La monogamia seriale non fa bene alle donne

Tre donne diverse: sui 50 anni, separate o divorziate, che vivono sole con figli adolescenti. Tutte e tre coinvolte in rapporti che reputano insoddisfacenti:

  • Marta non è contenta di Gianni perché anche se si divertono molto quando sono assieme (vanno al mare, a ballare, a mangiare fuori) e l’intesa sessuale è ottima, lui le dice che non è totalmente innamorato di lei e ogni tanto ha qualche avventura con altre (le ha sempre avute, anzi, proprio per salvaguardare questa libertà non si è mai sposato)
  • Laura non è contenta di Luigi perché, anche se il rapporto con Luigi è assai migliore di quello che aveva col marito, Luigi continua a sentire la moglie da cui è comunque separato da tempo e ad aiutarla nelle cose materiali, ad esempio le fa piccole riparazioni in casa
  • Cristina è divorziata da tempo, Mario separato da 10 anni. Cristina e Mario si trovano molto bene e hanno un figlio assieme. Negli anni Cristina ha lasciato più volte Mario perché lui continuava a sentire e occasionalmente a vedersi con la moglie, da cui comunque si era separato. La situazione è migliorata solo perché la moglie a un certo punto ha deciso di smettere di vedere Mario.

Per molte donne il rapporto ideale in tutte le fasi della vita sembra essere quello monogamico esclusivo: una coppia chiusa basata su un forte legame affettivo reciproco. Questo è comprensibile quando si ha 20 anni e l’obiettivo è uscire dalla famiglia di origine, ‘mettere su casa’ e fare dei figli. Un rapporto reciproco esclusivo con una persona su cui si ha una fiducia totale dà maggiore tranquillità se si vogliono fare dei figli e assumersi l’onere di mandare avanti un appartamento.

Ma quando si è adulte e come single si è trovato un autonomo equilibrio sia da un punto di vista economico che nella gestione dei figli, rapporto esclusivo e fiducia totale non sono più così indispensabili, soprattutto se l’alternativa (vedi dopo) è rimanere sole.

Molte donne tuttavia, anche in questa fase della loro vita continuano a desiderare rapporti monogamici, anche perché fin da piccole sono abituate a creare legami esclusivi con le persone significative, ad esempio con le amiche.

Molti uomini separati, al contrario, apprezzano la ritrovata libertà affettiva e di vita, e sono poco disponibili, sia razionalmente che emotivamente, a chiudersi di nuovo in un rapporto esclusivo. E’ noto che molti uomini sono incapaci o vivono male legami molto stretti, e che amano la varietà sessuale.

E così uomini e donne anche in questa fase della vita continuano a non trovarsi: molte donne adulte separate o divorziate vivono male i rapporti occasionali o di amicizia erotica che non evolvono in una coppia esclusiva, e quando la delusione è troppo forte scelgono di tornare sole. In alcuni casi gli uomini le seguono nel loro desiderio di coppia chiusa, ma poi si sentono soffocati e il rapporto non dura.

La vita affettiva di molte donne risulta così una successione di rapporti monogamici intervallati da periodi, a volte anche lunghi, di solitudine. Col passare del tempo l’intraprendenza delle donne, a causa delle delusioni, diminuisce, e i periodi di solitudine diventano sempre più lunghi.

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Piaceri di coppia: il coito inesigente

coppia felice

 

Questo esercizio fa bene alle coppie perché sviluppa una buona intimità. L’esercizio è semplice, ma i suoi benefici possono essere elevati. Si tratta semplicemente di inserire il pene in vagina e rimanere in questa posizione per una mezz’ora senza fare niente (utile mettere una sveglia), prestando attenzione alle sensazioni che arrivano dal proprio corpo. Può essere utile di tanto in tanto, se si sente che il pene esce, dare qualche spinta per riposizionarlo all’interno.

 

Questo esercizio richiede una posizione comoda per entrambi e che permetta una buona apertura della vagina, ad esempio la posizione della forbice.

posizione della forbice

 

Il modo migliore per entrare è se, grazie a un po’ di baci e carezze preliminari, l’uomo ha già una erezione e la donna è già un po’ lubrificata. E’ possibile però anche inserire il pene non eretto, in questo secondo caso è utile usare una crema lubrificante. Nel secondo caso la donna prenderà il pene con due dita come nell’immagine qui sotto e lo inserirà delicatamente nella vagina rilassata.

Presa genitale

 

Una volta in posizione, i partner dedicheranno la propria attenzione alle sensazioni che arrivano dai genitali e dal resto del corpo, alla respirazione e ai propri pensieri.

 

Da un certo punto di vista l’esercizio è un’esperienza di meditazione. Se ci si addormenta, nessun problema, anzi, questo esercizio può essere fatto la sera a letto prima di andare a dormire. Se sono svegli, al termine dell’esercizio i partner si racconteranno le proprie sensazioni, altrimenti ne parleranno la mattina dopo.

 

Il coito inesigente ha un effetto positivo perché la penetrazione è in genere legata all’idea di dover ‘fare qualcosa’ (una prestazione sessuale), e questo crea ansia a molte persone. Il coito inesigente, in cui si sperimenta l’unione genitale senza fare nulla riduce l’ansia di prestazione, è perciò molto utile anche a tutti/e coloro che soffrono di disturbo dell’erezione, eiaculazione precoce,  vaginismo lieve.

 

Consigliato a tutte le coppie. Da provare almeno una volta.

 

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Uomini e donne fatti per non capirsi

differenze di coppia

Per quel che riguarda sessualità e relazioni, alcuni studiosi sostengono che ci sono molte differenze fra uomini e donne, altri invece che le differenze sono minime. Chi ha ragione?

 

Possiamo rendercene conto esaminando le differenze fra la letteratura erotica preferita dalla gran parte degli uomini e quella preferita dalla gran parte delle donne.

 

La letteratura erotica preferita dagli uomini è in genere visiva, anatomica, impulsiva, abbondantemente promiscua e priva di contesto e personaggi.

 

La letteratura erotica preferita dalle donne è spesso verbale, psicologica, riflessiva, serialmente monogama e ricca di contesto e personaggi.

 

In sintesi, gli uomini fantasticano di accoppiarsi con dei corpi; le donne di fare l’amore con delle persone.

 

Malintesi e infelicità che possono derivare da questa diversa impostazione sono facilmente immaginabili. Ad esempio per molti uomini un rapporto sbrigativo con una sconosciuta può essere piacevole (e vissuto con pochi o nessun senso di colpa se sono in una relazione stabile), mentre per molte donne può essere ripugnante.

 

Gli studiosi Donald Symons e Catherine Salmon, nel loro libro Love warriors, scrivono che ‘I contrasti fra romanzi rosa e video pornografici sono così numerosi e profondi che possono indurre a meravigliarsi che uomini e donne si mettano insieme, e a maggior ragione restino insieme e crescano con successo dei bambini’.

 

A questa differenza di atteggiamenti va aggiunta anche una differenza anatomica: la penetrazione vaginale, il modo preferito da molti uomini per arrivare all’orgasmo, non assicura l’orgasmo alla maggioranza delle donne. E così malintesi e infelicità sono ancora più probabili.

 

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Dai 50 anni in poi per i disturbi dell’erezione servono (anche) donne che prendono l’iniziativa

 

disturbo dell'erezione

 

L’erezione maschile dipende, in estrema sintesi, da due tipi di fattori:

 

  • il desiderio, che cresce se l’uomo apprezza l’aspetto fisico della donna, se la trova invitante, se il luogo dove potrebbe svolgersi il rapporto sessuale è adeguato, etc.

 

  • le condizioni fisiche, che sono influenzate da condizioni di breve periodo, reversibili, quali stanchezza o tasso alcolico, e condizioni di lungo periodo, ad esempio livello di testosterone e stato di salute (disturbi cardiaci, ipertensione, diabete sono le malattie più comuni che danneggiano l’erezione).

 

Desiderio e condizioni fisiche si influenzano a vicenda. Possiamo ad esempio immaginare di attribuire un livello da 1 (minimo) a 10 (massimo) a ciascuno dei due fattori desiderio e condizioni fisiche, e prevedere che si ha un’eccitazione sufficiente per un rapporto coitale quando il totale dei due fattori (desiderio più condizioni fisiche) sia almeno pari a 13.

 

Così un uomo le cui condizioni fisiche siano pari a 10 avrà un’erezione anche solo con desiderio leggero o medio, che porti la sua eccitazione almeno a 3. È il caso di molti giovani uomini, che ottengono buone erezioni semplicemente con fantasie sessuali, con baci e carezze superficiali, alla semplice vista della donna svestita o con partner femminili poco attive.

 

Al contrario, uomini le cui condizioni fisiche non sono ottimali (ammettiamo siano a 4) avranno una buona erezione solo quando il desiderio è molto elevato (9 o 10).

 

Col procedere dell’età entrambi i fattori che determinano una buona erezione sono ridimensionati: l’invecchiamento porta un peggioramento delle condizioni fisiche, e inoltre riduce l’attrattività fisica delle partner stabili (che spesso hanno la stessa età) e la possibilità di trovare nuove partner fisicamente attraenti.

 

Possibili rimedi sono l’uso di farmaci come il Viagra che potenziano gli effetti fisici del desiderio (agiscono cioè sulle condizioni fisiche) ma si tratta di un farmaco che ha delle controindicazioni, oppure un ruolo sessualmente più attivo della partner. Nelle coppie tradizionali è l’uomo che prende l’iniziativa e la donna si dà e lascia fare; dai 50 anni in poi questa divisione dei ruoli non facilita l’erezione.

 

 

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Cosa accade nelle relazioni sadomaso / BDSM?

BDSM

 

L’abolizione legale della schiavitù (anche di quella sessuale, ricordate le schiave romane e le donne nell’harem del sultano?) è stato uno dei successi dei tempi moderni. Sorprende che ci sia qualcuno che rimpianga quel tipo di esperienze o le trovi formative.

 

Il Corriere della Sera dà ampio spazio all’esperienza di Marina, una entusiasta del BDSM, acronimo che indica pratiche di natura sessuale dove una persona assume appunto volontariamente il ruolo di schiavo/a e l’altro/a di padrone. Racconta Marina che le pratiche sadomaso le hanno cambiato la vita, in particolare:

 

‘È stata una sfida con se stessa’, poi ‘ha sperimentato un senso di orgoglio che aumentava la sua autostima, nel superare i suoi limiti’, poi ‘ha raggiunto un nuovo livello di consapevolezza’ e online ha scoperto ‘ persone meravigliose’ con cui ha sviluppato ‘un’intimità profonda basata su fiducia e complicità’, e pensa a loro ‘come alla sua famiglia’ . Riassumendo la sua esperienza, Marina racconta che le esperienze sadomaso le hanno fatto ‘scoprire una nuova gamma di sensazioni’.

 

La giornalista la asseconda, scrivendo, riferendosi ai rapporti sadomaso, ‘Perché no?’ e sottolineando ‘l’importanza della nostra capacità di aprirci agli altri [in questo caso agli aguzzini] e di metterci in discussione’ [cioè di accettare di essere abusati e torturati].

 

Per chi non conosce il mondo BDSM, provo a elencare cose che possono accadere alla persona che accetta il ruolo di vittima:

  • limitazione della libertà di movimento. Durante gli incontri la persona può essere legata e imbavagliata
  • controllo e limitazioni della libertà di comunicare con gli altri
  • violenza psicologica. La persona può essere derisa o offesa
  • violenza fisica. La persona viene picchiata o torturata (è il caso anche di Marina, che parla di ‘segni durevoli e marcati sulla pelle provocati da frusta, corde, canna di bambù’).
  • rapporti e pratiche sessuali non desiderate, incluso con sconosciuti
  • ingestione o comunque contatto con urina e feci.

 

In concreto, nel BDSM chi accetta il ruolo di vittima è alla mercé delle fantasie perverse del suo dominus. La vittima può rifiutare le esperienze a cui il padrone vuole sottoporla, ma il padrone è in genere esperto nella manipolazione psicologica così da portare la vittima ad accettare più esperienze possibili. Marina racconta che il suo dominus ‘dimostrando grande esperienza ed intelligenza, è andato per gradi.’

 

Per Marina l’esperienza dell’abuso e della tortura è stata positiva. Ma questo non rende abuso e tortura meno esecrabili. La promozione di relazioni basate sulla violenza è inoltre assai pericolosa in una società, come la nostra, caratterizzata da violenza coniugale e femminicidi.

 

Una caratteristica umana è che qualcuno riesce a trovare aspetti positivi, piacevoli o addirittura illuminanti anche nelle esperienze più nocive o degradanti. Mi riferisco a esperienze di guerra, di malattie gravissime, di perdite di persone care, di campi di sterminio, di abusi psicologici o fisici.

 

Viviamo in un’epoca in cui, secondo alcuni, tutte le esperienze sono ugualmente positive e dovremmo provare più esperienze possibili (la stessa Marina ha iniziato perché era ‘estremamente incuriosita’), e molti siti e giornali, come in questo caso Il Corriere della Sera, pur di riempire una pagina, vendere qualche copia o di avere qualche click in più sostengono questo punto di vista e promuovono le pratiche e  i contenuti più diversi, inclusi alcuni, come in questo caso, aberranti.

 

Il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali 5’ edizione, pubblicato nel 2013 dalla Associazione Americana degli Psichiatri, descrive:

 

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Note

 

Le 13 bugie del porno che danneggiano la sessualità maschile e i rapporti di coppia

dipendenza da porno

 

Su internet ci sono migliaia di video con contenuti pornografici, in buona parte gratuiti e accessibili a tutti, realizzati per vendere altri video porno a pagamento, pubblicità, chat erotiche o servizi di escort.

 

La gran parte dei video è recitata da attori professionisti, la trama e le scene sono costruite ad arte in modo da risultare molto eccitanti. Realizzare un video di una decina di minuti può richiedere alcune ore di riprese, che poi vengono tagliate e montate.

 

In un altro articolo ho spiegato perché guardare frequentemente e a lungo video porno può danneggiare l’erezione maschile. Ma la pornografia danneggia la sessualità maschile anche in altri modi.

 

Secondo molti studiosi i video porno sono diventati la maggiore fonte di educazione sessuale per adolescenti, in particolare adolescenti maschi. Il problema è che le storie e le scene mostrate nei video porno non sono realistiche, non corrispondono cioè a quello che in genere accade nelle relazioni e nei rapporti sessuali reali. I video porno danno una rappresentazione esagerata dei rapporti sessuali al pari delle scene di inseguimento in  auto nei film: attirano la nostra attenzione e possono tenerci incollati allo schermo, ma guidare la macchina nella vita reale è un’altra cosa.

 

Vediamo quali sono le principali differenze sostanziali fra la vita vera e i  video porno professionali. Nei video porno professionali:

  1. Le persone filmate non si preoccupano mai di gravidanza e prevenzione malattie a trasmissione sessuale. Raramente indossano dei preservativi. La realtà: nella gran parte dei rapporti sessuali i partner si preoccupano della contraccezione, e spesso anche della prevenzione di malattie a trasmissione sessuale.
  2. Le donne sono sempre disponibili fare sesso, anche con sconosciuti. I filmati non mostrano mai o mostrano raramente, prima di arrivare al rapporto sessuale, corteggiamento, buona comunicazione, divertimento e interessi condivisi fra i partner. La realtà: molte donne prima di fare sesso richiedono un coinvolgimento emotivo.
  3. Le donne (e spesso gli uomini) sono in genere di bell’aspetto. La realtà: i rapporti sessuali avvengono fra persone di tutte le apparenze fisiche.
  4. Molti video mostrano rapporti con/ fra più partner. La realtà: la gran parte dei rapporti sessuali avviene fra due sole persone.
  5. I preliminari (baci, carezze in tutto il corpo, comunicazione verbale) sono ridotti al minimo o inesistenti. La sessualità è tutta concentrata sul piacere genitale. La realtà: senza una buona e prolungata stimolazione di tutto il corpo i genitali possono funzionare male, e la penetrazione vaginale risultare sgradevole o impossibile (per scarsa lubrificazione, erezione insufficiente, eiaculazione precoce). Inoltre la scarsa comunicazione fra i partner dovuta a preliminari brevi o inesistenti può rendere il rapporto sessuale insoddisfacente anche da un punto di vista psicologico.
  6. Gli uomini hanno sempre erezioni istantanee e che si mantengono rigide durante tutto il rapporto sessuale. La realtà: molti uomini, soprattutto col passare dell’età, per ottenere l’erezione necessitano di una situazione rilassata e di una stimolazione gentile, diffusa e prolungata; l’erezione durante il rapporto si può perdere.
  7. I peni maschili hanno grandi dimensioni. La realtà: i peni maschili sono di tutte le dimensioni, le dimensioni dei video porno sono poco comuni. Inoltre peni di grosse dimensioni possono causare penetrazioni dolorose.
  8. Gli uomini riescono sempre ad avere lunghe penetrazioni vaginali. La realtà: la durata media delle penetrazioni vaginali è di 5 minuti. Almeno il 30% degli uomini ha una durata più breve. Lo sviluppo di un buon controllo eiaculatorio richiede rapporti rilassati, una stimolazione gentile e su tutto il corpo, penetrazioni lente e non profonde, cioè proprio l’opposto delle spinte profonde e frenetiche che vediamo in molti video.
  9. Le donne non hanno mai problemi di lubrificazione. L’uso di creme lubrificanti viene mostrato di rado. La realtà: la penetrazione vaginale richiede una buona lubrificazione, ottenibile solo con preliminari di durata sufficiente (almeno 10-15 minuti) e/o creme lubrificanti.
  10. I rapporti sessuali includono spesso sesso orale e in alcuni casi sesso anale. La realtà: non a tutte le coppie piace fare sesso orale o anale.
  11. I rapporti anali avvengono senza lubrificazione e il pene viene inserito rapidamente. Nei video in alcuni casi l’uomo passa dal rapporto anale al rapporto orale. La realtà: alcune coppie stimolato l’ano solo gentilmente con le dita, senza introdurre il pene. La penetrazione anale richiede l’utilizzo di creme lubrificanti, l’uso di dilatatori (butt plug) e un inserimento molto lento del pene, altrimenti si rischiano danni fisici. Per alcune donne anche con una adeguata lubrificazione e un inserimento lento la penetrazione anale risulta dolorosa. Passare dalla penetrazione anale al rapporto orale favorisce la trasmissione di malattie.
  12. Gli uomini eiaculano spesso in faccia o in bocca alle donne. La realtà: pochissime donne amano farsi eiaculare in faccia e per l’uomo l’eiaculazione in vagina è più piacevole. E ugualmente a poche donne piace farsi eiaculare in bocca.
  13. Gli uomini non si preoccupano del piacere femminile, la stimolazione della zona del clitoride è rara; molte donne non raggiungono l’orgasmo e non si lamentano. La realtà: molte donne pretendono di rapporti sessuali soddisfacenti, molti uomini si preoccupano del loro piacere e una parte del rapporto sessuale è in genere dedicata alla stimolazione diretta del clitoride.

 

In sintesi, in che modo il porno danneggia la sessualità maschile e i rapporti di coppia? Il porno:

  • porta a sottovalutare l’importanza della stimolazione di tutto il corpo enfatizzando invece la stimolazione dei genitali. Questa impostazione riduce i preliminari e favorisce disturbi di erezione, eiaculazione precoce, rapporti sessuali insoddisfacenti per entrambi i partner
  • mostra prestazioni genitali (erezione, lubrificazione) che non rispondono a quelle reali, favorendo così ansia da prestazione e rapporti sessuali sgradevoli
  • favorisce scarsa attenzione al piacere femminile, aumentando così la possibilità di conflitti fra i partner o di rapporti sessuali insoddisfacenti per la donna
  • favorisce gravidanze indesiderate e la diffusione di malattie a trasmissione sessuale.

 

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Sposati meglio che single, anzi, no

 

uomo single

Il luogo comune secondo il quale chi è scapolo se la passa peggio di chi invece ha pronunciato il fatidico ‘sì’ potrebbe essere sfatato. Adesso la situazione sembra quasi essersi rovesciata e a dirlo sono diversi studi condotti nell’ultimo anno.

 

Così La Repubblica in un articolo che cita studi secondo cui non necessariamente matrimonio corrispondono sempore a una salute migliore. Ad esempio: ‘in uno di questi studi i ricercatori hanno preso in esame per 3 anni più di 79mila donne statunitensi di età compresa tra 50 e 79 anni, chiedendo loro quale fosse la relativa situazione sentimentale (se erano sposate, separate, divorziate o single) e hanno misurato alcuni parametri fisici, come l’indice di massa corporea e la pressione arteriosa, e richiesto informazioni sui loro stili di vita (dieta, esercizio fisico, alcol, fumo). Le donne che erano rimaste single invece di sposarsi o che avevano divorziato invece di restare sposate mostravano i risultati migliori.’

 

E ugualemente un altro studio condotto in Germania ha dimostrato che l’avvio di una relazione migliora l’autostima e la rottura di una relazione la diminuisce, ma solo per il primo anno, anche se la persona rimane single. Il matrimonio invece non influenza l’autostima.

 

Negli Stati Uniti nel 2017 la percentuale di single ha raggiunto livello record: più del 45% degli adulti maggiorenni  è divorziata, vedova o è sempre stata single.

 

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Piaceri di coppia: programmare momenti di intimità settimanali

coppia in intimità

Poiché siamo una coppia, ed abitiamo assieme, diamo per scontato che il rapporto proseguirà (ed eventualmente migliorerà) senza problemi. Così smettiamo di preoccuparcene e l’intimità di coppia ne soffre.

 

Purtroppo la vita adulta comporta tanti impegni: lavorare, pulire la casa, lavare e stirare, fare la spesa, l’educazione e i compiti dei figli, vedere i parenti, seguire  interessi e hobby individuali, uscire con gli amici, andare dal medico, fare la fila alla posta o dal commercialista, etc. I nostri impegni finiscono facilmente per riempire tutto il tempo disponibile. Molte coppie si trovano finalmente da sole e liberi da impegni solo la sera quando vanno a dormire, ma a quel punto è tardi e spesso marito e moglie sono troppo stanchi per vivere momenti significativi di intimità di coppia.

 

I rapporti di coppia durano e sono soddisfacenti se c’è intimità, cioè connessione fisica ed emotiva fra i partner. Se non c’è intimità di coppia, i partner rischiano di scoprirsi estranei. Eppure all’intimità di coppia spesso viene lasciato uno spazio residuale. Molte coppie immaginano che i bei momenti assieme semplicemente ‘accadano’, ma in giornate piene di impegni le cose accadono solo se si è riservato per loro un momento preciso, libero da altre cose distraenti, dove i bei momenti di coppia possano accadere. Siamo abituati a programmare tutte le cose importanti (e anche quelle poco importanti: andare in palestra, andare dalla parrucchiera o dal barbiere), perché per l’intimità di coppia dovrebbe essere diverso?

 

Il mio suggerimento è di programmare col partner, tutte le settimane, 1 o 2 momenti da dedicare all’intimità di coppia. Devono essere momenti della durata di almeno mezz’ora che vi permettano di stare da soli e vicini, in intimità di coppia fisica o emotiva, senza distrazioni.

 

Può trattarsi ad esempio di programmare momenti della giornata dove, a seconda delle vostre preferenze, potete fare l’amore, stare abbracciati e baciarvi svestiti, massaggiarvi, carezzarvi, masturbarvi, fare un bagno assieme lavandovi a vicenda, andare alle terme (intimità fisica). Oppure momenti di intimità emotiva, come ad esempio fare qualcosa assieme in silenzio, parlare delle vostre emozioni dei giorni precedenti, parlare di un tema o di un cambiamento significativo che vorreste realizzare.

 

Se programmate di fare l’amore e poi quando finalmente arriva il momento vi rendete conto che non ne avete voglia potete semplicemente passare a un’altra attività di tipo fisico meno impegnativa (carezzarsi o massaggiarsi). E ugualmente potete fare l’amore se mentre fate altre attività di tipo fisico vi viene voglia. Qualcuno potrà obiettare all’idea di programmare rapporti sessuali, ma i rapporti sessuali sono programmati anche quando due partner che abitano in luoghi diversi  semplicemente ‘stanno assieme’ e programmano le loro uscite serali o festive. In ogni caso, se l’idea non vi piace, potete programmare anche attività di intimità di altro tipo. Per altre persone invece pensare in anticipo a momenti di intimità fisica può essere molto eccitante.

 

Potete iniziare la programmazione dei momenti di intimità di coppia semplicemente raccontandovi cosa vi piacerebbe fare assieme la settimana successiva, e, fra tutte le cose emerse, scegliere quelle che piacciono di più a entrambi. Poi, per proseguire, il secondo incontro della settimana è il momento migliore per programmare le attività della settimana successiva.

 

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Vedi gli altri articoli dedicati all’intimità di coppia:

 

 

Questo articolo parla di intimità, intimità di coppia, intimità fisica, intimità emotiva, migliroamento dell’intimità di coppia, consulenza a distanza, consulenza online, psicologia, sessuologia.

Piaceri di coppia: carezzare il partner prima di addormentarsi

L’intimità è la sensazione di sentirsi vicini a qualcuno, a livello mentale, emotivo e fisico. Una buona intimità di coppia dipende (anche) da piccole cose. Lo sviluppo e il mantenimento dell’intimità possono essere ‘aiutati’ con esercizi semplici ma efficaci come questo.

 

Lo scopo di questo esercizio è aiutare il tuo partner a prendere sonno attraverso delle carezze leggere e rilassanti, e migliorare in questo modo il vostro senso di intimità.

 

Stasera, quando vai a dormire con il tuo partner, mettetevi vicini: passa la tua mano dietro le sue spalle, e poi fallo ruotare di fianco e appoggiare il suo petto contro il tuo. Rispetto alla foto in alto, nella posizione che ti consiglio la testa del partner appoggiato (nella foto la testa della donna) deve essere appoggiata sul cuscino e non sulla spalla dell’uomo.

 

Mentre state così abbracciati e parlate del più e del meno (di solito la sera quando si va a dormire si raccontano o si commentano pensieri o episodi della giornata), concentrati sul calore e la pesantezza del suo corpo.

 

Quando avete smesso di parlare, e siete pronti per dormire, chiedi al tuo partner se puoi carezzarlo un po’ per farlo rilassare e addormentare. Questa richiesta è importante perché altrimenti, se non avete mai usato prima questo rituale, il tuo partner penserà che hai voglia di fare l’amore.

 

Se il tuo partner ha detto che è d’accordo, metti la mano sotto il pigiama, all’altezza della spalla, e comincia a carezzarlo un po’.  Se hai  la mano fredda all’inizio tienila ferma in modo che possa scaldarsi. Poi lentamente carezzagli la spalla e la parte alta del braccio rivolti verso di te, il petto (se è una donna, evita i seni), e la parte alta della pancia.  

 

Concentrati sul calore e la consistenza della sua pelle, sul suo respiro, e sulla tua stanchezza e voglia di dormire di fine giornata, in modo da rilassarti anche tu. Prova a sintonizzare il tuo respiro col suo.

 

Rallenta naturalmente la respirazione e i movimenti finché non cominci a dormire.

 

Se il tuo partner è ‘allergico’ al contatto fisico, oppure pensi che si ecciterà se lo carezzi sulla pelle o, infine, se la tua mano è molto fredda, puoi fare l’esercizio tenendo la mano sopra il pigiama.

 

Domani sera, ripetete l’esercizio invertendo i ruoli.

 

Vi consiglio di seguire questa routine tutte le sere, a tempo indefinito.

 

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Questo articolo è collegato a vari termini quali ad esempio intimità, intimità di coppia, esercizi per sviluppare l’intimità, definizione di intimità, erotismo di coppia, comunicazione di coppia, relazioni di coppia, sesso lento, slow sex.

 

 

 

“La differenza di età nella nostra coppia è diventata una voragine”

coppia differenza di età

In una intervista pubblicata su Vanity Fair, Federica Vincenti, la moglie trentaquattrenne del settantunenne Michele Placido,  spiega di aver lasciato il marito perché:

 

la vecchiaia si è piano piano allargata fino a diventare una voragine.  Cambia il corpo, cambiano i muscoli, le forze. Cambia la testa, la vecchiaia può togliere i pensieri e il ricordo a un uomo che ha fatto la cultura nel mondo al pari di mostri d’intelletto come Monicelli, Albertazzi. Cambiano i desideri. Le voglie non sono più comuni”.

 

A Vanity Fair Federica ha ricordato come fosse diventato difficile “ascoltare il proprio corpo” (“avevo spesso mal di stomaco. Ero sempre contratta, nervosa, in ansia”) e di come ha riscoperto la passione per il pianoforte ma è stata in grado di “tirar fuori la propria voce a dispetto di quelle intorno, a far viaggiare insieme testa e sentire, e riuscire così ad assecondarsi”. Leggi l’articolo su Vanity Fair.

 

Il problema principale in coppie che hanno una elevata differenza di età è che i tempi biologici a un certo punto possono divergere, ad esempio nell’intervista Federica lamenta il decadimento fisico e mentale di Michele, che Michele non abbia più voglia di divertirsi e andare a ballare. Il trascorrere del tempo può avere effetti rilevanti anche sull’aspetto fisico  e le prestazioni sessuali, che sono in genere elementi fondanti del rapporto di coppia.

 

Elementi di difficoltà possono essere anche la differenza di età fra il vostro compagno o compagna e i vostri amici, cosa che rende più difficile una vita sociale comune, e l’eventuale disapprovazione di amici e parenti.

 

Un altro aspetto da considerare è che partner di età diversa possono avere obiettivi di lungo periodo diversi, ad esempio il desiderio di figli può essere molto diversi in una 30enne senza figli rispetto a un 50enne che ne ha già 2 da una reolazione precedente.

 

Infine quando c’è una elevata differenza di età i ruoli di coppia possono cristallizzarsi, in particolare il partner più anziano può assumere un ruolo paterno o materno, e quello più giovane inizialmente può lasciarsi guidare più di quanto desideri, enfatizzando atteggiamenti passivi. Questa divisione non è destinata a durare perché fatalmente, dopo un certo periodo di tempo, il partner più giovane avrà necessità di affermare la propria autonomia.

 

Va evidenziato che una elevata differenza di età può anche portare, almeno temporaneamente, conseguenze positive per entrambi i partner.

 

Due persone con elevata differenza di età hanno in genere esperienze di vita molto diverse, e spesso livello culturale e ruolo sociale elevati sono proprio una delle molle che spingono a legarsi con persone molto più grandi di noi. Il partner più giovane potrà arricchire di molto la propria cultura, la propria esperienza di vita, la propria rete di conoscenze e in alcuni casi a anche la propria vita professionale grazie ai contatti ottenuti grazie al partner più maturo. 

 

Da un punto di vista sessuale, la differenza di esperienza dovuta alla differenza di età può essere molto intrigante per il partner più giovane, che avrà modo di sperimentare tecniche sessuali più raffinate. D’altra parte il partner più anziano avrà modo di apprezzare il corpo giovane del compagno o compagna.

 

Infine, un partner considerevolmente più anziano è in genere una persona equilibrata, e giovani partner insicuri o irrequieti possono apprezzare molto un rapporto equilibrato. Dall’altro lato il partner più anziano può apprezzare gli stimoli e la vitalità portati dal partner più giovane.

 

 

Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

 

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