La monogamia seriale non fa bene alle donne

Tre donne diverse: sui 50 anni, separate o divorziate, che vivono sole con figli adolescenti. Tutte e tre coinvolte in rapporti che reputano insoddisfacenti:

  • Marta non è contenta di Gianni perché anche se si divertono molto quando sono assieme (vanno al mare, a ballare, a mangiare fuori) e l’intesa sessuale è ottima, lui le dice che non è totalmente innamorato di lei e ogni tanto ha qualche avventura con altre (le ha sempre avute, anzi, proprio per salvaguardare questa libertà non si è mai sposato)
  • Laura non è contenta di Luigi perché, anche se il rapporto con Luigi è assai migliore di quello che aveva col marito, Luigi continua a sentire la moglie da cui è comunque separato da tempo e ad aiutarla nelle cose materiali, ad esempio le fa piccole riparazioni in casa
  • Cristina è divorziata da tempo, Mario separato da 10 anni. Cristina e Mario si trovano molto bene e hanno un figlio assieme. Negli anni Cristina ha lasciato più volte Mario perché lui continuava a sentire e occasionalmente a vedersi con la moglie, da cui comunque si era separato. La situazione è migliorata solo perché la moglie a un certo punto ha deciso di smettere di vedere Mario.

Per molte donne il rapporto ideale in tutte le fasi della vita sembra essere quello monogamico esclusivo: una coppia chiusa basata su un forte legame affettivo reciproco. Questo è comprensibile quando si ha 20 anni e l’obiettivo è uscire dalla famiglia di origine, ‘mettere su casa’ e fare dei figli. Un rapporto reciproco esclusivo con una persona su cui si ha una fiducia totale dà maggiore tranquillità se si vogliono fare dei figli e assumersi l’onere di mandare avanti un appartamento.

Ma quando si è adulte e come single si è trovato un autonomo equilibrio sia da un punto di vista economico che nella gestione dei figli, rapporto esclusivo e fiducia totale non sono più così indispensabili, soprattutto se l’alternativa (vedi dopo) è rimanere sole.

Molte donne tuttavia, anche in questa fase della loro vita continuano a desiderare rapporti monogamici, anche perché fin da piccole sono abituate a creare legami esclusivi con le persone significative, ad esempio con le amiche.

Molti uomini separati, al contrario, apprezzano la ritrovata libertà affettiva e di vita, e sono poco disponibili, sia razionalmente che emotivamente, a chiudersi di nuovo in un rapporto esclusivo. E’ noto che molti uomini sono incapaci o vivono male legami molto stretti, e che amano la varietà sessuale.

E così uomini e donne anche in questa fase della vita continuano a non trovarsi: molte donne adulte separate o divorziate vivono male i rapporti occasionali o di amicizia erotica che non evolvono in una coppia esclusiva, e quando la delusione è troppo forte scelgono di tornare sole. In alcuni casi gli uomini le seguono nel loro desiderio di coppia chiusa, ma poi si sentono soffocati e il rapporto non dura.

La vita affettiva di molte donne risulta così una successione di rapporti monogamici intervallati da periodi, a volte anche lunghi, di solitudine. Col passare del tempo l’intraprendenza delle donne, a causa delle delusioni, diminuisce, e i periodi di solitudine diventano sempre più lunghi.

Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

Piaceri di coppia: il coito inesigente

coppia felice

 

Questo esercizio fa bene alle coppie perché sviluppa una buona intimità. L’esercizio è semplice, ma i suoi benefici possono essere elevati. Si tratta semplicemente di inserire il pene in vagina e rimanere in questa posizione per una mezz’ora senza fare niente (utile mettere una sveglia), prestando attenzione alle sensazioni che arrivano dal proprio corpo. Può essere utile di tanto in tanto, se si sente che il pene esce, dare qualche spinta per riposizionarlo all’interno.

 

Questo esercizio richiede una posizione comoda per entrambi e che permetta una buona apertura della vagina, ad esempio la posizione della forbice.

posizione della forbice

 

Il modo migliore per entrare è se, grazie a un po’ di baci e carezze preliminari, l’uomo ha già una erezione e la donna è già un po’ lubrificata. E’ possibile però anche inserire il pene non eretto, in questo secondo caso è utile usare una crema lubrificante. Nel secondo caso la donna prenderà il pene con due dita come nell’immagine qui sotto e lo inserirà delicatamente nella vagina rilassata.

Presa genitale

 

Una volta in posizione, i partner dedicheranno la propria attenzione alle sensazioni che arrivano dai genitali e dal resto del corpo, alla respirazione e ai propri pensieri.

 

Da un certo punto di vista l’esercizio è un’esperienza di meditazione. Se ci si addormenta, nessun problema, anzi, questo esercizio può essere fatto la sera a letto prima di andare a dormire. Se sono svegli, al termine dell’esercizio i partner si racconteranno le proprie sensazioni, altrimenti ne parleranno la mattina dopo.

 

Il coito inesigente ha un effetto positivo perché la penetrazione è in genere legata all’idea di dover ‘fare qualcosa’ (una prestazione sessuale), e questo crea ansia a molte persone. Il coito inesigente, in cui si sperimenta l’unione genitale senza fare nulla riduce l’ansia di prestazione, è perciò molto utile anche a tutti/e coloro che soffrono di disturbo dell’erezione, eiaculazione precoce,  vaginismo lieve.

 

Consigliato a tutte le coppie. Da provare almeno una volta.

 

Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

 

 

Sei interessata/o a questo tema? Per essere informata/o quando saranno pubblicati nuovi articoli puoi inserire la tua mail nello spazio in fondo alla pagina.

 

 

 

Quali obiettivi per le prime esperienze sessuali giovanili?

coppia giovane sessualità

L’obiettivo impossibile: l’orgasmo femminile con la penetrazione vaginale

 

L’obiettivo delle prime esperienze sessuali giovanili non può essere l’orgasmo femminile raggiunto col contributo sostanziale della penetrazione vaginale.

 

Per ‘orgasmo femminile raggiunto col contributo sostanziale della penetrazione vaginale’ intendo qui una modalità di rapporto sessuale dove la donna arriva all’orgasmo o molto vicina all’orgasmo grazie  alla penetrazione vaginale. Nel secondo caso (donna che arriva molto vicina all’orgasmo grazie alla penetrazione vaginale) l’orgasmo viene raggiunto aggiungendo o sostituendo alla penetrazione la stimolazione diretta del clitoride.

 

Per ragazzi e ragazze che cominciano ad avere le prime esperienze sessuali il raggiungimento dell’orgasmo femminile col contributo sostanziale della penetrazione vaginale è un obiettivo impossibile, per vari motivi:

  1. i giovani uomini, a causa dell’elevato livello di testosterone e dell’emozione che caratterizza i primi rapporti sessuali tendono a venire molto presto, a volte anche prima dell’inserimento del pene in vagina.
  2. a causa delle conformazione anatomica della donna la sola penetrazione vaginale, anche quando fatta da uomini esperti e con un buon controllo dell’eiaculazione, assicura l’orgasmo solo a una minoranza delle donne; per il raggiungimento dell’orgasmo femminile è in genere necessaria una stimolazione diretta o indiretta del clitoride. Il problema è ulteriormente aggravato dal fatto che spesso le giovani donne hanno difficoltà a raggiungere l’orgasmo anche con la stimolazione del clitoride.

 

Gli obiettivi realistici: comunicazione, tecnica, piacere

 

L’obiettivo delle prime esperienze sessuali giovanili deve essere perciò riformulato.

 

La gran parte dei giovani uomini non ha difficoltà a raggiungere l’orgasmo. Per i giovani uomini gli obiettivi saranno perciò imparare a:

  1. comunicare le proprie sensazioni e desideri alla partner
  2. stare nella tensione erotica, rimandando l’eiaculazione
  3. assicurare alla partner una buona esperienza erotica incluso l’orgasmo, sia con baci e carezze non genitali che con la stimolazione del clitoride.

 

Per i ragazzi, l’inserimento della penetrazione vaginale all’interno del rapporto sessuale (mi riferisco al semplice ricorso alla penetrazione vaginale, non a far raggiungere l’orgasmo alla donna col contributo sostanziale della penetrazione vaginale) è un obiettivo ulteriore da perseguire solo dopo che hanno sviluppato i primi 3 obiettivi: buona comunicazione, buona esperienza erotica per la partner, sufficiente controllo eiaculatorio.

 

Molte giovani donne hanno difficoltà a raggiungere l’orgasmo sia con la penetrazione vaginale che con la stimolazione del clitoride. Per le giovani donne gli obiettivi saranno perciò imparare a:

  1. comunicare le proprie sensazioni e desideri al partner
  2. raggiungere l’orgasmo con la stimolazione del clitoride
  3. assicurare al partner una buona esperienza erotica incluso l’orgasmo, sia con baci e carezze non genitali che con la stimolazione del pene, anche attraverso la penetrazione vaginale

 

I primi incontri sessuali giovanili fra ragazzi e ragazze inesperte saranno perciò dedicati a migliorare la comunicazione e la conoscenza del corpo e della risposta erotica dell’altro/a, evitando la penetrazione.

 

Saranno cioè sessioni dove baci e carezze non genitali iniziali sono seguiti da masturbazione reciproca, che potrà essere alternata (prima uno dei due fa venire l’altro e poi viceversa) oppure in parallelo (entrambi si masturbano a vicenda). E opportuno che i ragazzi evitino di ricevere sesso orale perché la stimolazione è in genere troppo forte e rende difficile lo sviluppo del controllo sui tempi eiaculazione. E ugualmente è opportuno che la coppia eviti il sesso anale perché sono necessarie tecniche sofisticate per non far male alla ragazza.

 

La penetrazione vaginale potrà essere inserita nel rapporto una volta che la coppia ha acquisito buona comunicazione e buona esperienza erotica per entrambi, e il ragazzo un sufficiente controllo eiaculatorio.

 

Il raggiungimento dell’orgasmo femminile col contributo sostanziale della penetrazione vaginale, una delle tante varianti possibili del rapporto sessuale, potrà essere un eventuale obiettivo ulteriore,  una volta che la coppia pratica correntemente la penetrazione vaginale.

 

Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

 

Sei interessato a questo tema? Per essere informato quando saranno pubblicati nuovi articoli iscriviti alla mia mailing list. [caldera_form_modal id=”CF5a52561d2f7fb” type=”button”]Iscriviti gratis [/caldera_form_modal]

 

 

 

 

Puoi anche leggere tutti gli articoli sull’eiaculazione precoce contenuti in questo sito

 

 

Uomini e donne fatti per non capirsi

differenze di coppia

Per quel che riguarda sessualità e relazioni, alcuni studiosi sostengono che ci sono molte differenze fra uomini e donne, altri invece che le differenze sono minime. Chi ha ragione?

Possiamo rendercene conto esaminando le differenze fra la letteratura erotica preferita dalla gran parte degli uomini e quella preferita dalla gran parte delle donne.

La letteratura erotica preferita dagli uomini è in genere visiva, anatomica, impulsiva, abbondantemente promiscua e priva di contesto e personaggi.

La letteratura erotica preferita dalle donne è spesso verbale, psicologica, riflessiva, serialmente monogama e ricca di contesto e personaggi.

In sintesi, gli uomini fantasticano di accoppiarsi con dei corpi; le donne di fare l’amore con delle persone.

Malintesi e infelicità che possono derivare da questa diversa impostazione sono facilmente immaginabili. Ad esempio per molti uomini un rapporto sbrigativo con una sconosciuta può essere piacevole (e vissuto con pochi o nessun senso di colpa se sono in una relazione stabile), mentre per molte donne può essere ripugnante.

Gli studiosi Donald Symons e Catherine Salmon, nel loro libro Love warriors, scrivono che ‘I contrasti fra romanzi rosa e video pornografici sono così numerosi e profondi che possono indurre a meravigliarsi che uomini e donne si mettano insieme, e a maggior ragione restino insieme e crescano con successo dei bambini’.

A questa differenza di atteggiamenti va aggiunta anche una differenza anatomica: la penetrazione vaginale, il modo preferito da molti uomini per arrivare all’orgasmo, non assicura l’orgasmo alla maggioranza delle donne. E così malintesi e infelicità sono ancora più probabili.

 

Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

 

Sei interessata a questo tema? Per essere informata quando saranno pubblicati nuovi articoli iscriviti alla mia mailing list. [caldera_form_modal id=”CF5a50fcc0b21a3″ type=”button”]Iscriviti gratis[/caldera_form_modal]

 

 

 

 

Leggi alcuni articoli su questo tema contenuti nel mio sito:

 

Dai 50 anni in poi per i disturbi dell’erezione servono (anche) donne che prendono l’iniziativa

 

disturbo dell'erezione

 

L’erezione maschile dipende, in estrema sintesi, da due tipi di fattori:

 

  • il desiderio, che cresce se l’uomo apprezza l’aspetto fisico della donna, se la trova invitante, se il luogo dove potrebbe svolgersi il rapporto sessuale è adeguato, etc.

 

  • le condizioni fisiche, che sono influenzate da condizioni di breve periodo, reversibili, quali stanchezza o tasso alcolico, e condizioni di lungo periodo, ad esempio livello di testosterone e stato di salute (disturbi cardiaci, ipertensione, diabete sono le malattie più comuni che danneggiano l’erezione).

 

Desiderio e condizioni fisiche si influenzano a vicenda. Possiamo ad esempio immaginare di attribuire un livello da 1 (minimo) a 10 (massimo) a ciascuno dei due fattori desiderio e condizioni fisiche, e prevedere che si ha un’eccitazione sufficiente per un rapporto coitale quando il totale dei due fattori (desiderio più condizioni fisiche) sia almeno pari a 13.

 

Così un uomo le cui condizioni fisiche siano pari a 10 avrà un’erezione anche solo con desiderio leggero o medio, che porti la sua eccitazione almeno a 3. È il caso di molti giovani uomini, che ottengono buone erezioni semplicemente con fantasie sessuali, con baci e carezze superficiali, alla semplice vista della donna svestita o con partner femminili poco attive.

 

Al contrario, uomini le cui condizioni fisiche non sono ottimali (ammettiamo siano a 4) avranno una buona erezione solo quando il desiderio è molto elevato (9 o 10).

 

Col procedere dell’età entrambi i fattori che determinano una buona erezione sono ridimensionati: l’invecchiamento porta un peggioramento delle condizioni fisiche, e inoltre riduce l’attrattività fisica delle partner stabili (che spesso hanno la stessa età) e la possibilità di trovare nuove partner fisicamente attraenti.

 

Possibili rimedi sono l’uso di farmaci come il Viagra che potenziano gli effetti fisici del desiderio (agiscono cioè sulle condizioni fisiche) ma si tratta di un farmaco che ha delle controindicazioni, oppure un ruolo sessualmente più attivo della partner. Nelle coppie tradizionali è l’uomo che prende l’iniziativa e la donna si dà e lascia fare; dai 50 anni in poi questa divisione dei ruoli non facilita l’erezione.

 

 

Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

 

 

Sei interessato a questo tema? Per essere informato quando saranno pubblicati nuovi articoli iscriviti alla mia mailing list. [caldera_form_modal id=”CF5a50fcc0b21a3″ type=”button”]Iscriviti gratis[/caldera_form_modal]

 

 

Le 13 bugie del porno che danneggiano la sessualità maschile e i rapporti di coppia

dipendenza da porno

 

Su internet ci sono migliaia di video con contenuti pornografici, in buona parte gratuiti e accessibili a tutti, realizzati per vendere altri video porno a pagamento, pubblicità, chat erotiche o servizi di escort.

 

La gran parte dei video è recitata da attori professionisti, la trama e le scene sono costruite ad arte in modo da risultare molto eccitanti. Realizzare un video di una decina di minuti può richiedere alcune ore di riprese, che poi vengono tagliate e montate.

 

In un altro articolo ho spiegato perché guardare frequentemente e a lungo video porno può danneggiare l’erezione maschile. Ma la pornografia danneggia la sessualità maschile anche in altri modi.

 

Secondo molti studiosi i video porno sono diventati la maggiore fonte di educazione sessuale per adolescenti, in particolare adolescenti maschi. Il problema è che le storie e le scene mostrate nei video porno non sono realistiche, non corrispondono cioè a quello che in genere accade nelle relazioni e nei rapporti sessuali reali. I video porno danno una rappresentazione esagerata dei rapporti sessuali al pari delle scene di inseguimento in  auto nei film: attirano la nostra attenzione e possono tenerci incollati allo schermo, ma guidare la macchina nella vita reale è un’altra cosa.

 

Vediamo quali sono le principali differenze sostanziali fra la vita vera e i  video porno professionali. Nei video porno professionali:

  1. Le persone filmate non si preoccupano mai di gravidanza e prevenzione malattie a trasmissione sessuale. Raramente indossano dei preservativi. La realtà: nella gran parte dei rapporti sessuali i partner si preoccupano della contraccezione, e spesso anche della prevenzione di malattie a trasmissione sessuale.
  2. Le donne sono sempre disponibili fare sesso, anche con sconosciuti. I filmati non mostrano mai o mostrano raramente, prima di arrivare al rapporto sessuale, corteggiamento, buona comunicazione, divertimento e interessi condivisi fra i partner. La realtà: molte donne prima di fare sesso richiedono un coinvolgimento emotivo.
  3. Le donne (e spesso gli uomini) sono in genere di bell’aspetto. La realtà: i rapporti sessuali avvengono fra persone di tutte le apparenze fisiche.
  4. Molti video mostrano rapporti con/ fra più partner. La realtà: la gran parte dei rapporti sessuali avviene fra due sole persone.
  5. I preliminari (baci, carezze in tutto il corpo, comunicazione verbale) sono ridotti al minimo o inesistenti. La sessualità è tutta concentrata sul piacere genitale. La realtà: senza una buona e prolungata stimolazione di tutto il corpo i genitali possono funzionare male, e la penetrazione vaginale risultare sgradevole o impossibile (per scarsa lubrificazione, erezione insufficiente, eiaculazione precoce). Inoltre la scarsa comunicazione fra i partner dovuta a preliminari brevi o inesistenti può rendere il rapporto sessuale insoddisfacente anche da un punto di vista psicologico.
  6. Gli uomini hanno sempre erezioni istantanee e che si mantengono rigide durante tutto il rapporto sessuale. La realtà: molti uomini, soprattutto col passare dell’età, per ottenere l’erezione necessitano di una situazione rilassata e di una stimolazione gentile, diffusa e prolungata; l’erezione durante il rapporto si può perdere.
  7. I peni maschili hanno grandi dimensioni. La realtà: i peni maschili sono di tutte le dimensioni, le dimensioni dei video porno sono poco comuni. Inoltre peni di grosse dimensioni possono causare penetrazioni dolorose.
  8. Gli uomini riescono sempre ad avere lunghe penetrazioni vaginali. La realtà: la durata media delle penetrazioni vaginali è di 5 minuti. Almeno il 30% degli uomini ha una durata più breve. Lo sviluppo di un buon controllo eiaculatorio richiede rapporti rilassati, una stimolazione gentile e su tutto il corpo, penetrazioni lente e non profonde, cioè proprio l’opposto delle spinte profonde e frenetiche che vediamo in molti video.
  9. Le donne non hanno mai problemi di lubrificazione. L’uso di creme lubrificanti viene mostrato di rado. La realtà: la penetrazione vaginale richiede una buona lubrificazione, ottenibile solo con preliminari di durata sufficiente (almeno 10-15 minuti) e/o creme lubrificanti.
  10. I rapporti sessuali includono spesso sesso orale e in alcuni casi sesso anale. La realtà: non a tutte le coppie piace fare sesso orale o anale.
  11. I rapporti anali avvengono senza lubrificazione e il pene viene inserito rapidamente. Nei video in alcuni casi l’uomo passa dal rapporto anale al rapporto orale. La realtà: alcune coppie stimolato l’ano solo gentilmente con le dita, senza introdurre il pene. La penetrazione anale richiede l’utilizzo di creme lubrificanti, l’uso di dilatatori (butt plug) e un inserimento molto lento del pene, altrimenti si rischiano danni fisici. Per alcune donne anche con una adeguata lubrificazione e un inserimento lento la penetrazione anale risulta dolorosa. Passare dalla penetrazione anale al rapporto orale favorisce la trasmissione di malattie.
  12. Gli uomini eiaculano spesso in faccia o in bocca alle donne. La realtà: pochissime donne amano farsi eiaculare in faccia e per l’uomo l’eiaculazione in vagina è più piacevole. E ugualmente a poche donne piace farsi eiaculare in bocca.
  13. Gli uomini non si preoccupano del piacere femminile, la stimolazione della zona del clitoride è rara; molte donne non raggiungono l’orgasmo e non si lamentano. La realtà: molte donne pretendono di rapporti sessuali soddisfacenti, molti uomini si preoccupano del loro piacere e una parte del rapporto sessuale è in genere dedicata alla stimolazione diretta del clitoride.

 

In sintesi, in che modo il porno danneggia la sessualità maschile e i rapporti di coppia? Il porno:

  • porta a sottovalutare l’importanza della stimolazione di tutto il corpo enfatizzando invece la stimolazione dei genitali. Questa impostazione riduce i preliminari e favorisce disturbi di erezione, eiaculazione precoce, rapporti sessuali insoddisfacenti per entrambi i partner
  • mostra prestazioni genitali (erezione, lubrificazione) che non rispondono a quelle reali, favorendo così ansia da prestazione e rapporti sessuali sgradevoli
  • favorisce scarsa attenzione al piacere femminile, aumentando così la possibilità di conflitti fra i partner o di rapporti sessuali insoddisfacenti per la donna
  • favorisce gravidanze indesiderate e la diffusione di malattie a trasmissione sessuale.

 

Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

Sei interessata/o a questo tema? Per essere informata/o quando saranno pubblicati nuovi articoli iscriviti alla mia mailing list. [caldera_form_modal id=”CF5a525fe8c8856″ type=”button”]Iscriviti gratis [/caldera_form_modal]

 

 

 

Leggi gli altri articoli su questo tema:

 

 

Sei arrivato a questa pagina probabilmente facendo una ricerca su una di queste parole: il porno fa male? la pornografia fa male? effetti della pornografia, effetti del porno, video porno, il porno fa male al sesso, porno e disturbio sesssuali, porno e eiaculazione precoce, porno e disturbo dell’erezione, porno e mancanza di erezione, il porno fa male alla salute, porno e calo del desiderio, porno e violenza, porno online, film porno, il porno fa male alle relazioni, il porno è una droga, porno e adolescenti, porno e educazione sessuale, miti del sesso, industria del sesso, abuso di pornografia, il porno fa male all’amore, disintossicazione dal porno, porno e dopamina, deficit di dopamina, porno su internet.

Troppo porno danneggia l’erezione e il desiderio maschile

disfunzione erettile causata da pronografia

 

Varie ricerche segnalano che vedere quotidianamente filmati porno per lunghi periodi danneggia e l’erezione. In particolare la visione massiccia e prolungata di immagini di rapporti sessuali esagerati come quelli dei video porno innalza l’intensità degli stimoli necessari per eccitarsi, e in questo modo l’erezione con partner reali diventa più difficoltosa, perché i partner reali non sono in genere in grado di assicurare un’eccitazione pari a quella dei filmati. Secondo alcuni studiosi (vedi le fonti citate sul sito Reboot Nation) la visione di film porno sarebbe una causa rilevante di disfunzione erettile in persone giovani.

 

In un forum su La Repubblica un utente scrive:

Da molti anni ho un rapporto felice e soddisfacente con la mia partner. Nell’ultimo anno ho avuto problemi di erezione nel rapporto con lei che non ho con la masturbazione. Credo che una parte del mio problema sia dovuta al fatto che negli ultimi mesi guardavo la sera tanti film pornografici e andavo a letto sempre molto tardi alzandomi alle 8.00 di mattina.

 

Il sessuologo risponde dicendo che: la fruizione di filmati porno in modo massiccio e continuato può deviare la sessualità un piano fantasticato e non reale e giustamente lei stesso ha individuato questo punto come possibile causa del suo problema.

 

In maggior dettaglio, in uomini che guardano molto porno possono verificarsi questi problemi:

  • L’uomo non ha problemi ad avere erezione o orgasmo con la pornografia, mentre può averne quando fa l’amore con la propria partner
  • L’uomo è in grado di avere erezione e orgasmo con la sua partner, ma ci vuole più tempo
  • L’uomo è in grado di avere erezione e orgasmo con la sua partner, ma solo se mentre fa l’amore pensa ai video porno; la sua partner dice che lo sente più distaccato
  • L’uomo preferisce vedere film porno piuttosto che fare l’amore
  • L’uomo nasconde alla partner una parte del suo comportamento (la visione di video porno)

 

Se anche tu ti trovi in una di queste situazioni, la prima cosa da fare è disintossicarti smettendo di vedere il porno. Tornare a un livello normale di eccitabilità può richiedere alcuni mesi.

 

Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

 

Chiedimi una consulenza a distanza o in studio su come migliorare la tua intimità di coppia da questa pagina. Per ulteriori informazioni puoi scrivermi utilizzando il modulo qui sotto.

 

Sei interessata/o a questo tema? Per essere informata/o quando saranno pubblicati nuovi articoli iscriviti alla mia mailing list. [caldera_form_modal id=”CF5a525fe8c8856″ type=”button”]Iscriviti gratis [/caldera_form_modal]

 

 

 

 

Note

Evidenze sulle cause biologiche dell’omosessualità maschile

 

coppia omo

 

Gli uomini gay hanno in media un numero maggiore di fratelli più grandi rispetto agli uomini eterosessuali. Questa correlazione, chiamata l’effetto dell’ordine di nascita (in inglese fraternal birth order effect) è conosciuta fin dal 1958, ed è stata studiata in dettaglio dai ricercatori Blanchard and Bogaert.

 

Ogni fratello maggiore aumenterebbe le probabilità di omosessualità dei fratelli più giovani. La probabilità ordinaria di diventare omosessuale di un bambino senza fratelli è pari al 2%. La presenza di 1 fratello maggiore la aumenta a 2,6%, di due fratelli maggiori a 3,5%, di tre fratelli maggiori a 4,6% e così via. L’orientamento omosessuale di una persona di sesso maschile su sette sarebbe dovuta a questo fenomeno. La relazione vale solo fra fratelli maschi, mentre il numero di sorelle femmine sarebbe ininfluente. Un’altra correlazione è quella fra peso alla nascita e orientamento sessuale: gli uomini omosessuali con fratelli maggiori hanno un peso minore rispetto a uomini eterosessuali con fratelli maggiori.

 

Secondo uno studio pubblicato di recente da Blanchard, Bogaert e altri, la relazione fra orientamento sessuale e numero di fratelli sarebbe dovuta a una serie di eventi che accadono durante lo sviluppo del feto. Durante la gravidanza del primo figlio maschio la proteina NLGN4Y, connessa con il cromosoma Y, entra nel flusso sanguigno della madre. Il sistema immunitario della madre rileva la NLGN4Y come sostanza estranea e risponde creando anticorpi. Questi anticorpi rimangono poi nel sistema immunitario della madre ed in alcuni casi possono modificare il cervello del successivo figlio maschio cambiando il suo orientamento sessuale. Maggiore il numero dei fratelli maschi, maggiore il numero degli anticorpi e maggiori le probabilità.

 

Le ricerche citate in questo articolo hanno una buona base scientifica, tuttavia provocano perplessità in quanti sostengono che l’orientamento sessuale sia dovuto soprattutto o esclusivamente a fattori culturali e esperienze di vita.

 

Il numero dei fratelli non esaurisce inoltre le possibili cause biologiche dell’omosessualità.

 

PER APPROFONDIMENTI

 

Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

 

Sei interessata/o a questo tema? Per essere informata/o quando saranno pubblicati nuovi articoli iscriviti alla mia mailing list. [caldera_form_modal id=”CF5a525fe8c8856″ type=”button”]Iscriviti gratis [/caldera_form_modal]

 

 

 

La prima volta con me? A causa dell’ansia lui fa sempre cilecca

ansia da prestazione

L’ansia da prestazione danneggia l’erezione maschile. Ce lo conferma una vecchia intervista di Manuela Arcuri riportata su Il Corriere della Sera.

 

L’intervistatore le chiede dei suoi rapporti con gli uomini. L’Arcuri risponde: Lasciamo stare. All’inizio gli uomini che incontro si fanno impressionare dal personaggio Arcuri, non dalla persona Manuela. Mi vedono come quella dei calendari, supersexy e inavvicinabile… E va a finir male. In che senso? Indovini. Fanno cilecca? La prima volta che vado a letto con un uomo succede quasi sempre che non si fa niente. Si preoccupano, si agitano, credono di dover fare i fenomeni. Pensano “Oddio, lo sto facendo con l’Arcuri”, e non si conclude. Ormai lo so, sono rassegnata. Per fortuna, la Arcuri dice anche: Concedo sempre una seconda chance.

 

L’ansia da prestazione porta l’organismo a rilasciare sostanze che danneggiano l’erezione. Ma non solo, per lo stesso motivo l’ansia è anche responsabile di molti casi di eiaculazione precoce.

 

In generale, l’ansia da prestazione è alla base di quasi tutti i disturbi maschili nella sfera sessuale non dovuti a problemi di natura fisica.

 

In molti uomini un occasionale difficoltà nell’erezione o nel controllo dell’eiaculazione crea preoccupazione che a sua volta favorisce il ripresentarsi del problema la volta successiva, cosa che aumenta ulteriormente l’ansia da prestazione e così via in un circolo vizioso da cui può essere difficile uscire.

 

Le soluzioni? Quelle preventive sono facili. Per evitare che si instauri il circolo vizioso dell’ansia da prestazione devi ridurre le avventure con donne che non senti alla tua portata, instaurare una buona comunicazione con le donne con cui ti capita di avere avventure, abituarti a vivere il sesso lentamente.

 

Una volta che il circolo vizioso dell’ansia da prestazione si è creato è un po’ più complicato: devi trovare una partner stabile e accogliente con cui puoi ristabilire la tua tranquillità nell’intimità, imparare esercizi di rilassamento, adottare strategie cognitive che riducano il pensiero ricorrente all’insuccesso (queste due strategie sono adottate anche dagli sportivi professionisti), rivolgerti a un sessuologo.

 

Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

 

Sei interessato a questo tema? Per essere informato quando saranno pubblicati nuovi articoli iscriviti alla mia mailing list. [caldera_form_modal id=”CF5a52561d2f7fb” type=”button”]Iscriviti gratis [/caldera_form_modal]

 

 

 

 

Questo sito contiene numerosi articoli su ansia da prestazione e disturbi sessuali maschili, che puoi leggere per ulteriori informazioni. Ad esempio:

 

 

Leggi l’articolo su Il Corriere della Sera.

Una nuova epoca si apre ma spero non si perdano carezze e corteggiamento

coppia corteggia

 

Che il potere parecchi uomini l’abbiano tradizionalmente usato per accedere alla merce-donna è risaputo. Che le donne si siano ritrovate, inconsapevoli, a giocare il ruolo della merce, talvolta di lusso, talvolta modesta, quotidiana, di ripiego o di sicurezza(del corpo), è altrettanto noto. 

 

Che le donne, sull’onda delle denunce di alcune ( per lo più merce di lusso), poi di altre, adesso di molte, abbiano deciso di non dare più per scontato il balzello da pagare ai potenti, quasi una tassa sull’avvenenza, è un dato positivo sul quale sono stati versati fiumi di parole. 

 

Così Lidia Ravera in un articolo apparso su La Stampa. D’altra parte Lidia dice di aver paura che vada perso il corteggiamento e che le relazioni fra uomini e donne si irrigidiscano:

 

Ho paura che vadano perse le carezze, certe frasi ben tornite e gentili, ho paura che si estingua la sana pratica del corteggiamento. Ho paura di relazioni irrigidite, di sospetti e censure, di fraintesi, di maniere buoniste. (…) La seduzione è uno dei grandi motori dell’agire umano (l’altro è l’ambizione), e certamente è il motore principale della relazione fra i generi. Noi siamo a questo mondo per sedurre, per condurre a noi stessi l’altro o l’altra. Per avvicinarlo/a, arricchirci del suo patrimonio di idee, parole, esperienze, sentimenti. La seduzione è lenta e rischiosa. Prevede il no del corteggiato/a, mira a conquistare e non a cooptare, insegue la fusionalità e non la potenza, si esercita esclusivamente fra pari. Anzi: parte proprio, la seduzione, dal riconoscimento della parità o forse addirittura della superiorità della persona da conquistare.

 

L’intero articolo può essere letto su La Stampa.

 

Sei interessato/a a questo tema? Per essere informato/a quando saranno pubblicati nuovi articoli iscriviti alla mia mailing list. [caldera_form_modal id=”CF5a52561d2f7fb” type=”button”]Iscriviti gratis [/caldera_form_modal]