Piaceri di coppia: il coito inesigente

coppia felice

 

Questo esercizio fa bene alle coppie perché sviluppa una buona intimità. L’esercizio è semplice, ma i suoi benefici possono essere elevati. Si tratta semplicemente di inserire il pene in vagina e rimanere in questa posizione per una mezz’ora senza fare niente (utile mettere una sveglia), prestando attenzione alle sensazioni che arrivano dal proprio corpo. Può essere utile di tanto in tanto, se si sente che il pene esce, dare qualche spinta per riposizionarlo all’interno.

 

Questo esercizio richiede una posizione comoda per entrambi e che permetta una buona apertura della vagina, ad esempio la posizione della forbice.

posizione della forbice

 

Il modo migliore per entrare è se, grazie a un po’ di baci e carezze preliminari, l’uomo ha già una erezione e la donna è già un po’ lubrificata. E’ possibile però anche inserire il pene non eretto, in questo secondo caso è utile usare una crema lubrificante. Nel secondo caso la donna prenderà il pene con due dita come nell’immagine qui sotto e lo inserirà delicatamente nella vagina rilassata.

Presa genitale

 

Una volta in posizione, i partner dedicheranno la propria attenzione alle sensazioni che arrivano dai genitali e dal resto del corpo, alla respirazione e ai propri pensieri.

 

Da un certo punto di vista l’esercizio è un’esperienza di meditazione. Se ci si addormenta, nessun problema, anzi, questo esercizio può essere fatto la sera a letto prima di andare a dormire. Se sono svegli, al termine dell’esercizio i partner si racconteranno le proprie sensazioni, altrimenti ne parleranno la mattina dopo.

 

Il coito inesigente ha un effetto positivo perché la penetrazione è in genere legata all’idea di dover ‘fare qualcosa’ (una prestazione sessuale), e questo crea ansia a molte persone. Il coito inesigente, in cui si sperimenta l’unione genitale senza fare nulla riduce l’ansia di prestazione, è perciò molto utile anche a tutti/e coloro che soffrono di disturbo dell’erezione, eiaculazione precoce,  vaginismo lieve.

 

Consigliato a tutte le coppie. Da provare almeno una volta.

 

Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

 

 

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Quali obiettivi per le prime esperienze sessuali giovanili?

coppia giovane sessualità

L’obiettivo impossibile: l’orgasmo femminile con la penetrazione vaginale

 

L’obiettivo delle prime esperienze sessuali giovanili non può essere l’orgasmo femminile raggiunto col contributo sostanziale della penetrazione vaginale.

 

Per ‘orgasmo femminile raggiunto col contributo sostanziale della penetrazione vaginale’ intendo qui una modalità di rapporto sessuale dove la donna arriva all’orgasmo o molto vicina all’orgasmo grazie  alla penetrazione vaginale. Nel secondo caso (donna che arriva molto vicina all’orgasmo grazie alla penetrazione vaginale) l’orgasmo viene raggiunto aggiungendo o sostituendo alla penetrazione la stimolazione diretta del clitoride.

 

Per ragazzi e ragazze che cominciano ad avere le prime esperienze sessuali il raggiungimento dell’orgasmo femminile col contributo sostanziale della penetrazione vaginale è un obiettivo impossibile, per vari motivi:

  1. i giovani uomini, a causa dell’elevato livello di testosterone e dell’emozione che caratterizza i primi rapporti sessuali tendono a venire molto presto, a volte anche prima dell’inserimento del pene in vagina.
  2. a causa delle conformazione anatomica della donna la sola penetrazione vaginale, anche quando fatta da uomini esperti e con un buon controllo dell’eiaculazione, assicura l’orgasmo solo a una minoranza delle donne; per il raggiungimento dell’orgasmo femminile è in genere necessaria una stimolazione diretta o indiretta del clitoride. Il problema è ulteriormente aggravato dal fatto che spesso le giovani donne hanno difficoltà a raggiungere l’orgasmo anche con la stimolazione del clitoride.

 

Gli obiettivi realistici: comunicazione, tecnica, piacere

 

L’obiettivo delle prime esperienze sessuali giovanili deve essere perciò riformulato.

 

La gran parte dei giovani uomini non ha difficoltà a raggiungere l’orgasmo. Per i giovani uomini gli obiettivi saranno perciò imparare a:

  1. comunicare le proprie sensazioni e desideri alla partner
  2. stare nella tensione erotica, rimandando l’eiaculazione
  3. assicurare alla partner una buona esperienza erotica incluso l’orgasmo, sia con baci e carezze non genitali che con la stimolazione del clitoride.

 

Per i ragazzi, l’inserimento della penetrazione vaginale all’interno del rapporto sessuale (mi riferisco al semplice ricorso alla penetrazione vaginale, non a far raggiungere l’orgasmo alla donna col contributo sostanziale della penetrazione vaginale) è un obiettivo ulteriore da perseguire solo dopo che hanno sviluppato i primi 3 obiettivi: buona comunicazione, buona esperienza erotica per la partner, sufficiente controllo eiaculatorio.

 

Molte giovani donne hanno difficoltà a raggiungere l’orgasmo sia con la penetrazione vaginale che con la stimolazione del clitoride. Per le giovani donne gli obiettivi saranno perciò imparare a:

  1. comunicare le proprie sensazioni e desideri al partner
  2. raggiungere l’orgasmo con la stimolazione del clitoride
  3. assicurare al partner una buona esperienza erotica incluso l’orgasmo, sia con baci e carezze non genitali che con la stimolazione del pene, anche attraverso la penetrazione vaginale

 

I primi incontri sessuali giovanili fra ragazzi e ragazze inesperte saranno perciò dedicati a migliorare la comunicazione e la conoscenza del corpo e della risposta erotica dell’altro/a, evitando la penetrazione.

 

Saranno cioè sessioni dove baci e carezze non genitali iniziali sono seguiti da masturbazione reciproca, che potrà essere alternata (prima uno dei due fa venire l’altro e poi viceversa) oppure in parallelo (entrambi si masturbano a vicenda). E opportuno che i ragazzi evitino di ricevere sesso orale perché la stimolazione è in genere troppo forte e rende difficile lo sviluppo del controllo sui tempi eiaculazione. E ugualmente è opportuno che la coppia eviti il sesso anale perché sono necessarie tecniche sofisticate per non far male alla ragazza.

 

La penetrazione vaginale potrà essere inserita nel rapporto una volta che la coppia ha acquisito buona comunicazione e buona esperienza erotica per entrambi, e il ragazzo un sufficiente controllo eiaculatorio.

 

Il raggiungimento dell’orgasmo femminile col contributo sostanziale della penetrazione vaginale, una delle tante varianti possibili del rapporto sessuale, potrà essere un eventuale obiettivo ulteriore,  una volta che la coppia pratica correntemente la penetrazione vaginale.

 

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Puoi anche leggere tutti gli articoli sull’eiaculazione precoce contenuti in questo sito

 

 

L’orgasmo, se sei donna, lo devi imparare

 

orgasmo femminile

Per le donne, l’orgasmo è una potenzialità che deve essere attivata e sviluppata. Vediamo perché.

 

In assoluto, il problema più frequente fra le donne è la mancanza di orgasmo durante la penetrazione vaginale. Su questo tema puoi leggere i miei vari articoli, ad esempio Come raggiungere l’orgasmo con la penetrazione vaginale.

 

Il secondo problema più frequente, diffuso in genere fra giovani donne, è la mancanza assoluta di orgasmo (in linguaggio tecnico, anorgasmia femminile assoluta). Queste donne non sono cioè in grado di raggiungere l’orgasmo neanche da sole.

 

Almeno il 90% degli uomini arriva sempre o quasi sempre all’orgasmo durante i rapporti sessuali, mentre per le donne questa percentuale è solo del 30% (un altro 30% ci arriva ‘una volta ogni due’ e la parte restante ‘mai o quasi mai’) (nota 1). Questo dipende dal fatto che la penetrazione vaginale per la maggior parte delle donne non è sufficiente, ma secondo alcuni studiosi c’è un motivo aggiuntivo. Nell’uomo l’orgasmo è strettamente collegato all’eiaculazione, e così gli uomini incapaci di provare l’orgasmo si sono estinti. Nella donna invece l’orgasmo non avrebbe una funzione biologica precisa, le donne rimangono incinte anche senza provare l’orgasmo. Per questo motivo la capacità di provare l’orgasmo, nelle donne, non è stata rigidamente selezionata come per gli uomini. La maggior parte delle donne  è in  grado di provare l’orgasmo perché il corpo femminile ha gli stessi circuiti che permettono l’orgasmo nell’uomo, ma questa possibilità non è ‘automatica’ come nell’uomo. Per le donne, l’orgasmo è una potenzialità che deve essere attivata e sviluppata. Se non è oggetto di apprendistato questa potenzialità resta latente e inespressa (nota 2).

 

Come può funzionare l’apprendistato per l’orgasmo? Spiego qui i passaggi principali per risolvere la mancanza di orgasmo.

 

  1. Autorizzarsi a provare un orgasmo

Il primo step per provare un orgasmo è autorizzarsi mentalmente e inconsciamente a provarlo. Alcune donne non si autorizzano per motivi vari: ad esempio perché hanno avuto un’educazione che ha svalutato il sesso o hanno avuto traumi sessuali. Finché il loro semaforo segna rosso le donne non cercano esperienze sessuali o, quando le vivono, la loro mente vieta o riduce la percezione del piacere. In questi casi è necessario lavorare con un terapeuta o un sessuologo per superare il blocco. Per fortuna questo casi sono abbastanza rari.

 

  1. Imparare a procurarsi sensazioni piacevoli

La fonte primaria per le sensazioni dell’orgasmo è il clitoride. Per arrivare all’orgasmo è necessario imparare a massaggiarlo. La gran parte delle donne con difficoltà di orgasmo ha scarsa esperienza di masturbazione. E’ utile capire quali modalità e punti di tocco assicurano il piacere maggiore. Imparare una buona tecnica richiede vari tentativi, continuati nel tempo.

 

  1. Dedicare attenzione alle proprie sensazioni

Il raggiungimento dell’orgasmo, anche nel caso di semaforo verde e di una tecnica corretta richiede che la masturbazione avvenga in una situazione di tranquillità, in modo da potersi focalizzare sulle proprie sensazioni. E’ utile anche imparare a lasciarsi andare alle contrazioni dei muscoli del pavimento pelvico (cioè della zona della vagina) provocati dalle ondate di piacere.

 

In questo articolo il percorso per arrivare all’orgasmo è trattato a grandi linee, va poi personalizzato e dettagliato ulteriormente.

 

NOTE

1: Le informazioni sulla frequenza dell’orgasmo maschile e femminile sono riprese dal libro di Brune E. e Ferroul Y. (trad. it 2011) Il segreto delle donne, p.11.

2. vedi Il segreto delle donne, p.26-40. In alcuni mammiferi, ad esempio conigli e cammelli, l’ovulazione non è periodica, ma avviene solo dopo un rapporto sessuale. In questo caso l’orgasmo (se ammettiamo che coniglie e cammelle provino l’orgasmo) avrebbe una precisa funzione biologica. Alcuni studiosi pensano che in passato funzionasse così anche per le donne, ma che poi questa modalità sia scomparsa a favore di ovulazioni mensili. Il venir meno della funzione biologica dell’orgasmo femminile avrebbe permesso la diffusione fra le donne di clitoridi più piccoli e più lontani dall’orifizio vaginale.

 

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Uomini e donne fatti per non capirsi

differenze di coppia

Per quel che riguarda sessualità e relazioni, alcuni studiosi sostengono che ci sono molte differenze fra uomini e donne, altri invece che le differenze sono minime. Chi ha ragione?

Possiamo rendercene conto esaminando le differenze fra la letteratura erotica preferita dalla gran parte degli uomini e quella preferita dalla gran parte delle donne.

La letteratura erotica preferita dagli uomini è in genere visiva, anatomica, impulsiva, abbondantemente promiscua e priva di contesto e personaggi.

La letteratura erotica preferita dalle donne è spesso verbale, psicologica, riflessiva, serialmente monogama e ricca di contesto e personaggi.

In sintesi, gli uomini fantasticano di accoppiarsi con dei corpi; le donne di fare l’amore con delle persone.

Malintesi e infelicità che possono derivare da questa diversa impostazione sono facilmente immaginabili. Ad esempio per molti uomini un rapporto sbrigativo con una sconosciuta può essere piacevole (e vissuto con pochi o nessun senso di colpa se sono in una relazione stabile), mentre per molte donne può essere ripugnante.

Gli studiosi Donald Symons e Catherine Salmon, nel loro libro Love warriors, scrivono che ‘I contrasti fra romanzi rosa e video pornografici sono così numerosi e profondi che possono indurre a meravigliarsi che uomini e donne si mettano insieme, e a maggior ragione restino insieme e crescano con successo dei bambini’.

A questa differenza di atteggiamenti va aggiunta anche una differenza anatomica: la penetrazione vaginale, il modo preferito da molti uomini per arrivare all’orgasmo, non assicura l’orgasmo alla maggioranza delle donne. E così malintesi e infelicità sono ancora più probabili.

 

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Clitoride: difetto di progettazione

clitoride

 

Se solo il 30% delle donne raggiunge l’orgasmo con la sola penetrazione vaginale (1), è evidente che c’è stato un errore di progettazione: il clitoride (o meglio: la parte esterna del clitoride, quella più sensibile) è stato collocato nella posizione sbagliata. La posizione attuale è troppo in alto per essere stimolata a sufficienza durante la penetrazione vaginale (la modalità preferita da molti uomini per arrivare all’orgasmo).

Un progettista più competente avrebbe collocato la parte esterna del clitoride all’imbocco o all’interno della vagina, oppure avrebbe reso la parte interna del clitoride (che confina con le pareti vaginali) maggiormente sensibile.

Adesso che il danno è stato fatto, è poco realistico, per la gran parte delle donne, aspettarsi di raggiungere l’orgasmo solo con la penetrazione; la stimolazione prolungata ed efficace del clitoride va stabilmente inserita all’interno del rapporto sessuale.

 

Nota 1. Fonte: Rapporto Hite. La ricerca è stata condotta negli anni 70 sotto la supervisione della ricercatrice americana Shere Hite su circa 3000 donne americane. Le citazioni sono riprese dall’edizione pubblicata in Italia nel 2001: Hite S. (2001) Il Rapporto Hite. Una inchiesta sulla nuova sessualità femminile. I dati sulla percentuale di donne che non orgasmano (vedi l’elaborazione a p. 502-505 dell’edizione italiana 2001) sono stati raccolti e elaborati dalla Hite in maniera un po’ confusa.

 

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Un Manifesto per la diffusione dell’intimità

intimità

 

Da quanto tempo non abbracci qualcuno, parli di te, ti senti vicino a un’altra persona, fai bene l’amore? Intimità significa condivisione ed ha due dimensioni: una fisica e una verbale. L’idea alla base di questo Manifesto è che in giro c’è troppo poca intimità, e che un mondo con più intimità sarebbe un mondo migliore.

Alcune regole di base per la diffusione dell’intimità:

1. se ti piace qualcuno, se desideri approfondire l’intimità con qualcuno, diglielo, proponigli dei momenti assieme. Può darsi che lui/lei pensi lo stesso, ma se nessuno dice niente non succede niente. Sii grato/a e ringrazia anche per dichiarazioni di interesse e proposte di intimità da persone con cui non vuoi approfondire e impara a non rimanerci male se il tuo interesse non è corrisposto.

2. esistono vari livelli di intimità ed è possibile condividere/scegliere anche livelli di intimità intermedi. Anche se sei un adulto, quando cerchi intimità con qualcuno non vuol dire necessariamente che stai cercando un rapporto sessuale, o che lo stai cercando in quel momento. Con qualcuno a cui sei interessato ti puoi anche solo abbracciare, massaggiare, passeggiare, raccontare. Impara a dichiarare e contrattare attivamente i livelli di intimità che desideri. Con partner occasionali non mescolare fluidi corporei.

3. impara/esercitati a parlare di te e all’ascolto degli altri. Con le persone che ti sono attorno crea un clima comunicativo aperto alla condivisione; valuta al massimo la sincerità, anche quando le cose che ascolti non ti fanno piacere.

4. prima di condividere qualcosa, chiediti quale sarà l’impatto di quello che vorresti dire; prima di condividere chiedi il permesso. Riconosci quando non è opportuno condividere qualcosa.

5. non focalizzare il tuo bisogno di intimità su una persona sola, non sviluppare dipendenza dalle persone con cui sei in intimità. Lega l’intimità al senso di vicinanza, ma non necessariamente alla dipendenza.

6. pratica l’intimità tutti i giorni, nelle dimensioni che preferisci.

7. cerca e frequenta persone che condividono il tuo desiderio di intimità.

8. diffondi questo Manifesto segnalando o lincando questa pagina.

 

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A Manifesto to Promote Intimacy

intimità

 

How long is it since you had good/satisfying sex, hugged someone, talked about yourself to someone, felt close to someone? Intimacy means sharing and has two dimensions: physical and verbal. The idea behind this manifesto is to promote intimacy: there is too little intimacy around, and a more ‘intimate’ world would be a better world.

 

Possible ways of promoting intimacy, including some basic rules:

 

1.If you like someone and would like to get to know them more intimately, tell them; suggest spending some time together. Maybe they feel the same way, but if neither says anything, nothing will happen. Be appreciative of any expressions of interest and proposals of intimacy you receive, even from those with whom you may not wish to form a more intimate relationship. Also, learn not to be embarrassed or feel hurt if your interest in someone is not reciprocated.

 

2. There are various degrees of intimacy. If you wish to become more intimate with someone and tell them that you like them, it doesn’t necessarily mean that you want to have sex with them immediately or even in the future. You might just want to caress them, massage them, or even just go for a walk with them or talk to them. Try to discuss and actively negotiate the degree of intimacy you would like from a relationship. With occasional partners avoid mixing body fluids.

 

3. Learn to talk about yourself and to listen to others talking about themselves. With those around you, create a communicative atmosphere open to intimacy. Value sincerity highly, even when you don’t like what you hear.

 

4. Before sharing, figure out what the impact of what you want to say will be, and first ask for permission to share. Recognize when sharing is not appropriate.

 

5. Don’t focus your desire for intimacy on a single person and don’t become dependent on those with whom you form an intimate relationship. Associate intimacy with being close to someone, and not necessarily being dependent by  them.

 

6. Practice intimacy every day, in whichever form you prefer.

 

7. Actively seek out and mix with those who share your desire for intimacy.

 

8. Spread this Manifesto by signalling or linking this page at https://sessualitafelice.it/manifesto-intimacy/

 

Author © 2004 Leonardo Evangelista.  Reproduction of this material is allowed on condition the author’s name is quoted and reference made to this page. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright. Per contatti puoi utilizzare il modulo qui sotto.

 

Obiettivi e tecniche dell’educazione affettiva – sessuale

educazione sessuale

[Questa pagina è stata messa a punto assieme a un gruppo di operatori (Giovanni Marchetti, Cassandra Rofi, Alice Sani, Cosimo Cerretelli, Valentina Maciariello) dell’Associazione Kappaerre di Castelfiorentino FI, nel corso del progetto SAFESEX. Il progetto SAFESEX ha utilizzato la peer education per lo svolgimento di attività di educazione affettiva sessuale con studenti nella fascia di età 14-18 anni.]

DEFINIZIONE E OBIETTIVI DELL’EDUCAZIONE AFFETTIVA-SESSUALE

Con educazione affettiva sessuale intendiamo quell’insieme di attività che hanno lo scopo di promuovere una vita affettiva e sessuale appagante.

L’obiettivo generale delle attività di educazione affettiva sessuale è far acquisire potere alla persona (è cioè strumento di empowerement) in questo ambito di vita. In generale, per far acquisire potere a una persona è necessario:

Farle acquisire informazioni su come è fatta e funziona e come si può fare una determinata cosa,
Aiutarla a individuare, programmare, simulare e mettere in pratica dei comportamenti positivi per lei.
Sia informazioni che comportamenti possono essere sviluppati da soli o in condivisione con altre persone.

La classificazione che segue spiega come applicare questi principi generali all’educazione affettiva sessuale.

 

Principali temi dell’educazione affettiva-sessuale:

 

1. COME SONO FATTO? COME FUNZIONA IL MIO CORPO? LA MIA CONFORMAZIONE FISICA E’ NORMALE?

Obiettivo delle attività:

  • a. far acquisire informazioni su questi temi.

Le informazioni possono essere relative a:

  • a. Anatomia (come sono fatti gli organi sessuali) e fisiologia (come funzionano)
  • b. Contraccezione
  • c. Malattie a trasmissione sessuale

Strumenti utilizzabili: le informazioni possono essere trasmesse tramite:

  • a. Lezione frontale, anche aiutata da slides
  • b. Domande del conduttore e risposte (anche sui miti)
  • c. Distribuzione di materiale informativo
  • d. Chiedere agli studenti di preparare presentazioni di argomenti (anche sulla base di materiale informativo distribuito in precedenza)
  • e. Domande anonime e risposte
  • f. Auto osservazione e osservazione dell’altro (ad esempio auto visita)
  • g. Condivisione di esperienze coi pari (ad esempio attività di ragazze in piccolo gruppo su come individuare l’ovulazione)

 

2. COME VOGLIO CHE SIA LA MIA ESPERIENZA AFFETTIVA E SESSUALE? CHE RISULTATI VOGLIO OTTENERE? COSA VOGLIO (E NON VOGLIO) FARE?

Obiettivo delle attività:

  • a. rendere espliciti valori / principi / desideri / emozioni legati alla sessualità e al rapporto con l’altro e promuovere quelli che riteniamo corretti.
  • b. promuovere comportamenti coerenti coi valori personali

In particolare i valori che vogliamo promuovere coi nostri interventi sono:

  • a. Rispetto di sé (salute e rispetto da parte degli altri)
  • b. Rispetto per gli altri
  • c. Una vita affettiva e sessuale soddisfacente (incluso coerente coi propri valori)

Strumenti utilizzabili per esplicitare:

  • a. analisi di casi
  • b. frasi stimolo.

Strumenti utilizzabili per promuovere comportamenti coerenti coi valori personali:

  • a. vedi il punto 3 successivo.

 

3. COME FACCIO A FARE UNA DETERMINATA COSA O RISOLVERE UN PROBLEMA IN AMBITO AFFETTIVO SESSUALE? (es: mettere il preservativo, lasciare qualcuno, non fare sesso dopo aver bevuto, etc.).

Obiettivo delle attività:

  • a. Se ci sono compiti nuovi da svolgere far imparare come fare.
  • b. Se ci sono difficoltà aiutare a e/o far imparare alla persona come definire il problema, identificare un obiettivo, programmare e mettere in atto il cambiamento.

 

Strumenti utilizzabili:

  • a. informazioni (es: informazioni dirette, condivisione, etc. vedi al punto 1),
  • b. sviluppo di life skills generali (ad esempio assertività, problem solving) e legate alla affettività e sessualità (ad esempio fare bene petting, acquisire controllo eiaculatorio, individuare i partner ‘giusti’, etc.).

In quali modi:

  • a. analisi di casi
  • b. condivisione di esperienze coi pari (ad esempio come corteggiare un ragazzo/una ragazza, come convincere i genitori a farci far tardi la sera)
  • c. definizione obiettivo e piano d’azione
  • d. simulazioni
  • e. accompagnamento con contatti periodici nella fase di messa in atto del piano d’azione

Le informazioni possono essere relative a:

  • a. tecniche sessuali
  • b. modalità di relazione e difficoltà nelle relazioni di coppia
  • c. tecniche di comunicazione
  • d. normative di legge (aborto, facilitazioni per gravidanza, età minima per rapporti sessuali, normativa stalking e violenza sessuale, etc.)

 

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Cosa accade nelle relazioni sadomaso / BDSM?

BDSM

L’abolizione legale della schiavitù (anche di quella sessuale, ricordate le schiave romane e le donne nell’harem del sultano?) è stato uno dei successi dei tempi moderni. Sorprende che ci sia qualcuno che rimpianga quel tipo di esperienze o le trovi formative.

Il Corriere della Sera dà ampio spazio all’esperienza di Marina, una entusiasta del BDSM, acronimo che indica pratiche di natura sessuale dove una persona assume appunto volontariamente il ruolo di schiavo/a e l’altro/a di padrone. Racconta Marina che le pratiche sadomaso le hanno cambiato la vita, in particolare:

‘È stata una sfida con se stessa’, poi ‘ha sperimentato un senso di orgoglio che aumentava la sua autostima, nel superare i suoi limiti’, poi ‘ha raggiunto un nuovo livello di consapevolezza’ e online ha scoperto ‘ persone meravigliose’ con cui ha sviluppato ‘un’intimità profonda basata su fiducia e complicità’, e pensa a loro ‘come alla sua famiglia’ . Riassumendo la sua esperienza, Marina racconta che le esperienze sadomaso le hanno fatto ‘scoprire una nuova gamma di sensazioni’.

La giornalista la asseconda, scrivendo, riferendosi ai rapporti sadomaso, ‘Perché no?’ e sottolineando ‘l’importanza della nostra capacità di aprirci agli altri [in questo caso agli aguzzini] e di metterci in discussione’ [cioè di accettare di essere abusati e torturati].

Per chi non conosce il mondo BDSM, provo a elencare cose che possono accadere alla persona che accetta il ruolo di vittima:

  • limitazione della libertà di movimento. Durante gli incontri la persona può essere legata e imbavagliata
  • controllo e limitazioni della libertà di comunicare con gli altri
  • violenza psicologica. La persona può essere derisa o offesa
  • violenza fisica. La persona viene picchiata o torturata (è il caso anche di Marina, che parla di ‘segni durevoli e marcati sulla pelle provocati da frusta, corde, canna di bambù’).
  • rapporti e pratiche sessuali non desiderate, incluso con sconosciuti
  • ingestione o comunque contatto con urina e feci.

In concreto, nel BDSM chi accetta il ruolo di vittima è alla mercé delle fantasie perverse del suo dominus. La vittima può rifiutare le esperienze a cui il padrone vuole sottoporla, ma il padrone è in genere esperto nella manipolazione psicologica così da portare la vittima ad accettare più esperienze possibili. Marina racconta che il suo dominus ‘dimostrando grande esperienza ed intelligenza, è andato per gradi.’

Per Marina l’esperienza dell’abuso e della tortura è stata positiva. Ma questo non rende abuso e tortura meno esecrabili. La promozione di relazioni basate sulla violenza è inoltre assai pericolosa in una società, come la nostra, caratterizzata da violenza coniugale e femminicidi.

Una caratteristica umana è che qualcuno riesce a trovare aspetti positivi, piacevoli o addirittura illuminanti anche nelle esperienze più nocive o degradanti. Mi riferisco a esperienze di guerra, di malattie gravissime, di perdite di persone care, di campi di sterminio, di abusi psicologici o fisici.

Viviamo in un’epoca in cui, secondo alcuni, tutte le esperienze sono ugualmente positive e dovremmo provare più esperienze possibili (la stessa Marina ha iniziato perché era ‘estremamente incuriosita’), e molti siti e giornali, come in questo caso Il Corriere della Sera, pur di riempire una pagina, vendere qualche copia o di avere qualche click in più sostengono questo punto di vista e promuovono le pratiche e  i contenuti più diversi, inclusi alcuni, come in questo caso, aberranti.

Il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali 5’ edizione, pubblicato nel 2013 dalla Associazione Americana degli Psichiatri, descrive:

Leggi anche: Sesso sadomaso, la mistress lo manda all’ospedale e rischia 7 anni di carcere

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Note

 

Le 13 bugie del porno che danneggiano la sessualità maschile e i rapporti di coppia

dipendenza da porno

 

Su internet ci sono migliaia di video con contenuti pornografici, in buona parte gratuiti e accessibili a tutti, realizzati per vendere altri video porno a pagamento, pubblicità, chat erotiche o servizi di escort.

 

La gran parte dei video è recitata da attori professionisti, la trama e le scene sono costruite ad arte in modo da risultare molto eccitanti. Realizzare un video di una decina di minuti può richiedere alcune ore di riprese, che poi vengono tagliate e montate.

 

In un altro articolo ho spiegato perché guardare frequentemente e a lungo video porno può danneggiare l’erezione maschile. Ma la pornografia danneggia la sessualità maschile anche in altri modi.

 

Secondo molti studiosi i video porno sono diventati la maggiore fonte di educazione sessuale per adolescenti, in particolare adolescenti maschi. Il problema è che le storie e le scene mostrate nei video porno non sono realistiche, non corrispondono cioè a quello che in genere accade nelle relazioni e nei rapporti sessuali reali. I video porno danno una rappresentazione esagerata dei rapporti sessuali al pari delle scene di inseguimento in  auto nei film: attirano la nostra attenzione e possono tenerci incollati allo schermo, ma guidare la macchina nella vita reale è un’altra cosa.

 

Vediamo quali sono le principali differenze sostanziali fra la vita vera e i  video porno professionali. Nei video porno professionali:

  1. Le persone filmate non si preoccupano mai di gravidanza e prevenzione malattie a trasmissione sessuale. Raramente indossano dei preservativi. La realtà: nella gran parte dei rapporti sessuali i partner si preoccupano della contraccezione, e spesso anche della prevenzione di malattie a trasmissione sessuale.
  2. Le donne sono sempre disponibili fare sesso, anche con sconosciuti. I filmati non mostrano mai o mostrano raramente, prima di arrivare al rapporto sessuale, corteggiamento, buona comunicazione, divertimento e interessi condivisi fra i partner. La realtà: molte donne prima di fare sesso richiedono un coinvolgimento emotivo.
  3. Le donne (e spesso gli uomini) sono in genere di bell’aspetto. La realtà: i rapporti sessuali avvengono fra persone di tutte le apparenze fisiche.
  4. Molti video mostrano rapporti con/ fra più partner. La realtà: la gran parte dei rapporti sessuali avviene fra due sole persone.
  5. I preliminari (baci, carezze in tutto il corpo, comunicazione verbale) sono ridotti al minimo o inesistenti. La sessualità è tutta concentrata sul piacere genitale. La realtà: senza una buona e prolungata stimolazione di tutto il corpo i genitali possono funzionare male, e la penetrazione vaginale risultare sgradevole o impossibile (per scarsa lubrificazione, erezione insufficiente, eiaculazione precoce). Inoltre la scarsa comunicazione fra i partner dovuta a preliminari brevi o inesistenti può rendere il rapporto sessuale insoddisfacente anche da un punto di vista psicologico.
  6. Gli uomini hanno sempre erezioni istantanee e che si mantengono rigide durante tutto il rapporto sessuale. La realtà: molti uomini, soprattutto col passare dell’età, per ottenere l’erezione necessitano di una situazione rilassata e di una stimolazione gentile, diffusa e prolungata; l’erezione durante il rapporto si può perdere.
  7. I peni maschili hanno grandi dimensioni. La realtà: i peni maschili sono di tutte le dimensioni, le dimensioni dei video porno sono poco comuni. Inoltre peni di grosse dimensioni possono causare penetrazioni dolorose.
  8. Gli uomini riescono sempre ad avere lunghe penetrazioni vaginali. La realtà: la durata media delle penetrazioni vaginali è di 5 minuti. Almeno il 30% degli uomini ha una durata più breve. Lo sviluppo di un buon controllo eiaculatorio richiede rapporti rilassati, una stimolazione gentile e su tutto il corpo, penetrazioni lente e non profonde, cioè proprio l’opposto delle spinte profonde e frenetiche che vediamo in molti video.
  9. Le donne non hanno mai problemi di lubrificazione. L’uso di creme lubrificanti viene mostrato di rado. La realtà: la penetrazione vaginale richiede una buona lubrificazione, ottenibile solo con preliminari di durata sufficiente (almeno 10-15 minuti) e/o creme lubrificanti.
  10. I rapporti sessuali includono spesso sesso orale e in alcuni casi sesso anale. La realtà: non a tutte le coppie piace fare sesso orale o anale.
  11. I rapporti anali avvengono senza lubrificazione e il pene viene inserito rapidamente. Nei video in alcuni casi l’uomo passa dal rapporto anale al rapporto orale. La realtà: alcune coppie stimolato l’ano solo gentilmente con le dita, senza introdurre il pene. La penetrazione anale richiede l’utilizzo di creme lubrificanti, l’uso di dilatatori (butt plug) e un inserimento molto lento del pene, altrimenti si rischiano danni fisici. Per alcune donne anche con una adeguata lubrificazione e un inserimento lento la penetrazione anale risulta dolorosa. Passare dalla penetrazione anale al rapporto orale favorisce la trasmissione di malattie.
  12. Gli uomini eiaculano spesso in faccia o in bocca alle donne. La realtà: pochissime donne amano farsi eiaculare in faccia e per l’uomo l’eiaculazione in vagina è più piacevole. E ugualmente a poche donne piace farsi eiaculare in bocca.
  13. Gli uomini non si preoccupano del piacere femminile, la stimolazione della zona del clitoride è rara; molte donne non raggiungono l’orgasmo e non si lamentano. La realtà: molte donne pretendono di rapporti sessuali soddisfacenti, molti uomini si preoccupano del loro piacere e una parte del rapporto sessuale è in genere dedicata alla stimolazione diretta del clitoride.

 

In sintesi, in che modo il porno danneggia la sessualità maschile e i rapporti di coppia? Il porno:

  • porta a sottovalutare l’importanza della stimolazione di tutto il corpo enfatizzando invece la stimolazione dei genitali. Questa impostazione riduce i preliminari e favorisce disturbi di erezione, eiaculazione precoce, rapporti sessuali insoddisfacenti per entrambi i partner
  • mostra prestazioni genitali (erezione, lubrificazione) che non rispondono a quelle reali, favorendo così ansia da prestazione e rapporti sessuali sgradevoli
  • favorisce scarsa attenzione al piacere femminile, aumentando così la possibilità di conflitti fra i partner o di rapporti sessuali insoddisfacenti per la donna
  • favorisce gravidanze indesiderate e la diffusione di malattie a trasmissione sessuale.

 

Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

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