Gli interruttori del desiderio sessuale femminile

suoni orgasmo vocalizzazioni

In molti uomini il desidero sessuale viene stimolato semplicemente da fantasie sessuali o dalla vista del corpo femminile nudo dal vivo o in foto o video. In molte donne, al contrario, il desiderio sessuale non si attiva spontaneamente, ma va stimolato. La non immediatezza del desiderio sessuale femminile e la necessità che il partner lo attivi attraverso stimoli e comportamenti adeguati è descritta ad esempio nel Modello del ciclo di risposta sessuale femminile elaborato dalla sessuologa americana Rosemary Basson.

La Basson elenca ad esempio il desiderio di vicinanza emotiva, il sentirsi desiderata, il desiderio di rilassarsi, il desiderio di far provare piacere al partner, il piacere di ricevere carezze come condizioni che portano molte donne ad accettare rapporti sessuali invece del semplice desiderio sessuale dovuto a fantasie o immagini erotiche. Un articolo della Basson è disponibile a questo link.

La teoria della Basson risponde all’esperienza di molte coppie, dove è in genere l’uomo che prende l’iniziativa di iniziare rapporti sessuali.

Secondo la Basson (Rosemary Basson (2000) The Female Sexual Response: A Different Model, Journal of Sex &Marital Therapy, 26:1, 51-65, DOI: 10.1080/009262300278641):

First, compared to men whose responses are influenced more by testosterone (Bancroft, 1989), women have a lower biological urge to be sexual for release of sexual tension. Second, women’s motivation (or willingness) to have a sexual experience stems from a number of “rewards” or “gains” that are not strictly sexual, these rewards being additional to, and often of far more relevance than, the women’s biological neediness or urge. These rewards are not irrelevant to men but may less often be the major motivational force. To some degree, men experience their desire as independent of context—often choosing to use the word “drive.” Third, women’s sexual arousal is a subjective mental excitement that may or may not be accompanied by awareness of vasocongestive changes in her genitalia and other physical nongenital manifestations of arousal. If there is genital awareness, it may or may not be an erotic stimulus to the woman. Fourth, orgasmic release of sexual tension may or may not occur; when it does, it can happen in a variety of ways, even in the one woman.

Autore © Leonardo Evangelista. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

L’orgasmo, se sei donna, lo devi imparare

 

orgasmo femminile

Per le donne, l’orgasmo è una potenzialità che deve essere attivata e sviluppata. Vediamo perché.

 

In assoluto, il problema più frequente fra le donne è la mancanza di orgasmo durante la penetrazione vaginale. Su questo tema puoi leggere i miei vari articoli, ad esempio Come raggiungere l’orgasmo con la penetrazione vaginale.

 

Il secondo problema più frequente, diffuso in genere fra giovani donne, è la mancanza assoluta di orgasmo (in linguaggio tecnico, anorgasmia femminile assoluta). Queste donne non sono cioè in grado di raggiungere l’orgasmo neanche da sole.

 

Almeno il 90% degli uomini arriva sempre o quasi sempre all’orgasmo durante i rapporti sessuali, mentre per le donne questa percentuale è solo del 30% (un altro 30% ci arriva ‘una volta ogni due’ e la parte restante ‘mai o quasi mai’) (nota 1). Questo dipende dal fatto che la penetrazione vaginale per la maggior parte delle donne non è sufficiente, ma secondo alcuni studiosi c’è un motivo aggiuntivo. Nell’uomo l’orgasmo è strettamente collegato all’eiaculazione, e così gli uomini incapaci di provare l’orgasmo si sono estinti. Nella donna invece l’orgasmo non avrebbe una funzione biologica precisa, le donne rimangono incinte anche senza provare l’orgasmo. Per questo motivo la capacità di provare l’orgasmo, nelle donne, non è stata rigidamente selezionata come per gli uomini. La maggior parte delle donne  è in  grado di provare l’orgasmo perché il corpo femminile ha gli stessi circuiti che permettono l’orgasmo nell’uomo, ma questa possibilità non è ‘automatica’ come nell’uomo. Per le donne, l’orgasmo è una potenzialità che deve essere attivata e sviluppata. Se non è oggetto di apprendistato questa potenzialità resta latente e inespressa (nota 2).

 

Come può funzionare l’apprendistato per l’orgasmo? Spiego qui i passaggi principali per risolvere la mancanza di orgasmo.

 

  1. Autorizzarsi a provare un orgasmo

Il primo step per provare un orgasmo è autorizzarsi mentalmente e inconsciamente a provarlo. Alcune donne non si autorizzano per motivi vari: ad esempio perché hanno avuto un’educazione che ha svalutato il sesso o hanno avuto traumi sessuali. Finché il loro semaforo segna rosso le donne non cercano esperienze sessuali o, quando le vivono, la loro mente vieta o riduce la percezione del piacere. In questi casi è necessario lavorare con un terapeuta o un sessuologo per superare il blocco. Per fortuna questo casi sono abbastanza rari.

 

  1. Imparare a procurarsi sensazioni piacevoli

La fonte primaria per le sensazioni dell’orgasmo è il clitoride. Per arrivare all’orgasmo è necessario imparare a massaggiarlo. La gran parte delle donne con difficoltà di orgasmo ha scarsa esperienza di masturbazione. E’ utile capire quali modalità e punti di tocco assicurano il piacere maggiore. Imparare una buona tecnica richiede vari tentativi, continuati nel tempo.

 

  1. Dedicare attenzione alle proprie sensazioni

Il raggiungimento dell’orgasmo, anche nel caso di semaforo verde e di una tecnica corretta richiede che la masturbazione avvenga in una situazione di tranquillità, in modo da potersi focalizzare sulle proprie sensazioni. E’ utile anche imparare a lasciarsi andare alle contrazioni dei muscoli del pavimento pelvico (cioè della zona della vagina) provocati dalle ondate di piacere.

 

In questo articolo il percorso per arrivare all’orgasmo è trattato a grandi linee, va poi personalizzato e dettagliato ulteriormente.

 

NOTE

1: Le informazioni sulla frequenza dell’orgasmo maschile e femminile sono riprese dal libro di Brune E. e Ferroul Y. (trad. it 2011) Il segreto delle donne, p.11.

2. vedi Il segreto delle donne, p.26-40. In alcuni mammiferi, ad esempio conigli e cammelli, l’ovulazione non è periodica, ma avviene solo dopo un rapporto sessuale. In questo caso l’orgasmo (se ammettiamo che coniglie e cammelle provino l’orgasmo) avrebbe una precisa funzione biologica. Alcuni studiosi pensano che in passato funzionasse così anche per le donne, ma che poi questa modalità sia scomparsa a favore di ovulazioni mensili. Il venir meno della funzione biologica dell’orgasmo femminile avrebbe permesso la diffusione fra le donne di clitoridi più piccoli e più lontani dall’orifizio vaginale.

 

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Leggi tutti gli articoli su questo tema contenuti nel mio sito:

 

    Uomini e donne fatti per non capirsi

    differenze di coppia

    Per quel che riguarda sessualità e relazioni, alcuni studiosi sostengono che ci sono molte differenze fra uomini e donne, altri invece che le differenze sono minime. Chi ha ragione?

    Possiamo rendercene conto esaminando le differenze fra la letteratura erotica preferita dalla gran parte degli uomini e quella preferita dalla gran parte delle donne.

    La letteratura erotica preferita dagli uomini è in genere visiva, anatomica, impulsiva, abbondantemente promiscua e priva di contesto e personaggi.

    La letteratura erotica preferita dalle donne è spesso verbale, psicologica, riflessiva, serialmente monogama e ricca di contesto e personaggi.

    In sintesi, gli uomini fantasticano di accoppiarsi con dei corpi; le donne di fare l’amore con delle persone.

    Malintesi e infelicità che possono derivare da questa diversa impostazione sono facilmente immaginabili. Ad esempio per molti uomini un rapporto sbrigativo con una sconosciuta può essere piacevole (e vissuto con pochi o nessun senso di colpa se sono in una relazione stabile), mentre per molte donne può essere ripugnante.

    Gli studiosi Donald Symons e Catherine Salmon, nel loro libro Love warriors, scrivono che ‘I contrasti fra romanzi rosa e video pornografici sono così numerosi e profondi che possono indurre a meravigliarsi che uomini e donne si mettano insieme, e a maggior ragione restino insieme e crescano con successo dei bambini’.

    A questa differenza di atteggiamenti va aggiunta anche una differenza anatomica: la penetrazione vaginale, il modo preferito da molti uomini per arrivare all’orgasmo, non assicura l’orgasmo alla maggioranza delle donne. E così malintesi e infelicità sono ancora più probabili.

     

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    Leggi alcuni articoli su questo tema contenuti nel mio sito:

     

      Le 13 bugie del porno che danneggiano la sessualità maschile e i rapporti di coppia

      dipendenza da porno

       

      Su internet ci sono migliaia di video con contenuti pornografici, in buona parte gratuiti e accessibili a tutti, realizzati per vendere altri video porno a pagamento, pubblicità, chat erotiche o servizi di escort.

      La gran parte dei video è recitata da attori professionisti, la trama e le scene sono costruite ad arte in modo da risultare eccitanti. Realizzare un video di una decina di minuti può richiedere alcune ore di riprese, che poi vengono tagliate e montate.

      In un altro articolo ho spiegato perché guardare frequentemente e a lungo video porno può danneggiare l’erezione maschile. Ma la pornografia danneggia la sessualità maschile anche in altri modi.

      Secondo molti studiosi i video porno sono diventati la maggiore fonte di educazione sessuale per adolescenti, in particolare adolescenti maschi. Il problema è che le storie e le scene mostrate nei video porno non sono realistiche, non corrispondono cioè a quello che in genere accade nelle relazioni e nei rapporti sessuali reali. I video porno danno una rappresentazione esagerata dei rapporti sessuali al pari delle scene di inseguimento in  auto nei film: attirano la nostra attenzione e possono tenerci incollati allo schermo, ma guidare la macchina nella vita reale è un’altra cosa.

      Vediamo quali sono le principali differenze sostanziali fra la vita vera e i  video porno professionali. Nei video porno professionali:

      1. Le persone filmate non si preoccupano mai di gravidanza e prevenzione malattie a trasmissione sessuale. Raramente indossano dei preservativi. La realtà: nella gran parte dei rapporti sessuali i partner si preoccupano della contraccezione, e spesso anche della prevenzione di malattie a trasmissione sessuale.
      2. Le donne sono sempre disponibili fare sesso, anche con sconosciuti. I filmati non mostrano mai o mostrano raramente, prima di arrivare al rapporto sessuale, corteggiamento, buona comunicazione, divertimento e interessi condivisi fra i partner. La realtà: molte donne prima di fare sesso richiedono un coinvolgimento emotivo.
      3. Le donne (e spesso gli uomini) sono in genere di bell’aspetto. La realtà: i rapporti sessuali avvengono fra persone di tutte le apparenze fisiche.
      4. Molti video mostrano rapporti con/ fra più partner. La realtà: la gran parte dei rapporti sessuali avviene fra due sole persone.
      5. I preliminari (baci, carezze in tutto il corpo, comunicazione verbale) sono ridotti al minimo o inesistenti. La sessualità è tutta concentrata sul piacere genitale. La realtà: senza una buona e prolungata stimolazione di tutto il corpo i genitali possono funzionare male, e la penetrazione vaginale risultare sgradevole o impossibile (per scarsa lubrificazione, erezione insufficiente, eiaculazione precoce). Inoltre la scarsa comunicazione fra i partner dovuta a preliminari brevi o inesistenti può rendere il rapporto sessuale insoddisfacente anche da un punto di vista psicologico.
      6. Gli uomini hanno sempre erezioni istantanee e che si mantengono rigide durante tutto il rapporto sessuale. La realtà: molti uomini, soprattutto col passare dell’età, per ottenere l’erezione necessitano di una situazione rilassata e di una stimolazione gentile, diffusa e prolungata; l’erezione durante il rapporto si può perdere.
      7. I peni maschili hanno grandi dimensioni. La realtà: i peni maschili sono di tutte le dimensioni, le dimensioni dei video porno sono poco comuni. Inoltre peni di grosse dimensioni possono causare penetrazioni dolorose.
      8. Gli uomini riescono sempre ad avere lunghe penetrazioni vaginali. La realtà: la durata media delle penetrazioni vaginali è di 5 minuti. Almeno il 30% degli uomini ha una durata più breve. Lo sviluppo di un buon controllo eiaculatorio richiede rapporti rilassati, una stimolazione gentile e su tutto il corpo, penetrazioni lente e non profonde, cioè proprio l’opposto delle spinte profonde e frenetiche che vediamo in molti video.
      9. Le donne non hanno mai problemi di lubrificazione. L’uso di creme lubrificanti viene mostrato di rado. La realtà: la penetrazione vaginale richiede una buona lubrificazione, ottenibile solo con preliminari di durata sufficiente (almeno 10-15 minuti) e/o creme lubrificanti.
      10. I rapporti sessuali includono spesso sesso orale e in alcuni casi sesso anale. La realtà: non a tutte le coppie piace fare sesso orale o anale.
      11. I rapporti anali avvengono senza lubrificazione e il pene viene inserito rapidamente. Nei video in alcuni casi l’uomo passa dal rapporto anale al rapporto orale. La realtà: alcune coppie stimolato l’ano solo gentilmente con le dita, senza introdurre il pene. La penetrazione anale richiede l’utilizzo di creme lubrificanti, l’uso di dilatatori (butt plug) e un inserimento molto lento del pene, altrimenti si rischiano danni fisici. Per alcune donne anche con una adeguata lubrificazione e un inserimento lento la penetrazione anale risulta dolorosa. Passare dalla penetrazione anale al rapporto orale favorisce la trasmissione di malattie.
      12. Gli uomini eiaculano spesso in faccia o in bocca alle donne. La realtà: pochissime donne amano farsi eiaculare in faccia e per l’uomo l’eiaculazione in vagina è più piacevole. E ugualmente a poche donne piace farsi eiaculare in bocca.
      13. Gli uomini non si preoccupano del piacere femminile, la stimolazione della zona del clitoride è rara; molte donne non raggiungono l’orgasmo e non si lamentano. La realtà: molte donne pretendono di rapporti sessuali soddisfacenti, molti uomini si preoccupano del loro piacere e una parte del rapporto sessuale è in genere dedicata alla stimolazione diretta del clitoride.

      In sintesi, in che modo il porno danneggia la sessualità maschile e i rapporti di coppia? Il porno:

      • porta a sottovalutare l’importanza della stimolazione di tutto il corpo enfatizzando invece la stimolazione dei genitali. Questa impostazione riduce i preliminari e favorisce disturbi di erezione, eiaculazione precoce, rapporti sessuali insoddisfacenti per entrambi i partner
      • mostra prestazioni genitali (erezione, lubrificazione) che non rispondono a quelle reali, favorendo così ansia da prestazione e rapporti sessuali sgradevoli
      • favorisce scarsa attenzione al piacere femminile, aumentando così la possibilità di conflitti fra i partner o di rapporti sessuali insoddisfacenti per la donna
      • favorisce gravidanze indesiderate e la diffusione di malattie a trasmissione sessuale.

       

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      Leggi gli altri articoli su questo tema:

       

         

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        Woody Allen ci spiega come funziona l’erezione

        Quali sono i meccanismi dell’erezione? Ce lo spiega Woody Allen dal film Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso (ma non avete mai avuto il coraggio di chiedere) (1972)

         

         

        Il video, correttamente, ci spiega come l’erezione possa essere danneggiata da:

        • pasti troppo abbondanti (la carbonara)
        • ansia da prestazione (il riferimento ai due insuccessi di fila che portano perdita di sicurezza)
        • complessi di colpa dovuti a credenze religiose (il sacerdote che rimprovera il rapporto sessuale fra due persone non sposate e fa riferimento al peccato mortale)

        A un certo punto la sala controllo richiede ‘pensieri divagatori’ per evitare ‘lancio prematuro’, anche se in genere non è una buona strategia.

         

         

         

        Sesso sacro: coito tantrico e estasi sessuale

         

        Alcune tecniche sessuali possono prolungare e aumentare l’intensità dell’orgasmo e in alcuni casi provocare addirittura stati alterati di coscienza, quali ad esempio trance o estasi.

        Questo articolo parla dell’esperienza di Catherine Yronwode, una scrittrice americana, con alcune tecniche utilizzate anche nel Tantra Yoga e nel Coito riservato  (Karezza).

        Il Tantra Yoga è una corrente spirituale nata in India in tempi antichissimi, basata su credenze e pratiche in opposizione alla tradizione induista tradizionale. Alcuni riti del Tantra Yoga prevedono rapporti sessuali.

        Negli anni ’60 e ’70 il Tantra yoga si è diffuso negli Stati Uniti e di lì in Europa attraverso la Beat Generation e la New Age. Uno dei divulgatori è stato il guru indiano Osho Rajinesh. Il Tantra yoga diffuso in Occidente è molto diverso dall’originale, tant’è che gli studiosi parlano di NeoTantra, California Tantra, Pop Tantra, etc. Ad esempio Margot Anand, un’esponente di questa corrente, nel suo libro The new Art of Sexual Ecstasy scrive che (p.7):

        Having to some degree been trained in classical Tantric methods and studied the scriptures, I feel that many of the techniques are not relevant to the needs of contemporary western lover. So while I have retained the Tantric goal of sexual ecstasy, I’ve developed new approaches to make this experience accessible to people today.

        Il Coito riservato è una filosofia e una modalità di rapporto sessuale sviluppata nell’800 dalla ginecologa americana Alice Bunker Stockham.

        La testimonianza di Catherine Yronwode (tradotta, sintetizzata e adattata qui sotto) è ripresa da questo articolo.

        Ho letto per la prima volta del sesso tantrico sotto il nome di Karezza nel 1962. Solo nel 1975 ho trovato un uomo che voleva provarlo. Anche lui aveva letto qualcosa a riguardo;  nessuno di noi aveva avuto un maestro. Per noi funzionò! Non diventammo una coppia, né seguaci di un culto religioso. La nostra esperienza ci diede solo un’esperienza spirituale di bellezza e unità sessuale.

        Nel 1977 un mio vecchio amico mi disse che voleva provare la tecnica con me. Non avevamo mai fatto l’amore prima, così parliamo della cosa per un’ora e mezza e poi ci mettemmo a fare l’amore. Di nuovo un atto biologico si trasformò in un’esperienza di natura spirituale.  Anche se io e quest’uomo da allora ci siamo visti di rado, quell’esperienza cambiò la mia vita perché mi resi conto che tutte le chiacchiere di natura religiosa che avevo letto riguardo al Tantra erano solo  uno strato di vernice socio culturale sopra una verità di natura biologico-spirituale.

        Io credo che attraverso un controllo appreso e cosciente sia possibile separare l’eiaculazione dall’orgasmo.  Tutti noi abbiamo esperienza occasionale di eiaculazioni involontarie o di ‘orgasmi’ in cui abbiamo  le contrazioni ma il piacere è minimo.  Il Tantra e la Karezza insegnano come controllare queste esperienze in modo che una persona possa sperimentare l’orgasmo senza contrazioni che di solito o accompagnano (nell’uomo le contrazioni spingono all’esterno il liquido seminale),  e in questo modo prolungare il piacere oltre i ristretti limiti imposti dalla quantità di tempo che ci vuole per avere le contrazioni.

        In termini strettamente biologici la pratica del Tantra della Karezza possono essere visti come qualcosa che assomiglia a un training di biofeedback.  E’ come imparare a muovere le orecchie,  è qualcosa che puoi imparare se ci dedichi tempo e impegno, perché normalmente non acquisiamo il controllo cosciente della muscolatura coinvolta.

        E allora da dove viene l’esperienza di spiritualità?  Secondo me l’esperienza della spiritualità è parte della nostra struttura neurologica.  Io credo che gli esseri umani siano equipaggiati naturalmente per avere esperienze metafisiche.  Molte tecniche molto antiche relative alla spiritualità fanno uso della ripetizione ad esempio di   preghiere, canti, danze, mentre l’attenzione è focalizzata  sulle ‘forze cosmiche’.  Il Tantra è basato sia sulla ripetizione che sulla focalizzazione.  Questo non è l’unico modo di raggiungere la beatitudine spirituale,  ma semplicemente quella che funziona con me.

        Nonostante le differenze culturali,  tutte le istruzioni delle diverse tradizioni di sessualità sacra sono molto simili riguardo alla tecnica da utilizzare durante l’atto sessuale. In pratica, si tratta di fermarsi quando si arriva molto vicini all’orgasmo, lasciar calare l’eccitazione e poi riprendere arrivando di nuovo vicini all’orgasmo. La ripetizione di 5-10 cicli durante un rapporto sessuale può assicurare orgasmi prolungati e sensazioni di natura spirituale.

        La somiglianza delle tecniche è una forte indicazione del fatto che c’è una verità universale di natura biologica dietro le varie forme di Tantra e di Karezza.  La mia opinione,  anche se quello che sto per dire potrebbe  offendere coloro che praticano il Tantra,  è che le spiegazioni e istruzioni di natura religiosa possono essere tranquillamente ignorate senza danneggiare il nucleo dell’insegnamento relativo al sesso tantrico e i risultati.

        Una esperienza simile è raccontata anche da Margot Anand nel suo libro The new Art of Sexual Ecstasy (p.3):

        We [Margot e un uomo con cui era impegnata in un rapporto sessuale] wanted to maintain sexual arousal, so when excitement began to fade, we returned to our usual style of lovemaking. Then, just before the peak of orgasmic release, we stopped, relaxed and and became still once more. We repeated this pattern several times, and then something totally unexpected happened. Suddenly we both seemed to be floating in an unbounded space filled with warmth and light. The boundaries between our bodies dissolved and, along with them, the distinction between man and woman. We were one. The experience become timeless and we seemed to remain like this forever. there was no need to have an orgasm. There was no need even ‘to make love’. there was nothing to do, nothing to achieve, We were in ecstasy.

         

        Leggi anche Come intensificare e prolungare l’orgasmo

         

         

         

         

         

         

           

          Traduzione in italiano e adattamento © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

           

          Questo articolo è collegato a vari termini quali ad esempio unione sessuale sacra, sesso e pratica spirituale, Tantrismo indo-tibetano, Taoismo cinese, unione tantrica, sessualità sacra, sacralità del sesso, sesso e religione, erotismo e spiritualità, sessualità e spiritualità, unione sacra, estasi sessuale, sesso lento, slow sex, esercizi sessualità tantra, tecniche tantra, sesso tantrico, orgasmo tantrico, esercizi tantrici, piacere sessuale, orgasmo tantrico, sesso tantrico, meditazione tantrica, tantra di coppia, tantra maschile, tantra femminile, yoga e sesso, amore e tantra, respirazione tantrica, continenza sessuale, kundalini tantra.

          Fare l’amore ha tempi e modi che si imparano

          I sessuologi hanno stimato in una pubblicazione scientifica la durata di un rapporto sessuale. Secondo uno studio internazionale un rapporto sessuale, preliminari compresi, dura da 1 a 10 minuti. Per misurare il tempo tra penetrazione ed eiaculazione è stato affidato alle partner un cronometro e la media dell’amplesso si collocava intorno ai 7,3 minuti.

          Ci sono però uomini che corrono molto più veloci. Secondo alcune ricerche della European Society for Sexual Medicine (ESSM), una società scientifica particolarmente interessata alla cura dell’eiaculazione precoce, un uomo su 5 (20%) tiene meno di un minuto, mentre il 10% si piazza fra 1 e 2 minuti. Ma attenzione a pensare che ci sia “un’epidemia di eiaculazione precoce” che è invece una condizione medica complessa.

           

          Un uomo su tre è malato? 

          Leggendo i dati in modo superficiale sembrerebbe che un uomo su tre soffra di eiaculazione precoce. È proprio così? Dipende. Secondo questa logica tutti i ragazzini alle prime esperienze sono malati: la sessualità ha, per maschi e femmine, tempi di apprendimento che sono agevolati dai rapporti di coppia di lunga durata, mentre fra i giovani l’instabilità affettiva è molto frequente. E l’ansia e l’inesperienza possono affrettare i tempi.

           

          Fast sex o slow sex?

          Secondo alcuni studiosi, inoltre, l’eiaculazione precoce non sarebbe una malattia, ma una situazione naturale e il controllo volontario dell’eiaculazione e? il risultato di un apprendimento che avviene con l’addestramento. Il “disturbo” esiste infatti da quando le donne, mutato il ruolo sociale, hanno chiesto l’appagamento sessuale e questo ha allungato i tempi di penetrazione maschile. Secondo Leonore Tiefer, sessuologa della New York University non c’è una normalità in questo campo, così come non c’è una “normalità” nel colore dei capelli. Ci sono persone più veloci ed altre più lente. Non solo. La “norma” cambia con il tempo (e nello spazio).

           

          La tribù dei superveloci

          Nel 1948 uno studio di Alfred Kinsey scopriva che 3 uomini su 4 eiaculavano entro 2 minuti dalla penetrazione ed era considerato non solo accettabile, ma addirittura la prova della potenza maschile. Il sociologo Ross Morrow dell’Università di Sydney sostiene addirittura che sia un problema culturale. In Malesia un popolo considera normale eiaculare dopo 15-30 secondi.


          Quando è un problema

          Rimane il fatto che oggi esistono coppie che possono vivere con disagio i rapporti sessuali troppo veloci. Alcuni uomini addirittura eiaculano durante la fase dei preliminari, prima della penetrazione o al primo contatto con la vagina (la cosiddetta ejaculatio ante portas).

          In questi casi vale la pena parlarne con il proprio partner e farsi aiutare.

           

          Continua a leggere su Focus.

          L’autoerotismo fa bene (anche) alle donne italiane

          donna felice per orgasmo
          La masturbazione femminile in Italia

          I benefici della masturbazione

           

          ‘Il sesso non è un istinto ma un apprendistato continuo. L’autoerotismo permette di imparare a conoscere le proprie reazioni, di abituarsi all’eccitazione, al piacere e all’orgasmo‘ (nota 1). Le donne che sanno come darsi piacere hanno meno problemi di natura sessuale.

           

          Nel libro Il Rapporto Hite (nota 2) varie donne spiegano i vantaggi della masturbazione:

          • La masturbazione mi ha aiutato a capire come avere un orgasmo, e riconoscere gli stati di eccitazione che attraverso.
          • La masturbazione mi ha insegnato ad avere gli orgasmi ad accettarli; cosa sono, come si reagisce, come ci si sente dopo, che sensazioni ho dopo che sono venuta.
          • Grazie alla masturbazione mi sono resa conto che potevo raggiungere l’orgasmo. Adesso so com’è e so di essere normale.
          • La masturbazione è un modo per esplorarsi e imparare cose sul proprio corpo senza dipendere da un uomo. Il primo uomo col quale sono stata a letto dava per scontato che non avevo mai avuto un orgasmo e che doveva insegnarmelo lui. Naturalmente io non ero tenuta a pensare lo stesso per lui.
          • La masturbazione un modo per esplorare la propria sessualità senza l’imbarazzo di avere vicino qualcuno.
          • La masturbazione sviluppa la sessualità, perché si impara toccare sé stessi e quindi gli altri. Forse l’unico pericolo è farlo troppo bene, perché si può fare come si preferisce, mentre magari gli uomini non ci riescono.
          • La masturbazione è l’unico modo in cui vengo senza disagio e imbarazzo, senza sentirmi in dovere di arrivare per amore del mio compagno. Sono padrona del mio corpo perché non devo dipendere da un’altra persona per la soddisfazione sessuale. Dato che ho questa possibilità posso decidere io le mie relazioni.
          • La masturbazione mi dà la possibilità di scaricare le tensioni quando mi pare, senza dover uscire per trovarmi un compagno sessuale che potrebbe anche non soddisfarmi. E non ci sono complicazioni emotive.
          • È bello, e non ci si sente in colpa perché si va a letto col primo che capita, non ci si sente usata, e non bisogna più preoccuparsi di non restare incinta e di non prendere le malattie veneree.
          • La masturbazione scarica le frustrazioni e dà sfogo all’energia. È un modo di fare sesso controllando completamente la situazione.
          • Tempo fa consideravo la masturbazione una risorsa estrema, ma adesso la ritengo solo un’alternativa in più. Mi sentivo sempre in colpa se mi masturbavo quando vivevo con qualcuno, adesso penso che sia ridicolo.
          • In questo momento la masturbazione è la mia unica attività sessuale, perché sono vedova da due anni, e non mi è ancora venuta voglia di trovare amici nuovi. Non è niente male. Mi sono masturbata per tutta la vita, irregolarmente, ogni volta che ne sentivo il bisogno, adesso è diventata una componente regolare giornaliera della mia vita. A dire il vero mi piace proprio.
          • Per me masturbarmi significa simbolicamente essermi liberato dell’idea che il sesso sia una cosa brutta. Essendo cattolica, mi hanno insegnato a pensare che né io né altri dobbiamo trarre piacere o potere dal mio corpo. Inoltre sentivo che il mio corpo era qualcosa di sporco e ritenevo anche il sesso una cosa sporca. Ho avuto rapporti prima di imparare a masturbarmi. Così per me masturbarmi voleva dire che ero riuscita ad accettare il mio corpo come un mezzo per ottenere piacere.
          • Aiuta a calmarmi, sentirmi al caldo (ho molto freddo la sera), dormire, esprimere le mie fantasie sessuali, soddisfare le attuali esigenze sessuali.
          • Il mattino ha masturbazione mi aiuta svegliarmi. Dà una carica di energia.
          • Ciò messo un sacco di tempo a capire che la mia sessualità è mia e che devo godermela, non è una cosa che devo a mio marito a qualcun altro. È bello divertirsi da sole.

           

          Oltre a migliorare la conoscenza del proprio corpo e delle proprie reazioni erotiche e facilitare così il raggiungimento del piacere nei rapporti sessuali, gli orgasmi provocano il rilascio di dopamina e ossitocina che migliorano la sensazione di benessere. Questo effetto può essere utile per ridure l’ansia, favorire il sonno, ridurre il dolore dei crampi mestruali (anche se in alcune donne le contrazioni possono avere l’effetto opposto).

           

          La masturbazione aiuta le donne anorgasmiche a raggiungere l’orgasmo

           

          Anche queste testimonianze sono riprese dal Rapporto Hite (nota 2):

          • Ho avuto il primo orgasmo a 21 anni, masturbandomi. Non ne ho avuti con un compagno fino a 33 anni, anche se mi sono sposata 18.
          • Fino all’anno scorso non avevo l’orgasmo. Ho imparato grazie alla masturbazione. Ho visto cosa mi stimolava e poi ho incoraggiato il mio uomo a farmi raggiungere l’orgasmo.
          • Raggiungo l’orgasmo da circa un anno. Prima m’interessava molto, ne ero quasi ossessionata. Poi mi sono resa conto che dovevo imparare a masturbarmi fino all’orgasmo, cosa che non avevo mai fatto. Ho comprato un vibratore, Ho avuto un orgasmo la prima volta che l’ho usato!
          • Credevo di avere l’orgasmo, ma non avevo capito niente. Poi il mio compagno ha cominciato a stimolarmi clitoride in tanti modi e di colpo, l’orgasmo! Un mondo tutto nuovo.
          • Raggiungo l’orgasmo da quando ho scoperto il clitoride, e purtroppo l’ho trovato dopo sette anni di rapporti vaginali.
          • Ho 38 anni, sposata con due figli. Il primo rapporto l’ho avuto con mio marito a 27 anni, tre anni prima di sposarci. Era ed è l’unica persona con cui sono stata a letto. Circa tre mesi fa ho avuto il mio primo orgasmo, senza contare quei pochi che ho avuto negli ultimi due anni durante le mie fantasie sessuali. Desideravo moltissimo quel primo orgasmo, mi sono messa d’impegno, e quando l’ho avuto masturbandomi, ero pazza di gioia. Adesso ho sempre l’orgasmo e mi piace da matti; sono sempre più belli. Mi masturbo almeno due volte al giorno, di solito di più. Ci ho messo di più a imparare ad averlo quando facciamo l’amore, ogni due o tre giorni, ma adesso vengo sempre.
          • Ho provato dozzine, forse centinaia di volte a stimolare la zona clitoridea per raggiungere l’orgasmo, ma senza vibratore non ci sono mai riuscita.
          • Il vibratore è un aiuto enorme, specialmente se non si è mai avuto un orgasmo. Bisogna costruirsi una tecnica su misura, e forse ci vorrà un po’ di tempo. Per me il contatto diretto con il vibratore è troppo, mi dà un piacere misto a dolore. Se mi giro, o attutiscono le vibrazioni con un cuscino, e sfrutto le vibrazioni delle dita, causate dal fatto che ho in mano il vibratore, riesco a smorzare l’intensità della stimolazione. Se una cosa procura piacere quando si crede di essere refrattari al piacere, perché non adoperarla?

           

          L’esperienza della masturbazione delle donne italiane

           

          Ma qual è la diffusione della masturbazione femminile in solitario? (scrivo in solitario per differenziarla dalla masturbazione che pouò avvenire durante i rapporti sessuali).

           

          Negli Stati Uniti, secondo una ricerca dell’Indiana University che risale ormai al 2009 solo il 7,9% delle donne fra i 25 e i 29 anni intervistate si masturbava in solitario da 2 a 3 volte la settimana contro il 23,4 % degli uomini della stessa fascia di età.

           

          Per l’Italia abbiamo i dati raccolti nel 2006-2007 su un campione di circa 7.000 persone rappresentativo dell’intera popolazione italiana (nota 3). Secondo questi dati gli Italiani dai 18 ai 70 anni che si erano masturbati nei 12 mesi precedenti erano circa 14 milioni, pari al 34% (p.163 del libro citato alla nota 2, da cui sono ripresi anche i passi che seguono). Le donne italiane dai 25 ai 29 anni che si masturbavano 2-3 volte al mese erano il 12% contro il 20% degli uomini (p.164).

           

          In media le donne italiane cominciano a procurarsi piacere da sole 7 anni più tardi degli uomini. Spesso imparano questa pratica da un partner oppure in modo casuale mentre si lavano o esplorando il proprio corpo. Marta: È iniziato tutto lavandomi, facendomi il bidet. Ho sentito l’acqua che scorreva ho detto Minchia qua ci sta qualcosa e da lì ho cominciato anche a masturbarmi quando avevo 14 o 15 anni. (p.165).

           

          Per il 21% delle donne il rapporto sessuale precede l’esperienza della masturbazione (per gli uomini invece accade solo nel 6% dei casi). Roberta: Mi sono masturbata dopo aver scoperto l’orgasmo, perché in realtà non avevo idea che si potesse sentire una cosa come quella. Il mio primo orgasmo è stato in compagnia del mio primo fidanzatino. Io avevo 26 anni e lui ne aveva 22. L’orgasmo è stato causato dal rapporto orale, quindi è stata una cosa micidiale.

           

          A volte le donne imparano le tecniche dell’autoerotismo dal partner. Sabrina: È avvenuto in un pomeriggio passato a letto giocando, ridendo ascoltando la radio. Lui era una persona abbastanza fantasiosa e quindi mi ha proposto un nuovo gioco. Io ero abbastanza disponibile a farlo. È stato divertente. È stato un gioco però. Poi ho capito che volendo, come sostituto, in mancanza d’altro, si poteva fare.

           

          Gaia: È successo che il mio primo ragazzo masturbasse me e io scoprissi da lì di provare piacere e proseguissi anche da sola. Finiva così che, anche quando ero da sola, pensavo o al momento in cui ero con lui oppure di scoprire il mio corpo, anche per vedere i luoghi in cui potevo provare più piacere, in modo da suggerirli a lui. Era una cosa non solo fatta per il mio piacere personale, ma anche finalizzata a migliorare il nostro rapporto assieme.

           

          In alcuni casi la masturbazione serve a ovviare alle carenze del rapporto con il partner. Vittoria: Il mio ragazzo era velocissimo. Di conseguenza io non riuscivo ad avere i suoi tempi. Lui, egoista com’era, non aspettava, e di conseguenza ho fatto questa scoperta. Veramente ne avevo bisogno, perché sentivo che non era appagata, anzi, avevo dei disturbi, perché rimanevo comunque stand-by e non avevo avuto nulla e quindi decidevo poi di fare da me. Da sola, perché con lui era come umiliarlo. Quando lui andava via, concludevo il rapporto fra me e me.

           

          La masturbazione può essere anche una risposta al dolore. Maddalena: Ancora adesso non riesco a darmi una spiegazione di quella volta. Avevo il marito in ospedale, era abbastanza grave, aveva subito un’operazione. Sono venuta a casa. Ero nel ripostiglio di casa mia, cosa assurda. Mi sono messa a piangere e mi sono masturbata. (171).

           

          Nicoletta: Ho iniziato la masturbazione solo dopo aver iniziato la psicoterapia. Un giorno la psicologa dalla quale andava mi ha chiesto: ‘La masturbazione ne vogliamo parlare?’ E io: ‘Oddio cosa?’ e lei: ‘Ma stai scherzando? Guarda, te lo do come compito a casa. (171).

           

          Dopo il matrimonio la quota di persone che si masturbano pur diminuendo resta significativa. Fra i coniugati che hanno da 30 a 60 anni più di un terzo degli uomini e quasi un quinto delle donne praticano l’autoerotismo. Nella popolazione maschile coloro che hanno frequenti rapporti sessuali si masturbano tanto quanto quelli che li hanno più raramente, nella popolazione femminile invece quanto più spesso una donna fa l’amore con un partner tanto è più facile che si dia anche il piacere da sola (174).

           

          NOTE

          1.Così Philippe Brenot in questa pagina.
          2. Hite S. (trad. it. 1977), Il Rapporto Hite, pagg. 54-59
          3. vedi M. Barbagli, G. della Zuanna, F. Garelli (201o), La sessualità degli italiani.

           

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          Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.