Perché molte donne quando fanno l’amore sono più rumorose degli uomini?

Uno studio realizzato nel 2010 (nota 1) ha chiesto a 71 donne perché gemevano di piacere durante i rapporti sessuali. Il 66% ha risposto che gemeva per accelerare l’eiaculazione dei loro partner e terminare prima il rapporto. L’87% ha risposto che gemere migliora la propria autostima.

 

Lo studio ha rivelato che le donne orgasmavano più di frequente con la manipolazione del clitoride (diretta o fatta dal partner) o quando ricevevano sesso orale, e meno frequentemente durante la penetrazione vaginale. I gemiti al contrario erano più frequenti in concomitanza dell’orgasmo maschile che in corrispondenza del proprio orgasmo. Questi dati dimostrano una dissociazione fra il raggiungimento dell’orgasmo femminile e le vocalizzazioni e mostrano che almeno uno dei motivi per queste vocalizzazioni, che sono risultate essere sotto controllo cosciente, è la manipolazione del maschio. In concreto le donne che hanno partecipato all’indagine gemevano quando erano annoiate, stanche, o a disagio, in modo da accelerare l’eiaculazione maschile e terminare prima il rapporto sessuale.

 

I risultati dello studio non sono molto incoraggianti, tuttavia l’analisi dei commenti alle pagine Web che presentavano i risultati dello studio ci danno anche altri punti di vista. Riporto alcuni commenti e mi sono sembrati significativi ripresi da alcune pagine Web e i nick dei loro autori.

 

Dalla pagina https://www.girlsaskguys.com/sexual-health/q246223-why-do-women-make-so-much-noise-during-sex

 

  1. Avengedromance: Personalmente faccio rumore (dico cose del tipo ‘più forte!’, oppure ‘si, ancora!’) perché in questo modo il mio ragazzo sa che mi sento bene e lo incoraggio. Preferiresti avere a che fare con una ragazza passiva come una pianta o preferisci sapere che ci sentiamo bene? In generale riesco ad abbassare i toni ma il rumore viene fuori comunque. Per non fare rumore devo impegnarmi parecchio, di solito mi mordo il labbro.

 

  1. Selfishstars: gemere è veramente una bella sensazione. I miei rumori sono naturali ma se necessario posso stare in silenzio. Se mi trovo in una situazione in cui posso gridare quanto mi piace, allora non mi trattengo perché molto piacevole lasciarsi andare e gemere mi aiuta a rilassarmi e a eccitarmi ulteriormente.

 

  1. Beans: la maggior parte delle volte che faccio l’amore sto così bene che non posso evitare di fare rumore. Questa è la verità e questo prova anche che gli uomini non possono sperimentare niente di simile a un orgasmo femminile. Le donne hanno orgasmi più intensi.

 

  1. Lelebear: gridare mi fa sentire così bene. Per me è molto difficile controllarmi e stare in silenzio mi rovina l’esperienza.

 

  1. Anonima: il modo più semplice in cui posso spiegarlo è con un paragone con le risate. Se ti capita qualcosa di buffo non puoi evitare di ridere. Lo stesso quando fai l’amore: se ti senti bene non puoi stare zitta.

 

Dalla pagina http://thechart.blogs.cnn.com/2012/03/08/why-women-moan-during-sex/

 

  1. Sassy: sì, mi è capitato di gemere per accelerare i tempi quando il sesso era noioso, ma in genere quando il sesso è molto piacevole non posso evitare di gemere o addirittura di gridare. E grido prima dell’orgasmo maschile perché in questo modo di solito il mio partner diventa più rude, più concentrato, più duro e tutto questo è una bella sensazione. Le donne gemono non solo per l’orgasmo, ma gemono e addirittura gridano perché sono sopraffatte dalle sensazioni, Il piacere che possiamo ottenere con la masturbazione è meno intenso e soddisfacente di quello dei rapporti sessuali anche se è più facile raggiungere l’orgasmo da sole perché non c’è pressione non ti preoccupi se sei grassa o se i tuoi seni sono troppo piccoli.

 

Dalla pagina http://www.evanmarckatz.com/blog/sex/why-are-women-louder-than-men-during-sex/

 

  1. Karmic Equation: quando ho iniziato a fare sesso ero molto discreta. Dopo 20 anni grido abbastanza. Per quel che mi riguarda più sto bene e più grido, e così il mio volume ha più a che fare con me che col mio partner. I miei amici uomini mi dicono che gli piacciono le donne che fanno rumore perché il rumore li eccita o li fa sentire attori del loro film porno. Sapendo questo non mi trattengo più e sono rumorosa, dico cose sporche, cose carine, chiedo, supplico, tutto quello che mi viene in mente per assecondare le fantasie del mio uomo; in questo modo trovo che il sesso è migliore anche per me. Io credo che le grida delle donne migliorino l’esperienza sessuale per entrambi i partner. I miei partner precedenti al mio boy-friend attuale erano silenziosi come topi. Il mio uomo attuale fa rumori maschili e esprime i propri pensieri, a volte teneri a volte no, ma sempre eccitanti. Devo dire che le sue modalità di vocalizzazioni mi eccitano tantissimo. Penso però che se lui gridasse più forte di me, per me sarebbe totalmente scoraggiante.

 

  1. Ellen: la mia esperienza è che più invecchio e più aumenta la confidenza in me stessa e più grido. Quando gli uomini sono troppo silenziosi non è piacevole, perché mi porta a chiedermi se sono presi come me. L’altra notte ho chiesto al mio boy-friend e lui mi ha detto che non fa rumori soprattutto perché è molto focalizzato su di me. Carino no?

 

  1. Darken: io presto molta attenzione a mia moglie, per vedere se è eccitata; niente mi eccita maggiormente. Io sono veramente silenzioso ma dico cose sporche perché so che a lei piace. Per essere onesto io faccio tutte le cose che piacciono a lei. Perché quando lei è eccitata anche io lo sono.

 

  1. Sunflower: a me personalmente far rumore viene naturale e non capisco come alcune donne possano essere completamente silenziose. Anch’io trovo scoraggianti gli uomini che fanno troppo rumore; non mi sembrano naturali. Può darsi perché si pensa che gli uomini debbano essere forti e noi donne dei fiori delicati?

 

  1. Zann: io sono diventata più rumorosa via via che migliorava la mia conoscenza del sesso e del mio corpo. Fare rumore è molto liberatorio per me. Io credo che le donne siano naturalmente portate a far rumore, ma la cultura per lungo tempo ci ha soffocato perché non era ammesso che alle donne piacesse fare sesso. Gli uomini hanno sempre espresso apprezzamenti e sono rimasti eccitati dai miei rumori durante i rapporti sessuali, mai nessun uomo mi ha chiesto di stare in silenzio. Gli uomini si esprimono meno di me, e quando si esprimono, tendono di più a usare parole invece che suoni. Uomini diversi preferiscono da me rumori diversi, ed è usualmente abbastanza facile capire qualoi rumori desiderano. Ho avuto un partner che era molto rumoroso, con una voce forte profonda. All’inizio mi aveva sorpreso ma poi è diventato distraente; mi sembrava completamente artificioso. Non era sexy.

 

  1. Jan: vorrei premettere che quello che dico è solamente la mia esperienza. Altre donne possono avere esperienze diverse, io posso solo commentare sulla base della mia. La mia esperienza è che durante i rapporti sessuali la mia mente si svuota completamente e seguo solamente il mio istinto. Per esempio non penso in maniera conscia ‘adesso le mie gambe stringeranno le sue e la mia vagina darà al suo pene una stretta di benvenuto’, semplicemente lo faccio senza pensarci. In concreto, il mio cervello si spegne. Non posso formulare nessun pensiero coerente a meno che non ignori le sensazioni che provo e concentri tutta la mia energia su questo pensiero. Quando mi capita il mio orgasmo si allontana. Anche se sto quasi per venire mi ritrovo a 100 miglia di distanza. Come risultato dello spegnimento del cervello io tendo istintivamente a gemere in risposta a stimoli positivi o negativi. Le poche volte che ho cercato di rimanere silenziosa ho dovuto focalizzare tutta la mia energia su questo obiettivo e non sentivo le sensazioni erotiche. La migliore analogia che posso trovare è quando stai facendo qualcosa e sei così concentrata che non senti la fame fino a che non hai finito. Per quel che riguarda i miei partner, se fanno un po’ di rumore va bene. Ma se ne fanno molto, oppure parlano, oppure mi fanno delle domande, eccetera, tutto questo costringe il mio cervello a riattivarsi e il mio orgasmo si allontana, anzi di solito finisce che non arrivo all’orgasmo.

Tutto questo ha causato una serie di conseguenze nella mia vita sessuale:
1 tendo a fare rumori mentre faccio sesso
2 non mi piacciono gli uomini che fanno molto rumore mentre facciamo sesso
3 tendo a fare sesso con uomini di successo.

Il motivo per il terzo punto è che gli uomini di successo tendono a essere più dominanti e gli uomini dominanti tendono ad essere più sicuri di sé (…) . Quando mi capita di fare sesso con uomini poco dominanti di solito si sentono meno sicuri e mi fanno tante domande: ‘ti piace? È qui il tuo clitoride? Ti senti bene?’ E questo mi costringe a ignorare le sensazioni piacevoli perché per rispondere alle loro domande devo riattivare il cervello. Al contrario, gli uomini dominanti usano i rumori che faccio per capire se continuare o no con una certa stimolazione. E’ questa mia mancanza di distrazione e assenza di pensiero che permette di raggiungere l’orgasmo.

 

Queste testimonianze (e altre contenute nelle pagine linkate ma non riportate in questo articolo) ci danno un quadro diverso da quello della ricerca citata all’inizio. Per le donne di vocalizzazioni servono soprattutto:

  • ad aumentare la propria eccitazione
  • a comunicare al partner che stanno bene
  • a indirizzare le azioni del partner nella direzione desiderata.

 

Le vocalizzazioni sarebbero possibili grazie a un attenuato controllo razionale durante il rapporto sessuale. Le vocalizzazioni delle donne sarebbero più frequenti perché le donne (soprattutto quelle con una vita sessuale sufficientemente lunga e soddisfacente) hanno imparato a lasciarsi andare, mentre gli uomini evitano di lasciarsi andare perché si sentono responsabili del benessere femminile e monitorano l’andamento del rapporto sessuale. Ovviamente questa è un’ipotesi di carattere generale che può trovare eccezioni a livello individuale. Un’altra ipotesi ricavabile da alcune testimonianze è che gli orgasmi femminili siano più intensi di quelli maschili.

 

NOTA

Gayle Brewer Colin A. Hendrie (2010) Evidence to Suggest that Copulatory Vocalizations in Women Are Not a Reflexive Consequence of Orgasm

 

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Io ero innamorato, lei voleva solo sesso

Su Il Corriere della Sera di oggi un lettore racconta lamentandosi la sua esperienza:

 

La mia storia si riassume in poche parole: io ero innamorato, lei no. Però mi voleva lo stesso, ma solo per il sesso. E’ successo quando avevo 30 anni. Lei ne aveva pochi di più, 35. Ci siamo conosciuti, abbiamo iniziato a uscire, siamo finiti a letto. Io ero preso e con lei facevo l’amore: pensavo soprattutto al suo piacere, volevo farla stare bene. Per lei, invece, era solo sesso. Non pensava a me, anzi: era concentrata solo su se stessa.

 

Ho provato a parlarle dei miei sentimenti, a capire se non stesse in qualche modo nascendo qualcosa anche da parte sua. La sua reazione è stata allontanarmi, infatti la nostra relazione è finita dopo poco. Dal punto di vista del sesso mi è dispiaciuto molto: tra noi c’era una grande intesa, anche se io non potevo esprimermi come avrei voluto. Avrei voluto per esempio essere tenero e dolce, e non solo passionale. Ma lei non mi vedeva in quel modo. E’ un peccato che sia finita, ma è stato anche un sollievo: mi sono sentito usato dalla persona della quale ero innamorato e non è stato un bel periodo.

 

L’esperienza insegna che in un rapporto a due è necessario aver chiaro quali sono i nostri obiettivi e verificare se corrispondono con quelli del partner.

 

Come conciliare i figli piccoli con la sessualità di coppia

I figli piccoli possono avere un effetto devastante sulla vita erotica di coppia; hanno bisogno di essere costantemente accuditi, invadono gli spazi della coppia (ad esempio spesso vengono a dormire nel nostro letto), esauriscono le nostre risorse fisiche e psichiche. Anche quando vanno al nido o a scuola, la loro assenza corrisponde alla nostra assenza per lavoro. Se poi sono a casa in vacanza, ancora peggio.

 

I primi mesi e il primo anno dopo il parto sono quelli peggiori. Soprattutto col primo figlio molti genitori non sanno come comportarsi e dedicano all’accudimento quasi tutto il loro tempo in comune. Poi per fortuna dopo i 12 mesi i bambini diventano più autonomi: imparano a camminare e a mangiare da soli e poi un po’ più tardi anche a esprimersi con le parole.

 

Il calo della vita erotica di coppia dipende soprattutto dalla donna, i motivi possono essere diversi:

  • Un elevato livello di prolattina, provocato dall’allattamento, che riduce il desiderio sessuale
  • La paura di provare dolore nei rapporti sessuali, soprattutto se c’è stata episiotomia
  • Dolore nella penetrazione dovuto a secchezza vaginale, causata da un basso livello di estrogeni
  • La stanchezza dovuta all’eccessiva attenzione rivolta al bambino, per insicurezza e inesperienza.
  • La focalizzazione sul bambino nel ruolo di madre. Il compagno viene visto come un intruso
  • Il desiderio di essere non solo una ‘padrona di casa perfetta’, ma anche una ‘mamma perfetta’ che porta a esaurire tutto il tempo e le energie

 

Cosa è possibile fare per evitare che i partner passino da amanti a amici? Innanzitutto la donna deve essere cosciente che, qualunque sia l’importanza che attribuisce e gli sforzi necessari per crescere figli, per gli uomini l’erotismo è una componente fondamentale del rapporto e in genere un rapporto senza erotismo non è destinato a durare.

 

È inoltre importante una buona comunicazione di coppia sul tema dell’erotismo. Quando manca la comunicazione è facile che si creino frustrazione e risentimenti. I partner devono parlare di come vivono la loro sessualità e dei loro desideri in questa nuova fase della loro vita di coppia, e cercare delle soluzioni che permettono di non trascurare troppo i bisogni di ciascuno. È necessario fare un esercizio di adattamento e creatività. Ad esempio è possibile (le soluzioni variano anche a seconda dell’età dei bambini):

 

  • Chiedere un aiuto al compagno o a una esterna nel disbrigo dei lavori domestici, in modo da liberare tempo per l’intimità
  • Accettare che la casa sia più disordinata e trascurata. Un lavandino opaco vale sicuramente meno di un’ora passata assieme sotto le coperte
  • Fare l’amore non più ad orari canonici, ma appena ce n’è la possibilità, ad esempio non appena il bambino si addormenta
  • Stare connessi con una comunicazione erotica (baci e carezze) durante tutta la giornata
  • Ricorrere a una baby sitter
  • Mandare i figli dai nonni
  • Mandare i figli a dormire o a giocare dagli amici (e reciprocare)
  • Abituare i figli ad andare a letto presto.

 

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Vedi gli altri articoli dedicati all’intimità di coppia:

 

 

 

Le credenze che riducono il piacere maschile e femminile

Molti degli uomini che mi chiedono una consulenza sessuologica (in particolare relativa all’eiaculazione precoce) condividono queste credenze, relative al loro ruolo e alle modalità in cui le donne raggiungono il piacere:

  1. al piacere della mia compagna ci devo pensare io
  2. l’esperienza sessuale più piacevole per la donna è la penetrazione
  3. per la donna più penetrazione = più piacere.

 

In realtà

  1. al piacere della mia compagna ci deve pensare la mia compagna
  2. l’esperienza sessuale più piacevole per la donna è la stimolazione del clitoride
  3. per la donna più stimolazione del clitoride = più piacere.

 

Vediamo punto per punto.

 

Punto 1. Eccetto nei casi in cui inizialmente uno dei partner ha scarsa esperienza, il rapporto sessuale funziona meglio se ognuno dei partecipanti, pur prestando un po’ attenzione anche alle esigenze dell’altro, pensa innanzitutto al proprio piacere. La credenza che sia l’uomo a doversi preoccupare anche del piacere della donna lo costringe a un doppio lavoro: l’uomo non può mai lasciarsi andare e se le cose non vanno sempre al massimo entra facilmente in crisi. Inoltre se anche la donna fa propria questa credenza, diventa passiva ed incapace di raggiungere il piacere quando l’uomo non è abbastanza esperto.

 

Punti 2 e 3. La penetrazione è l’esperienza sessuale più piacevole per l’uomo. La penetrazione è invece una tecnica rudimentale per far provare piacere alla donna. Anche se la sensazione della penetrazione è in genere piacevole, puntare sulla penetrazione per far raggiungere l’orgasmo a una donna è un po’ come voler far raggiungere l’orgasmo a un uomo carezzandogli i testicoli (se è veramente molto eccitato potrebbe accadere, ma è meglio usare metodi più diretti). Poiché le tre credenze descritte all’inizio sono ancora molto diffuse, non meraviglia che ci sia una percentuale così alta di donne che nei rapporti sessuali non arriva all’orgasmo.

 

E’ noto che la maggior parte delle terminazioni nervose femminili sono nel clitoride, che è l’equivalente anatomico del pene (in pratica è un piccolo pene). La parte mediana e quella più interna della vagina hanno poche terminazioni nervose, le parti più sensibili sono invece l’ingresso e, in alcune donne, la posizione in ‘ore 12’ subito dopo l’ingresso della vagina, perché ci termina la parte interna del clitoride (questa posizione viene chiamata Punto G). Le donne che riescono a raggiungere l’orgasmo durante la penetrazione hanno imparato a sfregare il clitoride contro il pube dell’uomo (ma è una tecnica da specialiste, e che non funziona con tutti gli uomini), oppure hanno un punto G particolarmente sensibile (ma sono poche quelle a cui la sola stimolazione del punto G provoca l’orgasmo), oppure semplicemente durante la penetrazione si carezzano il clitoride con le dita.

 

Se entriamo in quest’ottica, la durata della penetrazione vaginale diventa un falso problema. Quello che conta è che la donna, durante il rapporto sessuale, abbia un ruolo attivo e imposti le cose in modo da assicurarsi l’orgasmo con la stimolazione del clitoride.

 

In sintesi, gli uomini che richiedono una consulenza sessuologica perché si lamentano di soffrire di eiaculazione precoce dovrebbero rivolgere i loro sforzi non solo a come far durare la penetrazione più a lungo (ci sono tecniche e accorgimenti che aiutano a ottenere questo risultato), ma  a come aiutare le proprie compagne a  raggiungere l’orgasmo con la stimolazione del clitoride.

 

Altre credenze dannose sono le seguenti:

  • ‘Una buona intesa erotica deve essere spontanea e accadere naturalmente’. A volte questo è vero, ma anche la sessualità, come vari altri aspetti della nostra vita, può peggiorare (ad esempio per colpa di routine, problemi di lavoro, scarsa comunicazione, problemi di salute, arrivo dei figli) e può essere migliorata con uno sforzo cosciente. Il fatto che con una certa persona si sia creata da subito una buona intesa sessuale non significa che questa intesa rimarrà sempre a un ottimo livello e che, se per motivi vari diminuisce, riprenda da sola. E ugualmente l’intesa sessuale può essere migliorata nelle coppie in cui una buona intesa sessuale è mancata fin dall’inizio (in molte coppie giovani, che hanno scarsa conoscenza delle propria sessualità e poca esperienza di rapporti sessuali, l’intesa sessuale è spesso carente).
  • Io e il mio partner dobbiamo sempre avere l’orgasmo simultaneo‘. Nei film l’orgasmo è spesso simultaneo (così il regista può passare rapidamente alla scena successiva), ma la vita non è un film. Anche se l’orgasmo simultaneo accade, accade di rado e richiede un ottimo affiatamento fra i partner. Io direi di considerarlo come una ciliegina sulla torta. Se accade, meglio, se non c’è, bene lo stesso, anche tenendo conto che le donne sono multiorgasmiche.
  • E’ necesaria una consulenza sessuologica solo per problemi gravi‘. Sbagliato, una consulenza sessuologica va richiesta prima che un problema secondario facilmente risolvibile si aggravi e diventi serio. E ugualmente una consulenza sessuologica può essere richiesta anche per migliorare quello che va già abbastanza bene, tutti noi cerchiamo sempre di migliorare.

 

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Vedi gli altri articoli dedicati all’intimità di coppia e alla consulenza sessuologica:

 

 

Mio figlio innamorato mi ha spiegato (finalmente) come funzionano gli uomini

Lui, quindicenne, ama pazzamente la sua Veronica (il nome è di fantasia altrimenti mi uccide). Lui Veronica la pensa ardentemente, come solo un quindicenne sa fare. E — posso giurarlo — soffre sinceramente per lei. Insomma, lui la ama! Eppure, il piccolo uomo che ama — fatte salve le eccezioni che confermano la regola — alla Veronica che lo tartassa di messaggini non risponde (quasi) mai!
Mi sorprendo allora a considerare, per la prima volta, che esista davvero l’eventualità che non ci sia dolo (e tantomeno strategia) nei prolungati mutismi dei maschi ai miliardi di messaggi d’amore che noi (donne innamorate) continuiamo a mandare senza soluzione di continuità.

Espongo il caso (quasi clinico): lei lo pensa intensamente, in ogni secondo della sua giornata, e gli scriverebbe anche con tale cadenza se non si sentisse stupida e invadente. Così dilaziona quanto può, lei. E qualunque cosa faccia, dalla più importante alla più banale, finisce per comunicarla al suo lui, perché lei lo ama e se lo ama non può resistere: deve scriverglielo e riaverne (ovviamente) congrua conferma. Il telefono (di lei) tuttavia tace o, al massimo, registra un qualche monosillabo qua e là. Ma è quando arriva la sera che (questa è statistica!) lei non riesce più a trattenere dubbi e frustrazioni — largamente esondate oltre la soglia di sicurezza — e tataaà!: lo folgora con un acidissimo messaggino in cui gli rinfaccia di averla abbandonata, dimenticata e perché no anche tradita.

E qui l’incredibile scoperta: lui, letto l’indecifrabile (a suo dire) resoconto serale della sua amata, corre da me — sua madre — sconvolto. Mi chiede lumi e cade dal pero (ma veramente!) con la bocca spalancata, esterrefatto di fronte alle (comprensibili per me) scenate di lei. E a me, che cerco di spiegargli cosa significhi per una donna sentire vicina l’altra persona e bla e bla e bla, lui angelicamente replica, alle otto di sera: «Ma mamma, le avevo scritto stamattina!!!!».
Il caso sembra dunque risolto. Lampante: uomini e donne hanno semplicemente progettisti diversi (alle spalle).

Leggi tutto l’articolo su Il Corriere della Sera

Come discutere in coppia senza farsi male

È normale che in una coppia vi siano di tanto in tanto motivi di contrasto e che questi contrasti provochino discussioni o litigi. Quello che fa la differenza fra coppia e coppia è la qualità della comunicazione durante le discussioni: una buona comunicazione riduce il conflitto. Una cattiva comunicazione lo esaspera e lo rende cronico.

 

Ci sono alcuni comportamenti comunicativi che facilitano l’accordo e riducono le distanze e altri che invece peggiorano le cose. Vediamo alcune semplici regole.

 

  1. Non alzare la voce. Se cominci tu la discussione evita di gridare; se non ce la fai rimanda la discussione a un altro momento. Se invece è il tuo partner il primo a perdere la calma a seconda dei casi: evita la discussione oppure segnala al tuo partner che sta diventando aggressivo (‘Ti stai arrabbiando’, ‘Sei molto arrabbiato’, ‘Se mi parli gridando non posso risponderti’). Se il tuo partner è violento esci di casa, chiedi aiuto ai vicini, ai servizi sociali e/o alle forze dell’ordine.

 

  1. Quando parli dei comportamenti del tuo partner che ti scontentano o feriscono, usa frasi che il cui soggetto è ‘Io’ e in cui esprimi l’emozione provocata dal comportamento del tuo partner. Ad esempio ‘Quando (io) ti vedo così scostante ho paura che non ti importi niente di me’. Evita invece frasi il cui soggetto è ‘Tu’. Ad esempio: ‘Non ti importa niente dei miei bisogni’.

 

  1. Parlando del comportamento del tuo partner, non usare i termini ‘sempre’, ‘mai’, ‘niente’ o simili espressioni assolute. Ad esempio: ‘Non mi ascolti mai’, ‘Ti arrabbi sempre’.

 

  1. Non interrompere il tuo partner.

 

  1. Di tanto in tanto, fai una sintesi di quello che ha detto il tuo partner, in questo modo dimostri di avergli prestato attenzione e averlo capito: ‘Se ho capito bene, pensi che…’

 

  1. Non pretendere di poter leggere la mente del tuo partner: ‘Mi vuoi far credere che ….’

 

  1. Non allargare la discussione ad altri temi e non rivangare cose vecchie: ‘E poi visto che ci siamo ti dico anche che mi dai proprio sui nervi quando……’

 

  1. Non perdere tempo a discutere dettagli insignificanti: ‘Era novembre di 3 anni fa’. ‘No, ricordo benissimo che era ottobre’.

 

  1. Non offendere: ‘Sei uno str…’

 

 

Vediamo un esempio sintetico:

 

Marco: ‘Non mi parli mai di te’ (errore 2: frasi il cui soggetto è ‘tu’ e 3: frasi con ‘mai’, ‘sempre’ o simili)

 

Laura, interrompendo: ‘Non è vero, la settimana scorsa mentre eravamo in macchina ti ho raccontato di quanto mi sento sola’ (errore 4: interrompere)

 

Marco: ‘Sì, solo perché mi volevi colpevolizzare’ (errore 6: leggere la mente del partner)

 

Laura: ‘E poi quando sei a casa non sei di nessun aiuto. L’ultima volta che sei andato a fare la spesa è stato 3 settimane fa’ (errore 7: allargare la discussione ad altri temi).

 

Marco: ‘Ti sbagli, è stato 2 settimane fa’ (errore 8: discutere dettagli insignificanti)

 

Laura: ‘Quando non vuoi capire sei proprio uno str …..’ (errore 9: leggere la mente del partner e errore 8: offendere).

 

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Le coppie sposate più in salute dei single? Un nuovo studio lo mette in dubbio

Sposarsi fa bene alla coppia. Anzi no, non più. I single godono di salute tanto quanto chi si è scambiato le fedi nuziali. Lo ha stabilito un nuovo studio pubblicato sul Social Science Quarterlye di cui parla Refinery 29. La ricerca mette in discussione il meccanismo dei benefici matrimoniali — una sorta di dispositivo di protezione che coinvolge sentimenti e finanze — di cui parlano ad esempio le «guru» Linda Waite e Maggie Gallagher nel loro best seller The Case for Marriage: Why Married People are Happier, Healthier, and Better Off Financially (1995).

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