Sesso sacro: coito tantrico e estasi sessuale

 

Alcune tecniche sessuali possono prolungare e aumentare l’intensità dell’orgasmo e in alcuni casi provocare addirittura stati alterati di coscienza, quali ad esempio trance o estasi.

Questo articolo parla dell’esperienza di Catherine Yronwode, una scrittrice americana, con alcune tecniche utilizzate anche nel Tantra Yoga e nel Coito riservato  (Karezza).

Il Tantra Yoga è una corrente spirituale nata in India in tempi antichissimi, basata su credenze e pratiche in opposizione alla tradizione induista tradizionale. Alcuni riti del Tantra Yoga prevedono rapporti sessuali.

Negli anni ’60 e ’70 il Tantra yoga si è diffuso negli Stati Uniti e di lì in Europa attraverso la Beat Generation e la New Age. Uno dei divulgatori è stato il guru indiano Osho Rajinesh. Il Tantra yoga diffuso in Occidente è molto diverso dall’originale, tant’è che gli studiosi parlano di NeoTantra, California Tantra, Pop Tantra, etc. Ad esempio Margot Anand, un’esponente di questa corrente, nel suo libro The new Art of Sexual Ecstasy scrive che (p.7):

Having to some degree been trained in classical Tantric methods and studied the scriptures, I feel that many of the techniques are not relevant to the needs of contemporary western lover. So while I have retained the Tantric goal of sexual ecstasy, I’ve developed new approaches to make this experience accessible to people today.

Il Coito riservato è una filosofia e una modalità di rapporto sessuale sviluppata nell’800 dalla ginecologa americana Alice Bunker Stockham.

La testimonianza di Catherine Yronwode (tradotta, sintetizzata e adattata qui sotto) è ripresa da questo articolo.

Ho letto per la prima volta del sesso tantrico sotto il nome di Karezza nel 1962. Solo nel 1975 ho trovato un uomo che voleva provarlo. Anche lui aveva letto qualcosa a riguardo;  nessuno di noi aveva avuto un maestro. Per noi funzionò! Non diventammo una coppia, né seguaci di un culto religioso. La nostra esperienza ci diede solo un’esperienza spirituale di bellezza e unità sessuale.

Nel 1977 un mio vecchio amico mi disse che voleva provare la tecnica con me. Non avevamo mai fatto l’amore prima, così parliamo della cosa per un’ora e mezza e poi ci mettemmo a fare l’amore. Di nuovo un atto biologico si trasformò in un’esperienza di natura spirituale.  Anche se io e quest’uomo da allora ci siamo visti di rado, quell’esperienza cambiò la mia vita perché mi resi conto che tutte le chiacchiere di natura religiosa che avevo letto riguardo al Tantra erano solo  uno strato di vernice socio culturale sopra una verità di natura biologico-spirituale.

Io credo che attraverso un controllo appreso e cosciente sia possibile separare l’eiaculazione dall’orgasmo.  Tutti noi abbiamo esperienza occasionale di eiaculazioni involontarie o di ‘orgasmi’ in cui abbiamo  le contrazioni ma il piacere è minimo.  Il Tantra e la Karezza insegnano come controllare queste esperienze in modo che una persona possa sperimentare l’orgasmo senza contrazioni che di solito o accompagnano (nell’uomo le contrazioni spingono all’esterno il liquido seminale),  e in questo modo prolungare il piacere oltre i ristretti limiti imposti dalla quantità di tempo che ci vuole per avere le contrazioni.

In termini strettamente biologici la pratica del Tantra della Karezza possono essere visti come qualcosa che assomiglia a un training di biofeedback.  E’ come imparare a muovere le orecchie,  è qualcosa che puoi imparare se ci dedichi tempo e impegno, perché normalmente non acquisiamo il controllo cosciente della muscolatura coinvolta.

E allora da dove viene l’esperienza di spiritualità?  Secondo me l’esperienza della spiritualità è parte della nostra struttura neurologica.  Io credo che gli esseri umani siano equipaggiati naturalmente per avere esperienze metafisiche.  Molte tecniche molto antiche relative alla spiritualità fanno uso della ripetizione ad esempio di   preghiere, canti, danze, mentre l’attenzione è focalizzata  sulle ‘forze cosmiche’.  Il Tantra è basato sia sulla ripetizione che sulla focalizzazione.  Questo non è l’unico modo di raggiungere la beatitudine spirituale,  ma semplicemente quella che funziona con me.

Nonostante le differenze culturali,  tutte le istruzioni delle diverse tradizioni di sessualità sacra sono molto simili riguardo alla tecnica da utilizzare durante l’atto sessuale. In pratica, si tratta di fermarsi quando si arriva molto vicini all’orgasmo, lasciar calare l’eccitazione e poi riprendere arrivando di nuovo vicini all’orgasmo. La ripetizione di 5-10 cicli durante un rapporto sessuale può assicurare orgasmi prolungati e sensazioni di natura spirituale.

La somiglianza delle tecniche è una forte indicazione del fatto che c’è una verità universale di natura biologica dietro le varie forme di Tantra e di Karezza.  La mia opinione,  anche se quello che sto per dire potrebbe  offendere coloro che praticano il Tantra,  è che le spiegazioni e istruzioni di natura religiosa possono essere tranquillamente ignorate senza danneggiare il nucleo dell’insegnamento relativo al sesso tantrico e i risultati.

Una esperienza simile è raccontata anche da Margot Anand nel suo libro The new Art of Sexual Ecstasy (p.3):

We [Margot e un uomo con cui era impegnata in un rapporto sessuale] wanted to maintain sexual arousal, so when excitement began to fade, we returned to our usual style of lovemaking. Then, just before the peak of orgasmic release, we stopped, relaxed and and became still once more. We repeated this pattern several times, and then something totally unexpected happened. Suddenly we both seemed to be floating in an unbounded space filled with warmth and light. The boundaries between our bodies dissolved and, along with them, the distinction between man and woman. We were one. The experience become timeless and we seemed to remain like this forever. there was no need to have an orgasm. There was no need even ‘to make love’. there was nothing to do, nothing to achieve, We were in ecstasy.

 

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Traduzione in italiano e adattamento © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

 

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Definizione e trattamento dell’eiaculazione precoce in una prospettiva di coppia

Comunicazione al Convegno CIS MALATTIA: LA SFIDA DELL’EROS Qualità della vita sessuale nell’insorgenza di una malattia Bologna 9-10-11 Novembre 2017

 

Nel trattamento dell’eiaculazione precoce (EP) l’attenzione è solitamente rivolta all’uomo. Così ad esempio negli svariati materiali presenti su internet, una parte dei quali è prodotta da sessuologi, l’immagine classica utilizzata è l’uomo sconsolato in primo piano, seduto dal lato del letto, con la partner ancora distesa che lo guarda ammusonita. E anche nella terapia mansionale classica (H.S. Kaplan) alle donne si richiede semplicemente di mostrare comprensione per le difficoltà maschili e di aiutare il partner a fare una serie di esercizi di focalizzazione e controllo sulla propria (cioè maschile) risposta sessuale. Questo poster sostiene che considerare compiutamente l’EP un problema di coppia offre possibilità aggiuntive di trattamento nella terapia mansionale, grazie soprattutto a un ruolo più attivo della donna.

 

In una prospettiva di coppia, l’eiaculazione precoce può essere definita presente quando:

  1. l’eiaculazione avviene sempre o quasi sempre prima che la coppia lo desideri
  2. l’uomo eiacula in genere prima che la donna orgasmi e la donna rimane insoddisfatta
  3. la coppia è scontenta della propria vita sessuale, e prova sentimenti come ad esempio disagio, fastidio, frustrazione e l’evitamento dei rapporti sessuali.

 

In una prospettiva di coppia i partner hanno compiti diversi: l’obiettivo della coppia con riferimento all’uomo è aiutarlo a controllare meglio l’eccitazione e allungare la durata del rapporto; l’obiettivo della coppia con riferimento della donna è aiutarla a ridurre i tempi dell’orgasmo integrando nella stimolazione coitale la stimolazione clitoridea diretta.

 

Questi obiettivi richiedono di assegnare compiti diversi ai due partner.

 

L’uomo deve imparare non solo, come nella terapia mansionale classica, a riconoscere l’arrivo e controllare la propria eiaculazione, ma anche a stimolare meglio la donna sia migliorando e allungando i preliminari che stimolandole il clitoride.

 

La donna deve imparare a prolungare il coito maschile imparando a percepire i livelli di eccitazione del partner e chiedendogli quando necessario di rallentare o uscire dalla vagina, scegliere posizioni coitali non troppo coinvolgenti e eccitanti per il partner, evitare di aumentare troppo l’eccitazione del partner con propri movimenti coitali profondi e incontrollati e gemiti già nella fase iniziale del coito.

 

La donna deve inoltre migliorare la propria capacità di arrivare all’orgasmo stimolandosi il clitoride durante il coito.

 

In sintesi, nell’approccio che proponiamo il/la sessuologo/a deve far sì che entrambi i partner migliorino la conoscenza della sessualità propria e del partner e delle relative tecniche sessuali, mentre nell’approccio classico è previsto più semplicemente che solo l’uomo debba migliorare la conoscenza della propria sessualità.

 

L’adozione di una prospettiva di coppia nella definizione e nel trattamento dell’EP offre possibilità di trattamento aggiuntive rispetto alla terapia mansionale classica, basate sul rendere le donne e uomini più competenti e assertivi nel gestire risposta sessuale propria e del partner.

 

Riteniamo che questa prospettiva possa aumentare l’efficacia del trattamento soprattutto con coppie in cui l’uomo soffre di EP secondaria e intra moenia.

 

Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

 

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Pensi di soffrire di eiaculazione precoce? Fai i miei due test:

 

Il sesso orale e’ controindicato per chi soffre di eiaculazione precoce

Farsi baciare i genitali dal partner è una tecnica poco adatta agli uomini che non riescono a controllare l’eiaculazione e si lamentano per la brevità delle loro penetrazioni vaginali.

 

Gli uomini che soffrono di eiaculazione precoce hanno bisogno, fra le altre cose, di abituarsi a focalizzare l’attenzione sul piacere diffuso che arriva da baci e carezze riducendo, almeno nella parte iniziale e centrale del rapporto sessuale, la stimolazione genitale diretta.

 

Poiché col sesso orale la stimolazione è molto intensa, in genere il sesso orale è utile a uomini o donne che  soffrono di anorgasmia, cioè che hanno problemi nel raggiungere l’orgasmo.

 

Quando il problema invece è l’eiaculazione precoce il sesso orale è poco indicato perché porta la coppia a un modello di interazione opposto: focalizzazione immediata e quasi esclusiva sul piacere genitale e di conseguenza durata breve della penetrazione vaginale.

 

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Puoi leggere i vari articoli su questo tema contenuti sul mio sito. Ad esempio:

 

 

 

Quanto dovrebbe durare un rapporto sessuale? Rispondono le donne

A quanto pare ancora oggi molti uomini trascurano i preliminari. Ma per noi donne, la possibilità di condividere un piacere non determinato dal rapporto sessuale vero e proprio, è spesso determinante per il raggiungimento dell’orgasmo. Non solo, i preliminari per molte donne, sono più importanti del vero e proprio rapporto sessuale. Quanto vorremmo che durassero? Secondo una ricerca, almeno 13 minuti.

Se la media non supera gli 8 minuti, beh, per noi signore ci vorrebbe qualche sforzo in più. Dopo i preliminari vorremmo che il rapporto si prolungasse per almeno 15 minuti, per assicurarci le vette del piacere.

Fonte: articolo su Al femminile

Il tuo compagno viene troppo presto? Dipende anche da te

Questo articolo parla di eiaculazione precoce, ma è necessario fare una premessa: se pensi che il tuo compagno ‘viene troppo presto’ perché nel rapporto sessuale non raggiungi l’orgasmo, verifica che i preliminari siano lunghi abbastanza in modo che quando passate alla penetrazione sei già ben eccitata, e che durante la penetrazione lui ti stimoli o tu ti stimoli il clitoride a sufficienza in modo da arrivare all’orgasmo.

 

Nella gran parte delle donne, in rapporti sessuali basati  sulla penetrazione, il raggiungimento dell’orgasmo è lento (15-20 minuti) e in genere richiede la stimolazione diretta del clitoride. Far raggiungere l’orgasmo alla donna solo con la penetrazione richiede lunghi preliminari e spinte vigorose e profonde per almeno 10-15 minuti, che la gran parte degli uomini non sono in grado di assicurare perché  i loro tempi standard sono più brevi.

 

Nella gran parte degli uomini l’eiaculazione, che in genere corrisponde al raggiungimento dell’orgasmo, tende  ad avvenire entro 2-5 minuti dall’inizio della penetrazione. Gli uomini che durano di più ci riescono perché hanno imparato ad amministrarsi e/o hanno delle compagne che sanno come farli durare di più.

 

A questo punto possiamo approfondire il tema del nostro articolo. Spingi il tuo compagno a tempi ridotti di penetrazione se:

 

-accetti rapporti sessuali in situazioni scomode o ansiose: fretta, freddo, troppo rumore, paura di essere scoperti, paura di gravidanze indesiderate, posizioni scomode, stanchezza fisica, disagio nell’utilizzo del preservativo, sonno; sono tutte cose che lo spingono a finire presto.

 

-accetti rapporti sessuali ma le tue condizioni o il tuo atteggiamento non sono invitanti. Ad esempio sei poco lubrificata, la penetrazione ti dà dolore, hai paura della penetrazione, gli dici o gli fai capire che non hai voglia di fare l’amore, sei indifferente, poco comunicativa o ostile.

 

-gli fai fare l’amore di rado: stare molto tempo senza fare l’amore lo ‘carica’ troppo e riduce i suoi  tempi di eiaculazione.

 

– lo fai eccitare troppo e troppo in fretta: accetti o richiedi posizioni che permettono una penetrazione profonda, come quella del missionario, gli fai dare troppe spinte di seguito, gli fai sesso orale, ti (s)vesti o ti comporti in maniera provocante, ti muovi troppo o ansimi rumorosamente.

 

Gli uomini che durano di più hanno imparato a ridurre e dilazionare la loro eccitazione, facendola arrivare al top solo quando, dopo un tempo conveniente, hanno deciso di venire. Gli uomini che durano di più, nella fase iniziale del coito evitano continue spinte frenetiche e profonde (le alternano invece a spinte superficiali, spinte laterali, momenti in cui estraggono il pene e lo usano per stimolare il clitoride con la punta), cambiano posizione in modo da far scendere l’eccitazione, scelgono posizioni in cui il movimento del pene è limitato, fanno  preliminari lunghi, concentrandosi sul piacere che arriva da altre parti del corpo invece che dal pene, evitano di ricevere sesso orale.

 

Molti uomini (soprattutto i più giovani, che hanno meno esperienza, ma anche una parte dei più grandi) ancora non hanno imparato queste tecniche; IN QUESTI CASI TOCCA A TE IMPOSTARE IL RAPPORTO SESSUALE IN MANIERA CONVENIENTE.

 

Prima di tutto devi imparare a monitorare il livello di eccitazione del tuo partner (del resto probabilmente anche il tuo partner monitora costantemente il tuo livello di eccitazione): ogni tanto chiedigli quanto è eccitato (ad esempio ‘Da 1 a 10, quanto sei eccitato?) e, finché  non vuoi che venga, evita che cominci a stantuffare e fagli adottare le altre tecniche descritte sopra.

 

Inoltre se vuoi migliore il tuo piacere e facilitare i vostri rapporti, devi spiegare al tuo compagno cos’è che ti piace nei preliminari, come ti piace essere massaggiata nel clitoride, e massaggiarti anche tu direttamente. Una tua buona eccitazione /stimolazione riduce la necessità di penetrazioni che durano a lungo.

 

In alcuni casi l’eiaculazione precoce è dovuta a problemi medici. Il tuo compagno ha parlato del problema col suo medico?

 

Alcuni uomini, se l’eiaculazione precoce va avanti da un po’, sviluppano un’ansia da prestazione verso la penetrazione che riduce ulteriormente i loro tempi. In questi casi è utile una consulenza psicologica.

 

Se il tuo compagno soffre di eiaculazione precoce fagli fare i miei due test:

 

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Sesso lento: rallentare per migliorare il piacere e l’intesa col partner

 

Il Sesso Lento (Slow Sex) aiuta a migliorare l’intensità del piacere e l’intesa col partner. Molto spesso la sessualità insoddisfacente delle coppie che vengono in consultazione è dovuta a rapporti episodici, rapidi e focalizzati sui genitali.

 

Il sesso lento consiste invece nel fare l’amore concentrandosi sulle proprie sensazioni e abbandonandosi al piacere, senza preoccuparsi dell’orologio e di raggiungere o far raggiungere in tempi brevi l’orgasmo al partner. Anche la penetrazione viene vista come una delle varie attività possibili, non come la principale.

 

Nel sesso lento rientrano attività quali baciarsi e carezzarsi a lungo, guardarsi negli occhi, dare e ricevere piacere a turno abbandonandosi al piacere, prestare attenzione alle proprie sensazioni e al respiro, carezzare lentamente i genitali del partner, fermarsi prima di arrivare all’orgasmo e poi riprendere.

 

E poi anche la penetrazione lenta, la penetrazione senza erezione, il coito rallentato, fare l’amore quando non si è stanchi e si ha tempo a disposizione, riservare all’amore un momento preciso della giornata, sviluppare un ‘rituale’ per fare l’amore, etc. Le diverse tecniche vanno poi adattate alle preferenze e alle caratteristiche  di ciascuna coppia.

 

Gran parte di questo sito è dedicato al Sesso Lento (Slow Sex).

 

Il sesso lento è quello che ti serve se al momento fai sesso di rado,  con poco piacere o desiderio, in fretta o con la mente altrove, se hai disfunzioni sessuali (eiaculazione precoce, anorgasmia, difficoltà di erezione) o se vuoi scoprire nuovi mondi.Una volta ripristinato, il contatto con la propria sessualità e col partner crea una tensione erotica quotidiana, che può essere mantenuta facilmente anche con poco tempo a disposizione.

 

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