Piaceri di coppia: abbracciare il partner a cucchiaio prima di addormentarsi

I cucchiai si adattano perfettamente l’uno all’altro. Questa posizione, ideale per farsi le coccole, aumenta considerevolmente l’intimità, permettendo a te e al tuo partner di rannicchiarvi come cucchiai in un cassetto. Se vuoi sentirti più vicino al tuo partner, questo è un ottimo metodo. Ci sono diverse varianti di abbracci a cucchiaio, questo articolo ti spiega quali sono. La foto sopra indica la posizione classica, ma sono possibili anche alcune varianti indicate qui di seguito. Quella qui sotto combina la posizione a cucchiaio di lui con quella fetale di lei.

 

E’ bello anche alternare i ruoli.

 

Questa, infine, non è una posizione a cucchiaio ma è lo stesso molto piacevole per addormentarsi assieme.

 

Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright. La fonte e le immagini di questo articolo sono riprese dal sito WikiHow: Come Abbracciare Qualcuno a Cucchiaio: 10 Passaggi

 

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Il potere segreto di un abbraccio e perché dobbiamo farlo più spesso

Ecco come un gesto semplice, ma non scontato, può cambiare il benessere nostro e quello degli altri: abbracciate la gente in maniera calorosa e qualcosa cambierà

L’altra notte ho riflettuto sull’atto di abbracciare le persone e di abbracciarsi, non troppo praticato, ma di sicuro significato psicologico per noi esseri umani. Tale riflessione ha portato, come mi capita spesso in questo periodo, alla composizione di un breve aforisma, che ho subito messo su Twitter: «Abbracciate la gente, e non in modo rituale, più spesso che potete. Con discrezione, ma senza far economia». Il tweet ha avuto un certo successo e ora sono qui a parlarne, a parlare di che cosa c’è dietro. E dentro.

Salute e benessere

La salute fisica delle persone dipende dall’integrità del loro corpo e delle funzioni fisiologiche che lo tengono in vita. Oggi però, che la salute è garantita a moltissimi, come certamente non era anche solo due secoli fa, la sola salute non ci basta più. Aspiriamo tutti alla salute e al benessere. Per benessere — spesso si dice anche psicofisico — si intende una condizione globale di serenità e di tranquillità, se non di felice esaltazione, alla quale in fondo tutti miriamo. Può esserci salute senza benessere, ma è più difficile che ci sia benessere senza una relativa salute. Che cosa si oppone al nostro benessere? Possono essere fatti reali, come contrattempi o veri e propri dispiaceri o delusioni, ma può essere anche niente di preciso: una sensazione di disagio e di sconforto, non facile da ricondurre a qualcosa di reale o anche solo da esplicitare. Se dura qualche istante in maniera intermittente, nessun problema; se dura di più o invade la nostra vita, allora può arrivare a costituire il problema dei problemi, la montagna da scalare o la selva da cui fuggire. Che si fa in questi casi? Se si può, se ne parla, con se stessi o con altri, cercando di dare un corpo all’impalpabile e di confrontarsi con qualcosa di circoscritto. Se ciò riesce è una gran cosa, ma non sempre è così, purtroppo. Si può allora ricorrere a qualche pillola o al colloquio con un esperto, facente più o meno esplicitamente la funzione di uno psicoterapeuta.

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