Piaceri di coppia: il coito inesigente

coppia felice

 

Questo esercizio fa bene alle coppie perché sviluppa una buona intimità. L’esercizio è semplice, ma i suoi benefici possono essere elevati. Si tratta semplicemente di inserire il pene in vagina e rimanere in questa posizione per una mezz’ora senza fare niente (utile mettere una sveglia), prestando attenzione alle sensazioni che arrivano dal proprio corpo. Può essere utile di tanto in tanto, se si sente che il pene esce, dare qualche spinta per riposizionarlo all’interno.

 

Questo esercizio richiede una posizione comoda per entrambi e che permetta una buona apertura della vagina, ad esempio la posizione della forbice.

posizione della forbice

 

Il modo migliore per entrare è se, grazie a un po’ di baci e carezze preliminari, l’uomo ha già una erezione e la donna è già un po’ lubrificata. E’ possibile però anche inserire il pene non eretto, in questo secondo caso è utile usare una crema lubrificante. Nel secondo caso la donna prenderà il pene con due dita come nell’immagine qui sotto e lo inserirà delicatamente nella vagina rilassata.

Presa genitale

 

Una volta in posizione, i partner dedicheranno la propria attenzione alle sensazioni che arrivano dai genitali e dal resto del corpo, alla respirazione e ai propri pensieri.

 

Da un certo punto di vista l’esercizio è un’esperienza di meditazione. Se ci si addormenta, nessun problema, anzi, questo esercizio può essere fatto la sera a letto prima di andare a dormire. Se sono svegli, al termine dell’esercizio i partner si racconteranno le proprie sensazioni, altrimenti ne parleranno la mattina dopo.

 

Il coito inesigente ha un effetto positivo perché la penetrazione è in genere legata all’idea di dover ‘fare qualcosa’ (una prestazione sessuale), e questo crea ansia a molte persone. Il coito inesigente, in cui si sperimenta l’unione genitale senza fare nulla riduce l’ansia di prestazione, è perciò molto utile anche a tutti/e coloro che soffrono di disturbo dell’erezione, eiaculazione precoce,  vaginismo lieve.

 

Consigliato a tutte le coppie. Da provare almeno una volta.

 

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Dai 50 anni in poi per i disturbi dell’erezione servono (anche) donne che prendono l’iniziativa

 

disturbo dell'erezione

 

L’erezione maschile dipende, in estrema sintesi, da due tipi di fattori:

 

  • il desiderio, che cresce se l’uomo apprezza l’aspetto fisico della donna, se la trova invitante, se il luogo dove potrebbe svolgersi il rapporto sessuale è adeguato, etc.

 

  • le condizioni fisiche, che sono influenzate da condizioni di breve periodo, reversibili, quali stanchezza o tasso alcolico, e condizioni di lungo periodo, ad esempio livello di testosterone e stato di salute (disturbi cardiaci, ipertensione, diabete sono le malattie più comuni che danneggiano l’erezione).

 

Desiderio e condizioni fisiche si influenzano a vicenda. Possiamo ad esempio immaginare di attribuire un livello da 1 (minimo) a 10 (massimo) a ciascuno dei due fattori desiderio e condizioni fisiche, e prevedere che si ha un’eccitazione sufficiente per un rapporto coitale quando il totale dei due fattori (desiderio più condizioni fisiche) sia almeno pari a 13.

 

Così un uomo le cui condizioni fisiche siano pari a 10 avrà un’erezione anche solo con desiderio leggero o medio, che porti la sua eccitazione almeno a 3. È il caso di molti giovani uomini, che ottengono buone erezioni semplicemente con fantasie sessuali, con baci e carezze superficiali, alla semplice vista della donna svestita o con partner femminili poco attive.

 

Al contrario, uomini le cui condizioni fisiche non sono ottimali (ammettiamo siano a 4) avranno una buona erezione solo quando il desiderio è molto elevato (9 o 10).

 

Col procedere dell’età entrambi i fattori che determinano una buona erezione sono ridimensionati: l’invecchiamento porta un peggioramento delle condizioni fisiche, e inoltre riduce l’attrattività fisica delle partner stabili (che spesso hanno la stessa età) e la possibilità di trovare nuove partner fisicamente attraenti.

 

Possibili rimedi sono l’uso di farmaci come il Viagra che potenziano gli effetti fisici del desiderio (agiscono cioè sulle condizioni fisiche) ma si tratta di un farmaco che ha delle controindicazioni, oppure un ruolo sessualmente più attivo della partner. Nelle coppie tradizionali è l’uomo che prende l’iniziativa e la donna si dà e lascia fare; dai 50 anni in poi questa divisione dei ruoli non facilita l’erezione.

 

 

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Piaceri di coppia: scambiarsi massaggi (non erotici)

massaggio di coppia

I benefici del massaggio di coppia non erotico

 

I massaggi non erotici rilassano e donano una sensazione di benessere. Poiché ci fanno sentire sentire vicino alla persona con cui li facciamo, i massaggi sono un ottimo strumento per rinforzare e mantenere l’intimità di coppia.

 

I massaggi di coppia non erotici abituano a un contatto fisico col partner non travolgente, focalizzato sul piacere diffuso e non sul piacere genitale, senza l’obbligo di dover far provare o provare l’orgasmo. Per questi motivi i massaggi di coppia portano beneficio anche per chi soffre di disturbi nella sfera sessuale quali ad esempio anorgasmia, eiaculazione precoce o disturbo dell’erezione dovuti a difficoltà di natura psicologica. Un tipo specifico di massaggio di coppia chiamato focalizzazione sensoriale fa parte del trattamento di quasi tutti i disturbi di natura sessuale nella terapia mansionale, che è la più diffusa in ambito sessuologico.

 

I piaceri ricavati dal messaggio di coppia dipendono dal ruolo che si assume. Chi riceve il massaggio sperimenta l’abbandono alle sensazioni piacevoli provenienti dalla pelle e impara a lasciarsi andare mentre il compagno si prende cura di lui/lei. Chi pratica il massaggio beneficia del piacere di vedere e carezzare il partner, e di prendersi cura di lui/lei.

 

Il massaggio è un’attività ideale in un pomeriggio festivo o domenicale. Poiché un buon massaggio dura almeno mezz’ora, sconsiglio di scambiarsi i massaggi di seguito. Meglio se la restituzione del massaggio avviene il giorno dopo. Evitate massaggi come quello che spiego in questa pagina quando siete stanchi o di fretta.

 

Il massaggio è adatto a tutte le persone in buona salute. Evitate perciò di massaggiare persone che hanno febbre, distorsioni, ascessi, flebiti, dermatiti, malattie gravi, etc. Se il vostro partner non è in buona salute prima di fare un massaggio chiedete l’autorizzazione al vostro medico.

 

L’ambiente del massaggio

 

È fondamentale che il massaggio sia fatto in una stanza calda, accogliente e silenziosa. Poiché lo scopo del massaggio è far rilassare la persona che lo riceve e permetterle di focalizzarsi sulle sensazioni di contatto è necessario che non ci siano elementi di disturbo (freddo, rumore, passaggio di altre persone). Si discute se sia meglio massaggiare con o senza una musica di sottofondo. Per alcune persone la musica può avere un effetto distraente, in altre invece la musica favorisce l’abbandono.  In ogni caso la musica deve essere calma e a volume molto basso.

 

Dove far distendere il massaggiato

 

La persona che riceve il massaggio deve essere a un’altezza tale che sia possibile carezzarla senza curvare la schiena, altrimenti il massaggiatore rischia  il mal di schiena. L’altezza ottimale è pari alla distanza dal vostro polso (col braccio disteso lungo il fianco)  al pavimento.

 

La soluzione migliore è senz’altro un lettino da massaggio (costano da 60 € in su). I lettini da massaggio hanno l’altezza regolabile, ma verificate che l’altezza massima corrisponda a quella adatta per voi.

lettino da massaggi

 

Per i massaggi rilassanti lo schienale pieghevole non vi serve, perciò se comprate un lettino senza schienale pieghevole risparmiate. Se non volete comprare un lettino da massaggi potete utilizzare il tavolo da cucina (se è alto, lungo e largo abbastanza) mettendoci sopra una coperta imbottita e un lenzuolo. Una soluzione di ripiego è utilizzare il letto, ma di solito è troppo basso e questo vi costringe a massaggiare piegati o seduti, soluzioni non ottimali.

 

Quanto scoprirsi

 

Massaggerete il vostro partner vestito se la casa è fredda, o se ha dei problemi a togliersi i vestiti per un massaggio. Anche il massaggio vestiti dà belle sensazioni. Se invece il vostro partner rimane in biancheria intima allora dovete avere a disposizione un pareo o una coperta leggera che metterete sulla zona del corpo che non massaggiate.

 

La tecnica di massaggio

 

Il massaggio più facile da fare è quello rilassante, fatto di movimenti di sfioramento della pelle col palmo della mano aperta. Non dovete perciò battere la mano a schiaffo, dare pizzicotti, torcere i muscoli, premere i muscoli con una pressione elevata, utilizzare le nocche, il gomito, o la mano a taglio, attività (alcune) che sono utilizzate in altri tipi di massaggio e solo da professionisti. Il vostro sfioramento sarà leggero e rivolto ai muscoli, NON ALLE OSSA. In particolare non va massaggiata la spina dorsale e, per principianti come voi, il collo e la pancia. Poiché state facendo un massaggio rilassante (al massaggio erotico dedicherò un altro articolo), evitate di massaggiare i genitali e il seno e non indugiate troppo sul sedere.

 

Il massaggio rilassante, come ho già detto, consiste nel passare le mani sfiorando lentamente la  pelle. Conviene utilizzare tutte e due le mani. È possibile sfiorare in vari modi: sulla schiena e il petto le vostre mani si muoveranno in parallelo; sulla gamba potete usare una mano per lato ugualmente in parallelo, oppure posizionare le mani con le punte che si guardano a formare un tunnel, oppure altre combinazioni che potete vedere nel video lincato qui sotto. I movimenti vanno ripetuti più volte, lentamente.

 

 

Se il vostro partner è senza vestiti, sfregatevi le mani all’inizio in modo da scaldarle. In questo caso potete massaggiare senza un liquido lubrificante con un tocco molto leggero, ma evitando di fare il solletico, oppure potete usare un liquido lubrificante. Ce ne sono di tutti i tipi e prezzi, personalmente consiglio l’olio di semi. Verificate che l’olio sia a temperatura corporea (non freddo e non bollente). Prendetelo col palmo della mano da una vaschetta, evitate di spruzzarlo direttamente sulla pelle del vostro partner. Se usate un olio fate attenzione che non vada sul pavimento e mettete un asciugamano per proteggere il lettino. Al termine del massaggio il vostro partner farà una doccia, o la potete fare assieme.

 

Per comodità possiamo immaginare il corpo composto da quattro distretti: nella posizione a pancia in giù 1. gambe e sedere e poi 2 fianchi fino al collo. Nella posizione a pancia in su 3 gambe e sedere e poi 4. petto e testa.  Massaggerete in successione da 1 a 4, dedicando attenzione a una gamba e poi un braccio per volta (cioè entrambe le vostre mani saranno solo su una gamba o su un solo braccio). Il tempo per ogni lato del corpo sarà da 15 a 30 minuti.

 

Come  imparare a fare massaggi

 

Il modo migliore per imparare a fare massaggi è fare un corso. I corsi per imparare il massaggio rilassante durano 2 o 3 giorni, e costano circa 200 € a partecipante, li trovate su internet. Vi consiglio di partecipare assieme al vostro partner, così imparerete passo passo e una volta tornati a casa potete subito mettervi all’opera. In alternativa potete guardare video di massaggi su YouTube, ce ne sono a decine.

 

Per facilitare l’apprendimento, imparate a massaggiare un distretto per volta (ad esempio prima imparate a massaggiare solo le gambe in posizione a pancia in giù) e passate al distretto successivo solo quando avete imparato il massaggio del distretto precedente. Imparare da soli  richiede costanza. È utile scrivere su un foglio la successione e il tipo di movimenti per ogni distretto. Se non vi ricordate i movimenti esatti non importa, potete anche fare delle variazioni, quello che conta è il contatto fisico; i singoli movimenti e la loro frequenza sono relativamente poco importanti.

 

Cosa deve fare chi massaggia

 

Il partner che massaggia deve prendersi cura del massaggiato e seguire tutte le indicazioni date finora. Deve inoltre stare in silenzio, evitare di piegare la propria schiena e osservare il massaggiato per verificare che sia confortevole.

 

Cosa deve fare chi riceve il massaggio

 

Il partner che riceve il massaggio deve stare disteso, in silenzio, e concentrarsi sulle sensazioni che arrivano dalla pelle e sul proprio respiro. Deve segnalare immediatamente se sente male, se alcuni contatti sono fastidiosi, se sente freddo o se ci sono altri aspetti che lo/la disturbano.

 

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Piaceri di coppia: programmare momenti di intimità settimanali

coppia in intimità

Poiché siamo una coppia, ed abitiamo assieme, diamo per scontato che il rapporto proseguirà (ed eventualmente migliorerà) senza problemi. Così smettiamo di preoccuparcene e l’intimità di coppia ne soffre.

 

Purtroppo la vita adulta comporta tanti impegni: lavorare, pulire la casa, lavare e stirare, fare la spesa, l’educazione e i compiti dei figli, vedere i parenti, seguire  interessi e hobby individuali, uscire con gli amici, andare dal medico, fare la fila alla posta o dal commercialista, etc. I nostri impegni finiscono facilmente per riempire tutto il tempo disponibile. Molte coppie si trovano finalmente da sole e liberi da impegni solo la sera quando vanno a dormire, ma a quel punto è tardi e spesso marito e moglie sono troppo stanchi per vivere momenti significativi di intimità di coppia.

 

I rapporti di coppia durano e sono soddisfacenti se c’è intimità, cioè connessione fisica ed emotiva fra i partner. Se non c’è intimità di coppia, i partner rischiano di scoprirsi estranei. Eppure all’intimità di coppia spesso viene lasciato uno spazio residuale. Molte coppie immaginano che i bei momenti assieme semplicemente ‘accadano’, ma in giornate piene di impegni le cose accadono solo se si è riservato per loro un momento preciso, libero da altre cose distraenti, dove i bei momenti di coppia possano accadere. Siamo abituati a programmare tutte le cose importanti (e anche quelle poco importanti: andare in palestra, andare dalla parrucchiera o dal barbiere), perché per l’intimità di coppia dovrebbe essere diverso?

 

Il mio suggerimento è di programmare col partner, tutte le settimane, 1 o 2 momenti da dedicare all’intimità di coppia. Devono essere momenti della durata di almeno mezz’ora che vi permettano di stare da soli e vicini, in intimità di coppia fisica o emotiva, senza distrazioni.

 

Può trattarsi ad esempio di programmare momenti della giornata dove, a seconda delle vostre preferenze, potete fare l’amore, stare abbracciati e baciarvi svestiti, massaggiarvi, carezzarvi, masturbarvi, fare un bagno assieme lavandovi a vicenda, andare alle terme (intimità fisica). Oppure momenti di intimità emotiva, come ad esempio fare qualcosa assieme in silenzio, parlare delle vostre emozioni dei giorni precedenti, parlare di un tema o di un cambiamento significativo che vorreste realizzare.

 

Se programmate di fare l’amore e poi quando finalmente arriva il momento vi rendete conto che non ne avete voglia potete semplicemente passare a un’altra attività di tipo fisico meno impegnativa (carezzarsi o massaggiarsi). E ugualmente potete fare l’amore se mentre fate altre attività di tipo fisico vi viene voglia. Qualcuno potrà obiettare all’idea di programmare rapporti sessuali, ma i rapporti sessuali sono programmati anche quando due partner che abitano in luoghi diversi  semplicemente ‘stanno assieme’ e programmano le loro uscite serali o festive. In ogni caso, se l’idea non vi piace, potete programmare anche attività di intimità di altro tipo. Per altre persone invece pensare in anticipo a momenti di intimità fisica può essere molto eccitante.

 

Potete iniziare la programmazione dei momenti di intimità di coppia semplicemente raccontandovi cosa vi piacerebbe fare assieme la settimana successiva, e, fra tutte le cose emerse, scegliere quelle che piacciono di più a entrambi. Poi, per proseguire, il secondo incontro della settimana è il momento migliore per programmare le attività della settimana successiva.

 

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Questo articolo parla di intimità, intimità di coppia, intimità fisica, intimità emotiva, migliroamento dell’intimità di coppia, consulenza a distanza, consulenza online, psicologia, sessuologia.

Come intensificare e prolungare l’orgasmo

intensificazione orgasmo

Puoi prolungare la durata e l’intensità del tuo orgasmo attraverso una tecnica che in inglese viene chiamata edging, peaking, or surfing, e in italiano orgasmo esteso o orgasmo controllato. Questa tecnica per intensificare e prolungare l’orgasmo fondamentalmente consiste nell’arrivare più volte vicino all’orgasmo senza orgasmare. Questo provoca un accumulo di tensione e un affinamento della sensibilità che, secondo coloro che praticano questa tecnica, provocano un orgasmo finale più intenso di quello usuale e, in alcuni casi sensazioni estatiche.

 

L’orgasmo controllato è l’esercizio principale del Tantra Yoga ed è consigliato anche in molti manuali laici di tecniche sessuali. Imparare a ritardare l’eiaculazione e controllare l’orgasmo è utile anche per chi soffre di eiaculazione precoce.

 

Per la donna il controllo dell’orgasmo è più semplice, mentre per l’uomo il controllo dell’orgasmo è complicato dal fatto che  l’orgasmo (cioè la sensazione do culmine di piacere originata dalla stimolazione dei genitali) è in genere accoppiato all’eiaculazione (cioè l’emissione di seme). Orgasmo e l’eiaculazione sono però processi diversi, e con un conveniente allenamento è possibile arrivare all’orgasmo senza eiaculare.

 

L’eiaculazione avviene tramite spinte ritmiche. Per ottenere l’orgasmo controllato l’uomo deve fermare ogni stimolazione non appena sente che cominciano che le spinte ritmiche. E’ un processo che richiede forza di volontà, perché il comportamento spontaneo sarebbe invece accelerare ulteriormente la stimolazione in modo da accelerare l’orgasmo. Una volta che l’eccitazione è calata devi riprendere la stimolazione fino ad arrivare di nuovo alle prime contrazioni pelviche e poi fermarti, e così via.

 

Qui di seguito riporto l’esperienza con l’orgasmo controllato di Catherine Yronwode, una scrittrice  americana. La riporto qui di seguito condensata e adattata da questo articolo.

 

La tecnica fondamentale consiste nello stimolarsi sessualmente più volte di seguito senza arrivare all’orgasmo. Se vuoi imparare questa tecnica devi prima di tutto imparare a riconoscere quando sta per arrivare l’eiaculazione (o, nelle donne, l’orgasmo).

 

La tecnica consiste nell’arrivare in ogni sessione varie volte (10 o più) vicino all’eiaculazione/orgasmo e fermarsi subito prima in modo da evitare di eiaculare / orgasmare. Se sei un uomo,  devi prestare attenzione al fatto che c’è un breve momento prima dell’eiaculazione quando sei cosciente che l’eiaculazione sta per accadere ma non è ancora diventata inevitabile.  E’ in questo momento che devi rilassarti e ridurre la stimolazione.

 

Sentirai una o due contrazioni a cui, se ti rilassi correttamente non seguirà l’eiaculazione.  Per rilassarti puoi respirare lentamente e inoltre rilasciare i tuoi muscoli addominali. Rimani focalizzato sulle sensazioni, evita di far calare l’eccitazione pensando a qualcos’altro per distrarti.  Fai calare un po’ l’eccitazione e poi riprendi con la stimolazione  ripetendo il ciclo più di una volta. Prova a immaginarti in cima a un onda di piacere,  un’onda che non si frange sulla spiaggia.

 

Puoi praticare questa tecnica durante la masturbazione o con un partner.  Se hai difficoltà a controllarti, puoi iniziare a sperimentare questa tecnica durante la masturbazione perché inizialmente da soli la difficoltà è minore. D’altra parte con un partner è più facile rimanere in cima all’onda perché l’eccitazione è maggiore, e inoltre la presenza di un partner aumenta la motivazione a imparare il controllo e, muovendosi meno o cambiando leggermente posizione il tuo partner può aiutarti a far calare l’eccitazione.

 

Prova a cavalcare l’onda a turno col tuo partner.  Durante una sessione  della durata di circa un’ora potete scambiare i ruoli più di una volta. Mentre uno di voi sta in cima all’onda del piacere l’altro sta di guardia rallentandogli l’orgasmo quando necessario.  Una volta che uno dei due è arrivato alla saturazione si rilassa e vi scambiate i ruoli. Potete anche decidere di fermarvi e riprendere dopo un po’. Via via che prendete affiatamento non avrete più bisogno di pensare a chi è che cavalca e chi si prende cura dell’altro,  i ruoli si mescoleranno.

 

A volte il partner di guardia, mentre impara questa tecnica, acquisisce un sentimento di potere personale sull’altro,  sapendo che può facilmente provocagli un orgasmo. Questa sensazione di potere non deve essere trascurata. È molto appagante accorgersi che qualcuno ti ha dato un potere sulla sua sessualità ed è molto appagante osservare lo sviluppo del processo orgasmico del tuo partner. Tuttavia anche se hai potere non spingere il tuo partner all’orgasmo,  perché se lo spingi all’orgasmo il tuo partner non riuscirà a sviluppare il suo controllo.  Alcuni giorni il tuo partner può avere un desiderio sessuale più alto del solito (per esempio una donna durante l’ovulazione o prima delle mestruazioni) e puoi offrirgli il regalo di fargli provare l’orgasmo.  Ma devi essere pronto e accettare anche un rifiuto. In ogni caso il tuo obiettivo è aiutare il tuo partner ad acquisire controllo sull’orgasmo e non indovinare se desidera venire.

 

Il tempo minimo per praticare questo esercizio è 20 minuti; per aumentare le probabilità provare un’esperienza di estasi sessuale sono necessarie sessioni di almeno 40 minuti. Ricorda che questi 40 minuti vanno divisi per entrambi i partner. Una volta imparato come fare, dopo aver scambiato i ruoli possono volerci solo pochi secondi o un solo minuto per arrivare di nuovo vicino all’orgasmo. Fai  attenzione a non sentirti troppo sicuro di te e dimenticare di rilassarti quando è il momento.

 

Se a causa di una eccitazione eccessiva uno dei partner orgasma nessuno dei due deve essere allarmato, arrabbiato o rattristato.  Se sei stato molto vicino all’orgasmo per lungo tempo e vedi che il tuo partner orgasma allora puoi farlo anche tu. Oppure se preferisci puoi semplicemente osservare il tuo partner. Nella mia esperienza quando uno dei partner raggiunge un orgasmo involontario  si scusa ed è perdonato affettuosamente.  Non c’è risentimento perché entrambi i partner sanno che  l’esperienza del piacere può essere  raggiunta di nuovo in poco tempo.

 

Se diventi bravo in questa tecnica e ti piace,  vedrai che dopo 20 o 30 minuti  il tuo bisogno  di orgasmo sarà calmato e non sempre avrai desiderio di venire, oppure proverai una sensazione orgasmica che non sarà accompagnata da contrazioni. Oppure a un certo punto potete decidere che entrambi volete un orgasmo immediato e a quel punto potete terminare l’esercizio con un orgasmo.

 

NOTA BENE: Se decidi di utilizzare la tecnica di controllo dell’orgasmo descritta in questa pagina parlane prima col tuo medico, perché alcune fonti dicono che in alcuni casi questa pratica, soprattuto se continuata nel tempo, può provocare prostatiti. Le informazioni contenute in questo articolo sono date solo a fini informativi e non devono essere considerate come un invito indiscriminato a utilizzare questa tecnica.

 

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Vedi gli altri articoli dedicati all’intimità di coppia:

 

 

Questo articolo parla di intensificare l’orgasmo, controllare l’orgasmo, rimandare l’orgasmo, tantra yoga, Karezza, surfing, edging, extended orgasm, orgasmo esteso, orgasmo controllato, peaking, tecniche di potenziamento dell’orgasmo, orgasmo potenziato, consulenza a distanza, consulenza online, psicologia, sessuologia.

Piaceri di coppia: carezzare il partner prima di addormentarsi

L’intimità è la sensazione di sentirsi vicini a qualcuno, a livello mentale, emotivo e fisico. Una buona intimità di coppia dipende (anche) da piccole cose. Lo sviluppo e il mantenimento dell’intimità possono essere ‘aiutati’ con esercizi semplici ma efficaci come questo.

 

Lo scopo di questo esercizio è aiutare il tuo partner a prendere sonno attraverso delle carezze leggere e rilassanti, e migliorare in questo modo il vostro senso di intimità.

 

Stasera, quando vai a dormire con il tuo partner, mettetevi vicini: passa la tua mano dietro le sue spalle, e poi fallo ruotare di fianco e appoggiare il suo petto contro il tuo. Rispetto alla foto in alto, nella posizione che ti consiglio la testa del partner appoggiato (nella foto la testa della donna) deve essere appoggiata sul cuscino e non sulla spalla dell’uomo.

 

Mentre state così abbracciati e parlate del più e del meno (di solito la sera quando si va a dormire si raccontano o si commentano pensieri o episodi della giornata), concentrati sul calore e la pesantezza del suo corpo.

 

Quando avete smesso di parlare, e siete pronti per dormire, chiedi al tuo partner se puoi carezzarlo un po’ per farlo rilassare e addormentare. Questa richiesta è importante perché altrimenti, se non avete mai usato prima questo rituale, il tuo partner penserà che hai voglia di fare l’amore.

 

Se il tuo partner ha detto che è d’accordo, metti la mano sotto il pigiama, all’altezza della spalla, e comincia a carezzarlo un po’.  Se hai  la mano fredda all’inizio tienila ferma in modo che possa scaldarsi. Poi lentamente carezzagli la spalla e la parte alta del braccio rivolti verso di te, il petto (se è una donna, evita i seni), e la parte alta della pancia.  

 

Concentrati sul calore e la consistenza della sua pelle, sul suo respiro, e sulla tua stanchezza e voglia di dormire di fine giornata, in modo da rilassarti anche tu. Prova a sintonizzare il tuo respiro col suo.

 

Rallenta naturalmente la respirazione e i movimenti finché non cominci a dormire.

 

Se il tuo partner è ‘allergico’ al contatto fisico, oppure pensi che si ecciterà se lo carezzi sulla pelle o, infine, se la tua mano è molto fredda, puoi fare l’esercizio tenendo la mano sopra il pigiama.

 

Domani sera, ripetete l’esercizio invertendo i ruoli.

 

Vi consiglio di seguire questa routine tutte le sere, a tempo indefinito.

 

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Questo articolo è collegato a vari termini quali ad esempio intimità, intimità di coppia, esercizi per sviluppare l’intimità, definizione di intimità, erotismo di coppia, comunicazione di coppia, relazioni di coppia, sesso lento, slow sex.

 

 

 

Sesso sacro: coito tantrico e estasi sessuale

 

Alcune tecniche sessuali possono prolungare e aumentare l’intensità dell’orgasmo e in alcuni casi provocare addirittura stati alterati di coscienza, quali ad esempio trance o estasi.

Questo articolo parla dell’esperienza di Catherine Yronwode, una scrittrice americana, con alcune tecniche utilizzate anche nel Tantra Yoga e nel Coito riservato  (Karezza).

Il Tantra Yoga è una corrente spirituale nata in India in tempi antichissimi, basata su credenze e pratiche in opposizione alla tradizione induista tradizionale. Alcuni riti del Tantra Yoga prevedono rapporti sessuali.

Negli anni ’60 e ’70 il Tantra yoga si è diffuso negli Stati Uniti e di lì in Europa attraverso la Beat Generation e la New Age. Uno dei divulgatori è stato il guru indiano Osho Rajinesh. Il Tantra yoga diffuso in Occidente è molto diverso dall’originale, tant’è che gli studiosi parlano di NeoTantra, California Tantra, Pop Tantra, etc. Ad esempio Margot Anand, un’esponente di questa corrente, nel suo libro The new Art of Sexual Ecstasy scrive che (p.7):

Having to some degree been trained in classical Tantric methods and studied the scriptures, I feel that many of the techniques are not relevant to the needs of contemporary western lover. So while I have retained the Tantric goal of sexual ecstasy, I’ve developed new approaches to make this experience accessible to people today.

Il Coito riservato è una filosofia e una modalità di rapporto sessuale sviluppata nell’800 dalla ginecologa americana Alice Bunker Stockham.

La testimonianza di Catherine Yronwode (tradotta, sintetizzata e adattata qui sotto) è ripresa da questo articolo.

Ho letto per la prima volta del sesso tantrico sotto il nome di Karezza nel 1962. Solo nel 1975 ho trovato un uomo che voleva provarlo. Anche lui aveva letto qualcosa a riguardo;  nessuno di noi aveva avuto un maestro. Per noi funzionò! Non diventammo una coppia, né seguaci di un culto religioso. La nostra esperienza ci diede solo un’esperienza spirituale di bellezza e unità sessuale.

Nel 1977 un mio vecchio amico mi disse che voleva provare la tecnica con me. Non avevamo mai fatto l’amore prima, così parliamo della cosa per un’ora e mezza e poi ci mettemmo a fare l’amore. Di nuovo un atto biologico si trasformò in un’esperienza di natura spirituale.  Anche se io e quest’uomo da allora ci siamo visti di rado, quell’esperienza cambiò la mia vita perché mi resi conto che tutte le chiacchiere di natura religiosa che avevo letto riguardo al Tantra erano solo  uno strato di vernice socio culturale sopra una verità di natura biologico-spirituale.

Io credo che attraverso un controllo appreso e cosciente sia possibile separare l’eiaculazione dall’orgasmo.  Tutti noi abbiamo esperienza occasionale di eiaculazioni involontarie o di ‘orgasmi’ in cui abbiamo  le contrazioni ma il piacere è minimo.  Il Tantra e la Karezza insegnano come controllare queste esperienze in modo che una persona possa sperimentare l’orgasmo senza contrazioni che di solito o accompagnano (nell’uomo le contrazioni spingono all’esterno il liquido seminale),  e in questo modo prolungare il piacere oltre i ristretti limiti imposti dalla quantità di tempo che ci vuole per avere le contrazioni.

In termini strettamente biologici la pratica del Tantra della Karezza possono essere visti come qualcosa che assomiglia a un training di biofeedback.  E’ come imparare a muovere le orecchie,  è qualcosa che puoi imparare se ci dedichi tempo e impegno, perché normalmente non acquisiamo il controllo cosciente della muscolatura coinvolta.

E allora da dove viene l’esperienza di spiritualità?  Secondo me l’esperienza della spiritualità è parte della nostra struttura neurologica.  Io credo che gli esseri umani siano equipaggiati naturalmente per avere esperienze metafisiche.  Molte tecniche molto antiche relative alla spiritualità fanno uso della ripetizione ad esempio di   preghiere, canti, danze, mentre l’attenzione è focalizzata  sulle ‘forze cosmiche’.  Il Tantra è basato sia sulla ripetizione che sulla focalizzazione.  Questo non è l’unico modo di raggiungere la beatitudine spirituale,  ma semplicemente quella che funziona con me.

Nonostante le differenze culturali,  tutte le istruzioni delle diverse tradizioni di sessualità sacra sono molto simili riguardo alla tecnica da utilizzare durante l’atto sessuale. In pratica, si tratta di fermarsi quando si arriva molto vicini all’orgasmo, lasciar calare l’eccitazione e poi riprendere arrivando di nuovo vicini all’orgasmo. La ripetizione di 5-10 cicli durante un rapporto sessuale può assicurare orgasmi prolungati e sensazioni di natura spirituale.

La somiglianza delle tecniche è una forte indicazione del fatto che c’è una verità universale di natura biologica dietro le varie forme di Tantra e di Karezza.  La mia opinione,  anche se quello che sto per dire potrebbe  offendere coloro che praticano il Tantra,  è che le spiegazioni e istruzioni di natura religiosa possono essere tranquillamente ignorate senza danneggiare il nucleo dell’insegnamento relativo al sesso tantrico e i risultati.

Una esperienza simile è raccontata anche da Margot Anand nel suo libro The new Art of Sexual Ecstasy (p.3):

We [Margot e un uomo con cui era impegnata in un rapporto sessuale] wanted to maintain sexual arousal, so when excitement began to fade, we returned to our usual style of lovemaking. Then, just before the peak of orgasmic release, we stopped, relaxed and and became still once more. We repeated this pattern several times, and then something totally unexpected happened. Suddenly we both seemed to be floating in an unbounded space filled with warmth and light. The boundaries between our bodies dissolved and, along with them, the distinction between man and woman. We were one. The experience become timeless and we seemed to remain like this forever. there was no need to have an orgasm. There was no need even ‘to make love’. there was nothing to do, nothing to achieve, We were in ecstasy.

 

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Traduzione in italiano e adattamento © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

 

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Le credenze che riducono il piacere maschile e femminile

Molti degli uomini che mi chiedono una consulenza sessuologica (in particolare relativa all’eiaculazione precoce) condividono queste credenze, relative al loro ruolo e alle modalità in cui le donne raggiungono il piacere:

  1. al piacere della mia compagna ci devo pensare io
  2. l’esperienza sessuale più piacevole per la donna è la penetrazione
  3. per la donna più penetrazione = più piacere.

 

In realtà

  1. al piacere della mia compagna ci deve pensare la mia compagna
  2. l’esperienza sessuale più piacevole per la donna è la stimolazione del clitoride
  3. per la donna più stimolazione del clitoride = più piacere.

 

Vediamo punto per punto.

 

Punto 1. Eccetto nei casi in cui inizialmente uno dei partner ha scarsa esperienza, il rapporto sessuale funziona meglio se ognuno dei partecipanti, pur prestando un po’ attenzione anche alle esigenze dell’altro, pensa innanzitutto al proprio piacere. La credenza che sia l’uomo a doversi preoccupare anche del piacere della donna lo costringe a un doppio lavoro: l’uomo non può mai lasciarsi andare e se le cose non vanno sempre al massimo entra facilmente in crisi. Inoltre se anche la donna fa propria questa credenza, diventa passiva ed incapace di raggiungere il piacere quando l’uomo non è abbastanza esperto.

 

Punti 2 e 3. La penetrazione è l’esperienza sessuale più piacevole per l’uomo. La penetrazione è invece una tecnica rudimentale per far provare piacere alla donna. Anche se la sensazione della penetrazione è in genere piacevole, puntare sulla penetrazione per far raggiungere l’orgasmo a una donna è un po’ come voler far raggiungere l’orgasmo a un uomo carezzandogli i testicoli (se è veramente molto eccitato potrebbe accadere, ma è meglio usare metodi più diretti). Poiché le tre credenze descritte all’inizio sono ancora molto diffuse, non meraviglia che ci sia una percentuale così alta di donne che nei rapporti sessuali non arriva all’orgasmo.

 

E’ noto che la maggior parte delle terminazioni nervose femminili sono nel clitoride, che è l’equivalente anatomico del pene (in pratica è un piccolo pene). La parte mediana e quella più interna della vagina hanno poche terminazioni nervose, le parti più sensibili sono invece l’ingresso e, in alcune donne, la posizione in ‘ore 12’ subito dopo l’ingresso della vagina, perché ci termina la parte interna del clitoride (questa posizione viene chiamata Punto G). Le donne che riescono a raggiungere l’orgasmo durante la penetrazione hanno imparato a sfregare il clitoride contro il pube dell’uomo (ma è una tecnica da specialiste, e che non funziona con tutti gli uomini), oppure hanno un punto G particolarmente sensibile (ma sono poche quelle a cui la sola stimolazione del punto G provoca l’orgasmo), oppure semplicemente durante la penetrazione si carezzano il clitoride con le dita.

 

Se entriamo in quest’ottica, la durata della penetrazione vaginale diventa un falso problema. Quello che conta è che la donna, durante il rapporto sessuale, abbia un ruolo attivo e imposti le cose in modo da assicurarsi l’orgasmo con la stimolazione del clitoride.

 

In sintesi, gli uomini che richiedono una consulenza sessuologica perché si lamentano di soffrire di eiaculazione precoce dovrebbero rivolgere i loro sforzi non solo a come far durare la penetrazione più a lungo (ci sono tecniche e accorgimenti che aiutano a ottenere questo risultato), ma  a come aiutare le proprie compagne a  raggiungere l’orgasmo con la stimolazione del clitoride.

 

Altre credenze dannose sono le seguenti:

  • ‘Una buona intesa erotica deve essere spontanea e accadere naturalmente’. A volte questo è vero, ma anche la sessualità, come vari altri aspetti della nostra vita, può peggiorare (ad esempio per colpa di routine, problemi di lavoro, scarsa comunicazione, problemi di salute, arrivo dei figli) e può essere migliorata con uno sforzo cosciente. Il fatto che con una certa persona si sia creata da subito una buona intesa sessuale non significa che questa intesa rimarrà sempre a un ottimo livello e che, se per motivi vari diminuisce, riprenda da sola. E ugualmente l’intesa sessuale può essere migliorata nelle coppie in cui una buona intesa sessuale è mancata fin dall’inizio (in molte coppie giovani, che hanno scarsa conoscenza delle propria sessualità e poca esperienza di rapporti sessuali, l’intesa sessuale è spesso carente).
  • Io e il mio partner dobbiamo sempre avere l’orgasmo simultaneo‘. Nei film l’orgasmo è spesso simultaneo (così il regista può passare rapidamente alla scena successiva), ma la vita non è un film. Anche se l’orgasmo simultaneo accade, accade di rado e richiede un ottimo affiatamento fra i partner. Io direi di considerarlo come una ciliegina sulla torta. Se accade, meglio, se non c’è, bene lo stesso, anche tenendo conto che le donne sono multiorgasmiche.
  • E’ necesaria una consulenza sessuologica solo per problemi gravi‘. Sbagliato, una consulenza sessuologica va richiesta prima che un problema secondario facilmente risolvibile si aggravi e diventi serio. E ugualmente una consulenza sessuologica può essere richiesta anche per migliorare quello che va già abbastanza bene, tutti noi cerchiamo sempre di migliorare.

 

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Vedi gli altri articoli dedicati all’intimità di coppia e alla consulenza sessuologica:

 

 

Il sesso orale e’ controindicato per chi soffre di eiaculazione precoce

Farsi baciare i genitali dal partner è una tecnica poco adatta agli uomini che non riescono a controllare l’eiaculazione e si lamentano per la brevità delle loro penetrazioni vaginali.

 

Gli uomini che soffrono di eiaculazione precoce hanno bisogno, fra le altre cose, di abituarsi a focalizzare l’attenzione sul piacere diffuso che arriva da baci e carezze riducendo, almeno nella parte iniziale e centrale del rapporto sessuale, la stimolazione genitale diretta.

 

Poiché col sesso orale la stimolazione è molto intensa, in genere il sesso orale è utile a uomini o donne che  soffrono di anorgasmia, cioè che hanno problemi nel raggiungere l’orgasmo.

 

Quando il problema invece è l’eiaculazione precoce il sesso orale è poco indicato perché porta la coppia a un modello di interazione opposto: focalizzazione immediata e quasi esclusiva sul piacere genitale e di conseguenza durata breve della penetrazione vaginale.

 

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Puoi leggere i vari articoli su questo tema contenuti sul mio sito. Ad esempio:

 

 

 

Come raggiungere l’orgasmo con la penetrazione vaginale

Vuoi sapere un segreto?
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Solo il 30% delle donne raggiunge l’orgasmo regolarmente durante la penetrazione vaginale (cioè con le spinte del pene in vagina) senza ricorrere all’aiuto della stimolazione manuale del clitoride.

L’equivalente anatomico del pene maschile è il clitoride, è sulla parte esterna del clitoride che si trovano gran parte delle terminazioni nervose che trasmettono il piacere, e la stimolazione della parte esterna del  clitoride è il metodo più facile, per una donna, per raggiungere l’orgasmo. Pretendere di raggiungere l’orgasmo solo con la penetrazione vaginale sarebbe come, per un uomo, pretendere di raggiungere l’orgasmo solo con le carezze dei testicoli: in  alcuni casi può accadere, ma è complicato. Purtroppo Madre Natura ha collocato il clitoride nel posto sbagliato: per far raggiungere facilmente l’orgasmo con la penetrazione anche alle donne, la parte esterna del clitoride avrebbe dovuto essere collocata all’interno o all’imbocco della vagina.

Alcune donne hanno scoperto dei trucchi per raggiungere l’orgasmo con la penetrazione vaginale (nota 1). In generale si tratta di strofinare la zona del clitoride contro il pube maschile o contro il cuscino e/o le lenzuola. Vediamo in dettaglio.

Posizione con la donna sopra

In questa posizione durante la penetrazione vaginale la donna ha la possibilità di muoversi come preferisce. Vediamo alcune testimonianze di donne diverse (p.223-224):

  • Per avere l’orgasmo sto sopra al mio compagno e mi muovo avanti e indietro in modo da strofinare il clitoride contro la base del pene senza che il pene si muova dentro e fuori la vagina.
  • Durante il rapporto ho l’orgasmo quando mi metto in posizione dominante, e strofino il clitoride contro la sua pancia e la zona pubica.
  • Lui sta seduto un po’ coricato, io sono sopra, con il pene in vagina e l’angolo giusto in modo che il suo osso pubico faccia pressione sul clitoride. Nello stesso tempo lui giocherella con i miei capezzoli mentre io muovo il bacino come mi piace di più.

Sfregamento delle due zone pubiche

Questo metodo è molto simile al precedente, con la differenza che lo sfregamento può essere fatto in qualunque posizione. Lo strofinio richiede la penetrazione vaginale completa, con poca o nessuna spinta del pene, e uno dei due partner si muove circolarmente in modo che le due zone genitali si strofinino e si massaggino fra loro, specialmente le labbra e la vulva, o la zona del Monte di Venere della donna.

  • Stiamo distesi sul fianco con le gambe intrecciate in modo che lui abbia una gamba fra le mie, e io una fra le sue, con il pene dentro, così il clitoride sfrega contro il suo osso pubico. Poi mi dimeno un po’ e così raggiungo l’orgasmo.
  • Massimo contatto fisico. Mi piace quando il pene è tutto dentro, e più che muoverci e spingere ci strofiniamo uno contro l’altro.
  • Posso raggiungere l’orgasmo schiacciando strofinando la mia zona pubica, che è molle molto sensibile, contro di lui, che ha il pene dentro ma sta fermo.
  • Gli uomini in genere si muovono troppo per i miei gusti. Mi piace che il mio compagno mi penetri profondamente, schiacci bene sul davanti e si fermi un momentino, ma sono pochi quelli che sanno farlo e hanno voglia. Al momento dell’orgasmo voglio che lui sia molto duro, sia ben dentro stia fermo. Se si muove molto mentre io l’orgasmo, è sempre meno intenso. Di solito gli uomini, quando sentono che sto venendo, si precipitano con loro orgasmo e spesso rovinano il mio.
  • C’è un certo ritmo che mi aiuta moltissimo per raggiungere l’orgasmo. È quando l’uomo si spinge dentro e resta lì ben contro per alcuni secondi invece di tornare subito indietro. Poi preferisco che non si ritragga appena spingo io, ma purtroppo gli uomini di solito non ci riescono.

Sfregamento del clitoride contro cuscino o lenzuola con la donna in posizione prona

In questa modalità l’uomo penetra da dietro la donna che è distesa sul letto a pancia in giù. La donna raggiunge l’orgasmo sfregando il clitoride contro il cuscino o le lenzuola.

Contatto delle zone pubiche durante la penetrazione

Alcune donne durante la penetrazione vaginale raggiungono l’orgasmo stimolando il clitoride spingendolo ad ogni spinta la zona pubica contro quella del partner. Nella maggior parte delle testimonianze è l’uomo che si muove. Le posizioni possono essere quella dell’uomo sopra, oppure uno dei due o tutti e due seduti; la donna può avere le gambe chiuse, aperte, sollevate, o piegate. È difficile mantenere la stimolazione proprio nel punto giusto durante le spinte, perciò è importante che la donna abbia libertà di movimenti.

  • Preferisco che lui stia sopra, ma mi muovo un sacco; sono molto pignola su ritmi e sulle spinte. Devo contorcermi un po’ per trovare i punti piacevoli. Poi se tengo le gambe unite posso regolare la pressione come mi piace di più.
  • Di solito ottengo la stimolazione del clitoride e così raggiungo l’orgasmo schiacciando la mia zona pubica contro quella del mio compagno, seguendo un certo ritmo. Faccio fatica a venire se stiamo in piedi o se mi penetra da dietro, perché manca la pressione fondamentale delle due zone pubiche. Quando lui sta sopra di solito gli prendo il sedere con le mani e guido i suoi movimenti, se non sta già facendo quello che voglio io.
  • Quando facciamo l’amore lui sta sopra, e siamo leggermente arcuati in modo che la mia zona clitoridea sia nella posizione migliore per ricevere la stimolazione delle spinte dei due corpi.
  • Durante il rapporto, se lui è molto attivo e regolare, e non cambia ritmo pressione, e se io mi concentro attivamente sulla sensazione, qualche volta raggiungo l’orgasmo. Dipende anche dal compagno e dall’angolazione formata dai nostri due corpi.
  • Penso sia una questione di anatomia e di psicologia assieme; per esempio con un dato uomo il mio corpo si incastra bene e i movimenti dentro e fuori del pene mi stimolano bene il clitoride e raggiungo l’orgasmo. Ma di solito non succede.
  • Penso che la posizione e la misura degli organi genitali di una coppia abbia un ruolo importante nella stimolazione. C’è uno dei miei compagni che ha degli organi genitali che mi vanno a pennello e con lui raggiungo l’orgasmo facilmente.
  • Deve esserci un movimento ritmico dei due corpi, che non va interrotto perché da un momento all’altro lui sta quasi per eiaculare. Se sento il pene entrare uscire dalla vagina con un ritmo costante riesco a concentrare la sensazione e a iniziare la mia costante ascesa all’orgasmo.

In questa modalità alcune donne hanno definito in dettaglio il tipo di spinte preferite (228 – 229):

  • (Preferisco) un movimento lento, dolce, sensibile, deciso.
  • Spinte forti e lente, con un po’ di strofinio quando la penetrazione è completa.
  • Introduzione dolce, poi spinte del pene lente, in profondità, man mano più veloci. Ho scoperto che quando il movimento è nel complesso ritmico, riesco a rilassarmi e raggiungo l’orgasmo più facilmente perché non devo concentrarmi su cosa succederà dopo.
  • Non mi va di essere cavalcata violentemente, preferisco un approccio più ‘scivolato’.
  • Non mi piace essere violentata, non so se mi spiego.

Frequente reintroduzione del pene in vagina

Questa tecnica consiste nel muovere il pene intorno alle grandi labbra, oppure uscire completamente ad ogni spinta, cosicché l’ingresso della vagina e le labbra sono costantemente stirate e stimolate.

  • Mi piacciono i colpi ritmici profondi, un po’ lenti, che escono quasi dalla vagina per poi rientrare subito. Molti uomini, troppi, fanno dei movimenti brevissimi, in pratica stirano solo la loro pelle, stimolando poco o niente l’apertura vaginale. Prima di iniziare il rapporto mi piace anche che la punta del pene picchi un po’ contro l’apertura vaginale.
  • Mi piace moltissimo ogni tipo di stiramento o di tensione all’apertura vaginale. Entrare tutto dentro, puoi uscire tutto un’altra volta, e così via.
  • Una volta, con un uomo esperto più vecchio di me che non riusciva ad avere l’erezione, ho scoperto che il pene floscio all’ingresso vaginale mi eccita molto. Sono riuscito ad avere un orgasmo ‘vaginale’ con lui. L’unico orgasmo ‘vaginale’ che ho avuto finora.
  • Per me per raggiungere l’orgasmo ci vuole un movimento eccitante, di tipo rotatorio intorno alle labbra, un po’ di stimolazione del  clitoride e alla fine una profonda penetrazione.

Il raggiungimento dell’orgasmo femminile con la sola penetrazione vaginale non funziona con tutte le donne, non funziona sempre, richiede che l’uomo abbia imparato a ritardare i tempi della propria eiaculazione, cosa non scontata. Perciò in generale non è una buona scelta.

Integrazione della penetrazione vaginale con la stimolazione diretta del clitoride

 

Nel Rapporto Hite ci sono numerose testimonianze di donne che raccontano come hanno integrato la stimolazione clitoridea con la penetrazione vaginale (p.235-239).

  • Il mio compagno sta pancia in su, io sto sopra con il pene in vagina. Si mette in ginocchio con la parte alta del corpo sollevata in modo che lui riesce alzare la testa e succhiarmi i capezzoli. Lui allunga la mano, la infila fra i nostri due corpi e con le dita stimola direttamente il clitoride della zona circostante. Con l’altra mano mi tocca il corpo e specialmente il sedere. Intanto mi muovo come mi piace di più.
  • Durante il rapporto, sul fianco, prendo in mano la porzione di pene che non è dentro in vagina, la massaggio, e nello stesso tempo mi procuro la stimolazione clitoridea e raggiungo l’orgasmo.
  • Durante il rapporto io sto sopra, seduta. Lui mi tocca leggermente il clitoride con un dito, una mano o tutt’e due le mani, e io mi ci muovo contro come mi piace di più.
  • Mi piace essere penetrata da dietro, in modo da poter stimolare contemporaneamente il clitoride.
  • Quando facciamo l’amore ci muoviamo in modo lento e sinuoso, io schiaccio le labbra della vagina intorno al pene mentre con le mani gli accarezzo il pene che entra ed esce, o mentre mi masturbo e/o stringo forte le gambe.
  • Quando facciamo l’amore lui sta su un fianco, io so pancia in su con una gamba sopra le sue e il pene dentro, lui mi masturba o lo faccio io. Sono io che controllo i movimenti del corpo.
  • Mi siedo sopra con il pene nella vagina. Poi mi distendo fino ad adagiarmi completamente e lui mi stimola il clitoride con le dita.
  • Se vogliamo l’orgasmo più o meno simultaneo, ci mettiamo nella posizione del missionario. Lui mi scopa per un po’, si eccita fino a un certo punto, poi si sposta un pochino in modo che io possa stimolarmi il clitoride mentre lui è ancora dentro. Quando arrivo a un certo punto lui riparte. Andiamo avanti a turni finché uno dei due si stanca e non resiste più. Se vengo prima io, il rapporto è estremamente piacevole. Se viene prima lui, sta sopra e dentro finché non svanisce anche l’ultima sensazione, poi si distende accanto a me e mi incoraggia mentre mi masturbo.

Stimolazione del clitoride senza penetrazione vaginale

Altre donne, invece, raccontano di rapporti dove stimolazione del clitoride e penetrazione vaginale non sono direttamente integrati.

  • Io sto a pancia in giù, lui si distende sopra di me, infila la mano sotto mi fa venire, venire, venire, non smette mai, non mi lascia alzare! È fantastico! (285)
  • Se non lo fanno gli metto io le dita dove voglio, e poi gli faccio vedere il movimento e la quantità di pressione che desidero. Porta sempre all’orgasmo, se sono pazienti e abbastanza sensibili da seguire le mie istruzioni. (282)
  • Mi strofina la zona genitale e poi le labbra: le apre e continua a esplorare finché io non mostro segni di eccitazione, senza parlare. Continua a strofinarmi per un orgasmo o due, poi qualche volta mi stimola il clitoride oralmente leccandomi e succhiandomi; un modo di fare deciso è più soddisfacente. In queste occasioni lui si bagna le dita con la secrezione vaginale e poi ne infila uno o due in vagina. Qualche volta s’addentra molto in vagina anche con la lingua. (286)
  • Un altro metodo è quello di metterci tutti e due a pancia in giù. Io sto sopra e strofino il clitoride contro le sue natiche. Qualche volta con le mani giocherello con i suoi testicoli e col pene (287)
  • Un uomo non riesce a stimolarmi clitoride fino a raggiungere l’orgasmo. Devo farlo io. Lui non può sentire gli effetti della stimolazione, io si. (289)
  • La cosa migliore che abbiamo trovato finora è stimolarmi da sola prima di scopare. Siamo contenti tutti e due, mi lubrifica e mi prepara la vagina rapporto, che poi godo molto, e a mio marito piace guardarmi mentre mi stimolo. Perciò funziona. (289)
  • Ci piace masturbarci tutti e due e fare un po’ i guardoni. (289)
  • Di solito iniziamo con lunghi elenchi baci carezze, e poi passiamo alla stimolazione reciproca manuale e qualche volta orale. Man mano che mi eccito, diventa difficile badare a quello che gli faccio, e alla fine smetto, e lascio che mi stimoli lui fino a raggiungere parecchi orgasmi. Poi mi penetra. (453).

Non solo orgasmo. Il piacere dell’initimità

Altre donne sottolineano che una buona intimità vale più del raggiungimento costante dell’orgasmo.

  • Per me l’intimità con un’altra persona è più importante dell’orgasmo (che, se necessario, raggiungo da sola). Se dovessi scegliere fra le due cose, sceglierei l’intimità. Mi piace da matti baciare, abbracciare, accarezzare, guardare e toccare l’altra persona. Mi sento più partecipe se non si parte subito con la stimolazione genitale, specialmente quando non ci conosciamo ancora bene, perché con l’eccitazione genitale dell’orgasmo devo concentrarmi su me stessa, perciò in quei momenti mi sento più sola, anche se queste esperienze possono essere vissute ugualmente insieme. (458 – 459)
  • Mi sembra deplorevole questa enfasi sull’orgasmo, la separazione dell’orgasmo dalla sensualità generale, dal calore, dalla sincerità dall’amore. Ho la sensazione che la sessualità delle donne emuli in questo lo stile meccanico maschile che punta all’orgasmo. I buoni rapporti sessuali, almeno per me, sono molto più legati a una vera comunicazione e intimità, una specie di coccole appassionate. (459)
  • Per me accarezzarsi su tutto il corpo è più importante dell’orgasmo. Baciarsi, accarezzarsi nel cuore della notte, ascoltare il respiro e il battito del cuore, sorridere, guardarsi negli occhi (molto importante), parlarsi sinceramente come si fa a letto dopo aver fatto l’amore, tutto questo rende i rapporti sessuali qualcosa di super speciale, che non può essere rimpiazzato dalla masturbazione o dall’orgasmo. Abbracciarsi, dirsi ti amo e t’amerò sempre, ti voglio molto bene, ti regalo il mio cuore e la mia anima, e accetto con piacere la tua, vale il mondo intero. Rinuncerei all’orgasmo per un’esperienza così, in qualunque momento. (460)
  • Non può piacere avere rapporti sessuali se non piacciono le carezze che si danno e si ricevono. Il piacere più grande è l’intimità fisica. Io e il mio amante attuale passiamo da due a sei ore ad accarezzarci, toccarci, coccolarci e abbracciarci, baciarci, riposarci l’uno nelle braccia dell’altro. È meraviglioso! (460)

 

NOTA 1: Così secondo il Rapporto Hite. La ricerca è stata condotta negli anni 70 sotto la supervisione della ricercatrice americana Shere Hite su circa 3000 donne americane. Le citazioni sono riprese dall’edizione pubblicata in Italia nel 2001: Hite S. (2001) Il Rapporto Hite. Una inchiesta sulla nuova sessualità femminile. I dati sulla percentuale di donne che non orgasmano (vedi l’elaborazione a p. 502-505 dell’edizione italiana 2001) sono stati raccolti e elaborati dalla Hite in maniera un po’ confusa. Le testimonianze sono riprese dalle pagine 222-234.

 

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