanziali nello svolgimento dei massaggi, una ha  addirittura interrotto  l’esercizio di massaggio.

Conduttori che a ogni workshop continuano a creare un setting dove qualcuno si sente rifiutato o vive le attività come minacciose mostrano una scarsa attenzione al benessere dei partecipanti e una scarsa capacità di condurre gruppi.

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Cosa ci insegna la parabola di Osho

Le vicende di Chandra Mohan Jain, ribattezzatosi poi Acharya Rajneesh, in seguito Bhagwan Shree Rajneesh e infine Osho sono state recentemente riportate in vita dalla docuserie Wild Wild Country andata in onda su Netflix. Io ero giovane quando Osho imperversava e per strada si vedevano persone vestite di arancione. Una mia compagna di università faceva l’entreneuse per procurarsi i soldi per poter soggiornare nella comune di Osho in Oregon, e un mio conoscente ex Lotta Continua era diventato un suo seguace. Io, che ho un approccio occidentale alla vita e valuto molto l’uguaglianza, ho sempre avuto una resistenza a farmi seguace di un guru.

La serie di Netflix mi ha dato l’occasione di ripensare alla vicenda di Osho, che continuo comunque a trovare in giro: conosco persone che sono state a visitare la sua tomba in India, vicino a casa mia c’è il centro di Osho Miasto, che promuove attività basate sui suoi insegnamenti (ma anche Villa Vindavana, centro di irradiazione degli insegnamenti di un altro santone indiano), e mi è capitato di partecipare a workshop di sviluppo personale tenuti da facilitatori che erano stati suoi seguaci (in uno di questi ci hanno fatto vedere la registrazione di uno dei suoi discorsi, io mi sono addormentato). Oltre alla serie di Netflix, ci sono tanti libri scritti da suoi (ex) seguaci che raccontano la loro esperienza con lui (vedi in fondo a questa pagina)

L’Oriente ha avuto una parte importante nel mio sviluppo personale: in terza media / prima liceo, prima di dedicare il mio tempo alla politica, praticavo lo yoga e leggevo le opere di Sri Aurobindo e Yogananda, ci ero arrivato da un percorso partito da Universo proibito di Leo Talamonti e Il Mattino dei maghi di Bergier e Pauwels. L’Oriente mi interessava perché ero affascinato dal mondo magico e nelle filosofie orientali ho cercato a lungo, senza trovarle, le soluzioni ai miei problemi esistenziali di adolescente e poi di adulto.

Dalle testimonianze dei seguaci vengono fuori accadimenti apparentemente contrastanti: tutti i suoi seguaci segnalano di aver vissuto, grazie alla vicinanza con Osho, sensazioni di pace e benessere e crescita personale, alcuni anche esperienze estatiche. D’altra parte Osho era un megalomane: sosteneva di essere la reincarnazione di San Giovanni Battista (e la sua compagnia Vivek la reincarnazione di Maria Maddalena), che Buddha era entrato in lui (vedi il resoconto di Devakant, p.290) e un accumulatore seriale: è arrivato a possedere più di 90 Rolls Royce, nonché decine di bracciali e orologi preziosi, comprati coi soldi richiesti ai seguaci, parte dei quali, per poter visitare e rimanere nell’Ashram, arrivavano a prostituirsi e commerciare droga, oppure erano costretti a lavorare fino a 19 ore al giorno, senza retribuzione. I pasti nell’ashram (sia a Poona che in Oregon) erano insufficienti, la gran parte dei seguaci erano denutriti e in precarie condizioni fisiche, spesso con malattie veneree a causa dei frequenti rapporti sessuali non protetti con più partner. I seguaci che non seguivano alla lettera le indicazioni di Osho o dei suoi fiduciari erano espulsi dall’ashram dalla mattina alla sera, senza soldi. I bambini venivano iniziati a pratiche sessuali con adulti (vedi la testimonianza di Tim Guest). Osho chiedeva prestazioni sessuali ad alcune delle sue seguaci, spingeva i suoi seguaci alla sterilizzazione, in Oregon i suoi seguaci hanno programmato assassini, eseguito attentati e volutamente creato un’epidemia di salmonella che ha colpito oltre 700 persone, etc., etc. Osho inoltre picchiava la sua compagna Vivek, per un periodo era dipendente da Valium e protossido di azoto, e  profetizzava a vanvera. Ad esempio a un certo punto sosteneva che ci sarebbe stata una guerra nucleare entro un paio di anni (nella comune in Oregon fu dato l’ordine di costruire rifugi anti nucleari), e poi ancora che entro il 2000 due terzi dell’umanità sarebbero morti di AIDS. Vedi un approfondimento a questa pagina.

Dunque qual è l’insegnamento principale della vicenda di Osho? Secondo me che la capacità di un guru di provocare esperienze sovrasensoriali e benessere nei suoi seguaci non basta a classificarlo come ‘buono’ o ‘illuminato’ (in senso buddista). Un determinato guru (nel caso specifico Osho) può mostrare capacità sovrumane (quelle che ci si aspetta dai guru) e provocare esperienze sovrasensoriali e benessere nei propri seguaci, ma ugualmente essere malvagio, approfittarsi di loro e soffrire di quegli stessi limiti (ad esempio comportamenti violenti o attaccamento alla ricchezza) che vorrebbe far superare ai suoi seguaci. Mostrare capacità sovrumane e provocare benessere non è di per sé, purtroppo, un segnale sicuro di ‘bontà’ o illuminazione.

Lascio dire allo studioso Timothy Conway, che esprime questo concetto meglio di me:

Even more than the notable Mafia bosses, dictators and their ilk, who often exude a formidable, palpable animal magnetism, Rajneesh / Osho was known by his sannyasins to be surrounded by an extremely potent and influential energy field that could put people into temporary altered states of consciousness and even deep trances. But Rajneesh is certainly not alone in this. My M.A. thesis in graduate school back in 1983 focused on the cross-cultural, widespread set of phenomena associated with figures from religious history East and West, ancient and contemporary, who are felt to be the source of this unusual energy that gets variously called Shaktipat by the Hindu Tantrikas (bestowal of the Divine Shakti energy), the Charismata Power of the Spirit by Christians (from Jesus and early followers to medieval monasteries to modern-era Pentecostal and Charismatic circles), the Baraka or Berekah blessing force around many Muslim Sufi and Jewish mystics, the Wang empowerments around certain Tibetan Buddhist lamas, the Ch’i or Ki energy around meditation masters and martial artists of China and Japan, the Mana energy around Polynesian shamans and called by various names around other shamans and shamanesses in indigenous tribes found worldwide.

What also became clear to me in my extensive research back then and over the years since then is that such potent, palpable energy or vital force can come through scoundrels as well as saints and sages. It’s for this reason, for example, that early and later Christian leaders ranging from St. Paul to St. John of the Cross were very, very cautious before labeling such energy a clear, pure manifestation of God. Jesus’ criterion, “By their fruits you shall know them” became paramount, and in many cases Christian sages were carefully watching and feeling with their own charismatic power of “discerning spirits” to determine if the source of the dazzling energy in themselves or others was Divine or demonic or somewhere in between. The same kind of careful spiritual discernment regarding unusual potent energies and miracles and other manifestations has occurred among the wisest spiritual leaders of our sacred traditions, from the ancient time of the Upanishad’s sages and the Buddha to the present time.

It’s well known to the true sages that powerful but ultimately confused, constricted discarnate entities regarded as “demons” or “titans” (Skt.: asura, rakshasa, etc.) can create such electric energies through human beings as a way of then “feeding” on the aroused emotions and psychic states of the hordes of people who surround the human channel. That’s why many Zen masters often warned their students to simply regard all unusual states and energies as makyo, distracting “diabolical phenomena,” and instead wake up to the Open, Infinite Awareness, the formless “Big Self” or pristine “Buddha-Nature.”

In concluding this point: Just because a charismatic figure is felt to be a powerhouse of energy creating altered states of consciousness in people does NOT mean the figure should be viewed as a perfected spiritual master or venerated as “Divine,”

In the case of Rajneesh, therefore, we can surely affirm that he was somehow a source or a channel, especially from the mid-1960s until some time in the 1970s (after which it’s hard to determine whether it was Rajneesh or the group-energy of thousands of people responsible), for a very powerful Shaktipat energy that created dramatic effects in numerous persons around him. But what was the long-term effect of all this energy? Yes, there was evidently and undeniably a lot of good! But there were also a lot of “not-so-good” consequences dark and painful. So, to reiterate Jesus’ statement: “By their fruits you shall know them.”

(…)

[Osho] wasn’t fully free [from his egoic samskaras – binding attachments-aversions] from the beginning, and predictably began to have some psychological and emotional problems rooted in a subtle, insidious sense of self. All the inflation and aggrandizing of that self (by himself and others) could not stave off a certain ‘crash,’ and then had to come the compensations (as you specified in an earlier email: the Rolls-Royces, etc.)…. I know this sounds harsh, but we really need to distinguish between the fully enlightened on the one hand, and, on the other hand, those individuals like Rajneesh who have powerful glimpses of real awakening, kensho/satori experiences (in Zen language), but then fall back into their egoic samskaras [binding attachments-aversions] and karma-producing tendencies. It seems like it was just assumed far too early (by both Rajneesh and his followers) that he was ‘fully enlightened,’ not just a very talented, experienced, insightful, charismatic guy who’d made some spiritual breakthroughs into fearlessness, exhilaration, etc. And on the basis of this idea that he was ‘fully enlightened’ everyone got into some trouble; though, as you say, all sorts of good things happened too! I could starting naming for you dozens and dozens of figures similar to Rajneesh who claimed (or had others claiming) that they were ‘fully enlightened,’ but none of these have authentically lived from that Holy Wholesomeness beyond the needy self.”

(..)

Evidently Rajneesh was not free of several of these ten fetters (e.g., recall his self-inflated narcissistic boasts, the attachments to sex and expensive toys, the delight in stirring up controversy for the sake of controversy, elevating himself above earlier sages [Sankara, the Buddha, et al.] by misrepresenting and criticizing their views, etc.). Going further, where, really, was the truly heroic self-sacrifice and the love/compassion? (—we’ve heard of too many incidents reported by former close disciples of the lack of these traits). And where was that “all-seeing” “functional omniscience” reported of the Buddha and, more recently, of Ramana Maharshi, Shirdi Sai Baba, and several others?

Libri di seguaci di Osho che raccontano la loro esperienza (riporto solo quelli che ho letto o sto leggendo)

  • Devakant. In the eye of the Hurricane
  • Subhuti Anand Weight. Wild Wild Guru
  • Milne Hugh. Bhagwan. The God that failed
  • Guest Tim. My life in orange
  • Yoga Punya. On the Edge. Living with an Enlightened Master
  • Ma Anand Sheela. Don’t Kill him! The Story of my Life with Bhagwan Rajineesh
  • Luglio Radha. Tantra. Un modo di vivere e amare
  • Strelley Kate. Ultimo gioco
  • Prem Shunio. Diamond Days with Osho

La parabola di Osho si inserisce all’interno del più generale processo di diffusione in Occidente di teorie mistiche orientali, processo che ha portato spesso a delusioni o vere e proprie truffe. Vedi una descrizione delle varie vicende a questa pagina. Dall’introduzione:

In the 1960s it seemed that the Wisdom of the East was arriving on every other 707 from Asia to rescue i baby boomers from the dismal promise of a job in the city and a home in the suburbs and church on Sundays.

Unfortunately this captivating fairy story of how Indian Holy Men and their devotees have established ideas like karma and enlightenment, puja and meditation into the New Age of Western popular culture has, as is traditional, a dark twist. The magical promises of realisation and enlightenment or magical powers and tantric sexuality have turned out to be damp squibs and the Holy Men often, if not nearly always, have been as sleazy and phony as a politician or snake-oil salesman and they have wasted the hopes and lives of thousands, if not millions, of those who trusted them while they secretly indulged in the very physical pleasures they claimed to be above.

This movement is based on a few separate strands:

  • the 19th century translation and publication of Hindu and Buddhist scriptures
  • the writers and hustlers who created the dream of a Mystic East where yogis and swamis had occult powers
  • the recruitment of a few remarkable men who travelled to the West and their sympathisers and financers
  • the removal of racist immigration barriers that allowed Asian gurus to try their luck in the USA
  • the American Way which promotes and produces profit from religions that glorify asceticism and self-sacrifice

 

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Lavorare a maglia fa bene come lo yoga

Secondo alcuni studi, citati in questo articolo, lavorare a maglia ha una serie di benefici che le persone ricercano praticando yoga. In particolare:

Il movimento ripetitivo della maglia, che si traduce in sciarpe, maglioni o guanti, fa sì che il cervello rilasci endorfine, distraendo dai dolori mentali e fisici.
 
Lavorare a maglia riduce l’ansia e lo stress, stimola gli emisferi cerebrali e rallenta il declino delle capacità cognitive. Il lavoro delle mani viene migliorato, riducendo i rischi di artrosi, o altri problemi come l’infiammazione del tunnel carpale.
 
Sono inoltre numerosi i benefici sullo stato d’animo di chi lavora ai ferri, perché aumenta l’autostima grazie anche a dei processi di socializzazione più veloci ed efficaci. Non è dunque per nulla inappropriato il parallelo che sempre di più è fatto con lo yoga: il knitting e lo e yoga riducono lo stress, riconnettono con la parte più profonda di noi e sono antidepressivi.  
 
Lavorare a maglia attiva le aree del cervello deputate al pensiero e alla meditazione. Nello yoga la meditazione è uno degli otto pilastri. Una mente meditativa favorisce il fluire delle energie e porta al rilassamento fisico. Secondo specifici studi, inoltre, anche il movimento degli occhi che segue il lavoro del filo sulla maglia, tra ferro e ferro, da un lato all’altro, può essere un aiuto: quello stesso movimento oculare è una tecnica utilizzata nello yoga.

Puoi leggere altri articoli sullo stesso tema qui e qui.

Le fantasie di lui e di lei

Lui: Ho la fantasia di prenderti da dietro la sera quando ti lavi i denti prima di andare a dormire. Tu che fantasie hai?

Lei: Che la sera quando torno a casa dal lavoro mi fai trovare la cena pronta. Una cena come si deve, non quelle cose francescane che prepari di solito.

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Quali attività nei corsi tantra

Che tipo di attività troviamo nei corsi tantra?

Un’indicazione ci viene da un questionario di gradimento distribuito nel settembre 2020 da una coppia di docenti di corsi tantra. Il questionario chiede ai partecipanti ai loro corsi che tipo di attività preferiscono. Ecco l’elenco delle attività riportate nel questionario:

  1. Yoga
  2. Lavoro con il corpo attraverso la danza
  3. Esercizi da bendati
  4. Dimostrazione del massaggio
  5. Pratica del Massaggio
  6. Esercizi sugli elementi
  7. Esercizi sul maschile/femminile
  8. Teoria
  9. Attività pratiche
  10. Cerchi di condivisione

Gli esercizi bendati sono esercizi di contatto con gli altri (ad esempio una persona bendata viene accarezzata da altri in successione). Gli esercizi sugli elementi, pur avendo partecipato ai seminari, non so cosa siano. E ugualmente attività pratiche e esercizi sul maschile / femminile.

Ripensando alla mia esperienza nei corsi organizzati da questa coppia di docenti e da altri, suddividerei le attività più frequenti in questo modo:

  1. Teoria: cos’è il tantra etc.
  2. Informazioni / indicazioni per vivere una migliore sessualità (e a volte anche migliori relazioni). Qui troviamo elementi di educazione sessuale e suggerimenti su come risolvere problemi sessuali (vedi ad esempio questa pagina su un sito dedicato al tantra)
  3. Danza
  4. Esercizi di respirazione e altri esercizi fisici (tipo quelli fatti nella bioenergetica)
  5. Esercizi di contatto con altre persone inclusi massaggi
  6. Cerchi di condivisione sugli esercizi svolti

Meno frequenti

  1. Esercizi di attenzione focalizzata (meditazione)
  2. Racconto di sé (difficoltà, preferenze, modalità tipiche di comportamento in ambito sessuale e/o relazione).

Che cosa cercano i partecipanti nei corsi tantra?

In Occidente il tantra viene diffuso con la promessa di una sessualità più appagante, vedi ad esempio libri dal titolo:  Tantra, la via dell’estasi sessualeTantra, vivere l’affettività, l’amore e l’erotismo in modo completo, o ancora The new art of sexual ecstasy.

La promessa di una sessualità più appagante può attirare edonisti, ma anche persone o coppie con problemi sessuali o persone con una sessualità non convenzionale.

 

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Gli interruttori del desiderio sessuale femminile

suoni orgasmo vocalizzazioni

In molti uomini il desidero sessuale viene stimolato semplicemente da fantasie sessuali o dalla vista del corpo femminile nudo dal vivo o in foto o video. In molte donne, al contrario, il desiderio sessuale non si attiva spontaneamente, ma va stimolato. La non immediatezza del desiderio sessuale femminile e la necessità che il partner lo attivi attraverso stimoli e comportamenti adeguati è descritta ad esempio nel Modello del ciclo di risposta sessuale femminile elaborato dalla sessuologa americana Rosemary Basson.

La Basson elenca ad esempio il desiderio di vicinanza emotiva, il sentirsi desiderata, il desiderio di rilassarsi, il desiderio di far provare piacere al partner, il piacere di ricevere carezze come condizioni che portano molte donne ad accettare rapporti sessuali invece del semplice desiderio sessuale dovuto a fantasie o immagini erotiche. Un articolo della Basson è disponibile a questo link.

La teoria della Basson risponde all’esperienza di molte coppie, dove è in genere l’uomo che prende l’iniziativa di iniziare rapporti sessuali.

Secondo la Basson (Rosemary Basson (2000) The Female Sexual Response: A Different Model, Journal of Sex &Marital Therapy, 26:1, 51-65, DOI: 10.1080/009262300278641):

First, compared to men whose responses are influenced more by testosterone (Bancroft, 1989), women have a lower biological urge to be sexual for release of sexual tension. Second, women’s motivation (or willingness) to have a sexual experience stems from a number of “rewards” or “gains” that are not strictly sexual, these rewards being additional to, and often of far more relevance than, the women’s biological neediness or urge. These rewards are not irrelevant to men but may less often be the major motivational force. To some degree, men experience their desire as independent of context—often choosing to use the word “drive.” Third, women’s sexual arousal is a subjective mental excitement that may or may not be accompanied by awareness of vasocongestive changes in her genitalia and other physical nongenital manifestations of arousal. If there is genital awareness, it may or may not be an erotic stimulus to the woman. Fourth, orgasmic release of sexual tension may or may not occur; when it does, it can happen in a variety of ways, even in the one woman.

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Nelle donne, la frequenza degli orgasmi influenza la comparsa della menopausa

Secondo i risultati di una ricerca pubblicati sulla rivista Royal Society Open Science la frequenza degli orgasmi (sia durante rapporti sessuali che nell’autoerotismo) influenzerebbe l’età di insorgenza della menopausa: maggiore la frequenza, più elevata l’età.

La ricerca ha coinvolto circa 3.000 donne americane, intervistate a distanza di 10 anni.

I risultati della ricerca sono descritti in inglese, ma una sintesi è stata pubblicata su La Stampa.

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Due tipologie di corsi tantra

Ci sono corsi tantra dove si fa qualche massaggio e molte varie attività di altro tipo (modello Zadra, per intendersi): danze, esercizi di respirazione, esercizi di movimento del bacino, esercizi dove è necessario parlare e riflettere su aspetti della propria sessualità o relazioni. Poi ci sono i corsi tantra basati fondamentalmente sui massaggi.

Trovo che i corsi basati sul massaggio siano una via più facile e più diretta.

Danze, esercizi di respirazione e di movimento del  bacino possono avere un effetto benefico, ma nella mia esperienza tale effetto è in genere assai meno coinvolgente e potente di uno scambio di massaggi.

Relativamente a parlare della propria sessualità e relazioni, può essere molto utile solo se il partecipante ha dei problemi gravi, che richiedano un approccio psicoterapeutico, e voglia lavorare su questi problemi, e inoltre i conduttori siano in grado di gestire un approccio terapeutico e siano formalmente autorizzati dalle normative di legge a usare un approccio terapeutico.

Il problema con l’approccio psicoterapeutico è che in corsi con questo approccio tutti i partecipanti sono costretti a lavorare su si sé, anche se non ne hanno bisogno (per fortuna, la gran parte delle persone non ha gravi problemi personali) e che la gran parte degli operatori che propongono questo approccio non ha una formazione adeguata in ambito psicoterapeutico, e così fa interventi grossolani.

 

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Corsi New Age con trattamento psicologico obbligatorio

Ho partecipato di recente a un corso residenziale di massaggio, della durata di 2 giorni e mezzo. Il conduttore ha esordito chiedendoci di scrivere e leggere ad alta voce i nostri punti forti e punti deboli, e poi di disegnare una scena relativa a un episodio con la nostra famiglia di origine. Da qui poi il conduttore è partito con un discorso sulla necessità di ‘sciogliere i blocchi’, ‘lasciar andare’, ‘lasciarsi andare’, ‘esprimere le proprie emozioni’ e simili. Alcune partecipanti hanno seguito i suggerimenti, e così sono partite condivisioni significative (‘Mio padre non mi hai mai abbracciato’, ‘’Ho disegnato la scena del funerale di mio padre’, ‘Tu sei la figlia che non ho mai avuto’, etc.) accompagnate da crisi di pianto e in seguito urla ‘liberatorie’.

Siamo passati ai massaggi solo in seconda giornata, ma ormai il tono emotivo del gruppo, composto in maggioranza da giovani donne, era rivolto all’espressione di emozioni, anche perché il conduttore continuava a incoraggiarla, e così urla e pianti sono proseguiti fino alla fine, provocati a questo punto anche da semplici esercizi tipo guardarsi negli occhi.

Al momento della condivisione finale il conduttore ha detto che sì, effettivamente la descrizione del corso non parlava di queste attività ‘psicologiche’, ma si è giustificato dicendo che se le avesse inserite ‘la gente non si sarebbe iscritta’.

Mi è accaduta una cosa simile (trattamento psicologico inserito surrettiziamente) anche a un corso residenziale di tantra che, secondo la descrizione riportata sul sito dagli organizzatori, avrebbe dovuto illustrare e far sperimentare tecniche per potenziare l’orgasmo. In realtà il corso si è rivelato una terapia di gruppo centrata sul rapporto col padre e con l’autorità in generale. In ultima giornata ho chiesto notizie sul tema che formalmente era oggetto del corso e che fino a quel momento non era stato trattato. A questo punto il formatore ha chiamato un’assistente e in 10 minuti ha spiegato e simulato una tecnica per il potenziamento dell’orgasmo. Fine.

E ugualmente a un corso di massaggio tantrico il conduttore a un certo punto si è messo a pontificare via email (gli avevo scritto per chiedergli una fattura) sulle mie caratteristiche personali, valutazione non richiesta e non prevista dal programma del corso.

Personalmente sono diventato insofferente a interventi psicologici non richiesti, principalmente perché alla mia età ho ormai lavorato e ‘sistemato’ i temi di vita che mi creavano disagio e vivo in una condizione di serenità psicologica e inoltre, da acquirente, ritengo scorretto ricevere un servizio diverso da quello che mi è stato promesso al momento della vendita. Infine, da psicologo, verifico che questi interventi si basano spesso su una conoscenza grossolana dei meccanismi psicologici e delle tecniche terapeutiche.

Ad esempio il conduttore del corso di massaggio descritto all’inizio basava il suo intervento sulla credenza che per tutti, in qualunque momento e per qualunque problema sia utile ‘lasciarsi andare’ e ‘far emergere le emozioni’. E’ una credenza che può aggravare la condizione di persone che hanno subito abusi sessuali, violenze familiari o che più semplicemente hanno una vita insoddisfacente e sono emotivamente fragili.

Inoltre in genere le persone giovani non hanno il problema di lasciar emergere le emozioni, ma l’opposto. Quando si è giovani si è molto sensibili alle emozioni, vedi quei giovani che si uccidono per un brutto voto o per un amore non corrisposto, e quei tanti giovani a cui basta una cosa da nulla (un rimprovero dei genitori, il motorino graffiato, i biscotti per la colazione terminati) per avere la luna storta tutta la giornata. Il problema di molti giovani è piuttosto ridurre l’effetto disruttivo delle emozioni sulla loro vita quotidiana. Invitarli a ‘lasciarsi andare’, stimolare a caso l’emergere di emozioni peggiora il problema.

Un’altra credenza ingenua propagandata spesso nei corsi new age è che la causa di dolori e malattie sia invariabilmente l’esistenza di un conflitto psicologico relativo a quella parte del corpo o alla funzione che quella parte del corpo svolge, ad esempio il dolore mestruale, il cancro all’utero o alle ovaie etc. sarebbero dipendenti da problemi con la propria femminilità (su alcuni malanni minori, vedi il capitolo La medicina alternativa si basa sull’effetto placebo in questo articolo).

Questa rozzezza nell’applicazione di concetti e terapie psicologiche non mi meraviglia: per quel che ricordo, nessuno dei conduttori dei corsi New Age che ho frequentato in Italia si è presentato come psicologo. Uno (immagino il suo titolo di studio sia licenza media) mi ha scritto ‘vengo da una Competenza Empirica’.

Una parte di questi operatori è incompetente anche nella gestione d’aula. Ad esempio, uno è famoso per offendere i corsisti, e al corso sul potenziamento dell’orgasmo che ho descritto sopra ha tirato un calcio a un’assistente che aveva sbagliato una dimostrazione. Un altro è totalmente incapace di gestire i tempi, cosicché abbiamo fatto pausa pranzo e terminato le lezioni spesso con ore di ritardo; in una occasione ha interrotto la trattazione dell’argomento (massaggio tantrico) per intrattenerci per un’ora con le sue opinioni sul terrorismo islamico. Un’altra coppia di formatori usa rivolgersi ai corsisti che non condividono le loro interpretazioni o non si comportano come desiderano alzando la voce con un tono di rimprovero arrabbiato che ai giorni nostri sembra inopportuno anche in famiglia con i propri figli. Un altro, infine, è conosciuto perché ci prova con tutte le corsiste.

Infine, molti di questi corsi sono organizzati totalmente in nero, per farmi fare una fattura devo spesso penare.

Provo a immaginare alcune semplici linee guida sul lavoro su temi psicologici che chi organizza corsi New Age dovrebbe seguire:

  1. il lavoro su temi psicologici deve essere espressamente richiesto dall’utente. In generale l’utente deve essere libero di scegliere su quali temi lavorare, in che momento della sua vita lavorarci e con che operatore lavorarci
  2. l’operatore deve avviare il lavoro su temi psicologici solo se ha tempo a sufficienza per esaminare e possibilmente risolvere o le problematiche che dovessero emergere o comunque per riportare la persona alla tranquillità
  3. l’operatore deve avere un livello di competenza che gli permetta di lavorare su temi psicologici senza fare danni e deve essere per legge abilitato a farlo.

 

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