Uomini e donne fatti per non capirsi

differenze di coppia

Per quel che riguarda sessualità e relazioni, alcuni studiosi sostengono che ci sono molte differenze fra uomini e donne, altri invece che le differenze sono minime. Chi ha ragione?

 

Possiamo rendercene conto esaminando le differenze fra la letteratura erotica preferita dalla gran parte degli uomini e quella preferita dalla gran parte delle donne.

 

La letteratura erotica preferita dagli uomini è in genere visiva, anatomica, impulsiva, abbondantemente promiscua e priva di contesto e personaggi.

 

La letteratura erotica preferita dalle donne è spesso verbale, psicologica, riflessiva, serialmente monogama e ricca di contesto e personaggi.

 

In sintesi, gli uomini fantasticano di accoppiarsi con dei corpi; le donne di fare l’amore con delle persone.

 

Malintesi e infelicità che possono derivare da questa diversa impostazione sono facilmente immaginabili. Ad esempio per molti uomini un rapporto sbrigativo con una sconosciuta può essere piacevole (e vissuto con pochi o nessun senso di colpa se sono in una relazione stabile), mentre per molte donne può essere ripugnante.

 

Gli studiosi Donald Symons e Catherine Salmon, nel loro libro Love warriors, scrivono che ‘I contrasti fra romanzi rosa e video pornografici sono così numerosi e profondi che possono indurre a meravigliarsi che uomini e donne si mettano insieme, e a maggior ragione restino insieme e crescano con successo dei bambini’.

 

A questa differenza di atteggiamenti va aggiunta anche una differenza anatomica: la penetrazione vaginale, il modo preferito da molti uomini per arrivare all’orgasmo, non assicura l’orgasmo alla maggioranza delle donne. E così malintesi e infelicità sono ancora più probabili.

 

Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.

 

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Leggi alcuni articoli su questo tema contenuti nel mio sito:

 

Cosa accade nelle relazioni sadomaso / BDSM?

BDSM

L’abolizione legale della schiavitù (anche di quella sessuale, ricordate le schiave romane e le donne nell’harem del sultano?) è stato uno dei successi dei tempi moderni. Sorprende che ci sia qualcuno che rimpianga quel tipo di esperienze o le trovi formative.

Il Corriere della Sera dà ampio spazio all’esperienza di Marina, una entusiasta del BDSM, acronimo che indica pratiche di natura sessuale dove una persona assume appunto volontariamente il ruolo di schiavo/a e l’altro/a di padrone. Racconta Marina che le pratiche sadomaso le hanno cambiato la vita, in particolare:

‘È stata una sfida con se stessa’, poi ‘ha sperimentato un senso di orgoglio che aumentava la sua autostima, nel superare i suoi limiti’, poi ‘ha raggiunto un nuovo livello di consapevolezza’ e online ha scoperto ‘ persone meravigliose’ con cui ha sviluppato ‘un’intimità profonda basata su fiducia e complicità’, e pensa a loro ‘come alla sua famiglia’ . Riassumendo la sua esperienza, Marina racconta che le esperienze sadomaso le hanno fatto ‘scoprire una nuova gamma di sensazioni’.

La giornalista la asseconda, scrivendo, riferendosi ai rapporti sadomaso, ‘Perché no?’ e sottolineando ‘l’importanza della nostra capacità di aprirci agli altri [in questo caso agli aguzzini] e di metterci in discussione’ [cioè di accettare di essere abusati e torturati].

Per chi non conosce il mondo BDSM, provo a elencare cose che possono accadere alla persona che accetta il ruolo di vittima:

  • limitazione della libertà di movimento. Durante gli incontri la persona può essere legata e imbavagliata
  • controllo e limitazioni della libertà di comunicare con gli altri
  • violenza psicologica. La persona può essere derisa o offesa
  • violenza fisica. La persona viene picchiata o torturata (è il caso anche di Marina, che parla di ‘segni durevoli e marcati sulla pelle provocati da frusta, corde, canna di bambù’).
  • rapporti e pratiche sessuali non desiderate, incluso con sconosciuti
  • ingestione o comunque contatto con urina e feci.

In concreto, nel BDSM chi accetta il ruolo di vittima è alla mercé delle fantasie perverse del suo dominus. La vittima può rifiutare le esperienze a cui il padrone vuole sottoporla, ma il padrone è in genere esperto nella manipolazione psicologica così da portare la vittima ad accettare più esperienze possibili. Marina racconta che il suo dominus ‘dimostrando grande esperienza ed intelligenza, è andato per gradi.’

Per Marina l’esperienza dell’abuso e della tortura è stata positiva. Ma questo non rende abuso e tortura meno esecrabili. La promozione di relazioni basate sulla violenza è inoltre assai pericolosa in una società, come la nostra, caratterizzata da violenza coniugale e femminicidi.

Una caratteristica umana è che qualcuno riesce a trovare aspetti positivi, piacevoli o addirittura illuminanti anche nelle esperienze più nocive o degradanti. Mi riferisco a esperienze di guerra, di malattie gravissime, di perdite di persone care, di campi di sterminio, di abusi psicologici o fisici.

Viviamo in un’epoca in cui, secondo alcuni, tutte le esperienze sono ugualmente positive e dovremmo provare più esperienze possibili (la stessa Marina ha iniziato perché era ‘estremamente incuriosita’), e molti siti e giornali, come in questo caso Il Corriere della Sera, pur di riempire una pagina, vendere qualche copia o di avere qualche click in più sostengono questo punto di vista e promuovono le pratiche e  i contenuti più diversi, inclusi alcuni, come in questo caso, aberranti.

Il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali 5’ edizione, pubblicato nel 2013 dalla Associazione Americana degli Psichiatri, descrive:

Leggi anche: Sesso sadomaso, la mistress lo manda all’ospedale e rischia 7 anni di carcere

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Note

 

Le 13 bugie del porno che danneggiano la sessualità maschile e i rapporti di coppia

dipendenza da porno

 

Su internet ci sono migliaia di video con contenuti pornografici, in buona parte gratuiti e accessibili a tutti, realizzati per vendere altri video porno a pagamento, pubblicità, chat erotiche o servizi di escort.

 

La gran parte dei video è recitata da attori professionisti, la trama e le scene sono costruite ad arte in modo da risultare molto eccitanti. Realizzare un video di una decina di minuti può richiedere alcune ore di riprese, che poi vengono tagliate e montate.

 

In un altro articolo ho spiegato perché guardare frequentemente e a lungo video porno può danneggiare l’erezione maschile. Ma la pornografia danneggia la sessualità maschile anche in altri modi.

 

Secondo molti studiosi i video porno sono diventati la maggiore fonte di educazione sessuale per adolescenti, in particolare adolescenti maschi. Il problema è che le storie e le scene mostrate nei video porno non sono realistiche, non corrispondono cioè a quello che in genere accade nelle relazioni e nei rapporti sessuali reali. I video porno danno una rappresentazione esagerata dei rapporti sessuali al pari delle scene di inseguimento in  auto nei film: attirano la nostra attenzione e possono tenerci incollati allo schermo, ma guidare la macchina nella vita reale è un’altra cosa.

 

Vediamo quali sono le principali differenze sostanziali fra la vita vera e i  video porno professionali. Nei video porno professionali:

  1. Le persone filmate non si preoccupano mai di gravidanza e prevenzione malattie a trasmissione sessuale. Raramente indossano dei preservativi. La realtà: nella gran parte dei rapporti sessuali i partner si preoccupano della contraccezione, e spesso anche della prevenzione di malattie a trasmissione sessuale.
  2. Le donne sono sempre disponibili fare sesso, anche con sconosciuti. I filmati non mostrano mai o mostrano raramente, prima di arrivare al rapporto sessuale, corteggiamento, buona comunicazione, divertimento e interessi condivisi fra i partner. La realtà: molte donne prima di fare sesso richiedono un coinvolgimento emotivo.
  3. Le donne (e spesso gli uomini) sono in genere di bell’aspetto. La realtà: i rapporti sessuali avvengono fra persone di tutte le apparenze fisiche.
  4. Molti video mostrano rapporti con/ fra più partner. La realtà: la gran parte dei rapporti sessuali avviene fra due sole persone.
  5. I preliminari (baci, carezze in tutto il corpo, comunicazione verbale) sono ridotti al minimo o inesistenti. La sessualità è tutta concentrata sul piacere genitale. La realtà: senza una buona e prolungata stimolazione di tutto il corpo i genitali possono funzionare male, e la penetrazione vaginale risultare sgradevole o impossibile (per scarsa lubrificazione, erezione insufficiente, eiaculazione precoce). Inoltre la scarsa comunicazione fra i partner dovuta a preliminari brevi o inesistenti può rendere il rapporto sessuale insoddisfacente anche da un punto di vista psicologico.
  6. Gli uomini hanno sempre erezioni istantanee e che si mantengono rigide durante tutto il rapporto sessuale. La realtà: molti uomini, soprattutto col passare dell’età, per ottenere l’erezione necessitano di una situazione rilassata e di una stimolazione gentile, diffusa e prolungata; l’erezione durante il rapporto si può perdere.
  7. I peni maschili hanno grandi dimensioni. La realtà: i peni maschili sono di tutte le dimensioni, le dimensioni dei video porno sono poco comuni. Inoltre peni di grosse dimensioni possono causare penetrazioni dolorose.
  8. Gli uomini riescono sempre ad avere lunghe penetrazioni vaginali. La realtà: la durata media delle penetrazioni vaginali è di 5 minuti. Almeno il 30% degli uomini ha una durata più breve. Lo sviluppo di un buon controllo eiaculatorio richiede rapporti rilassati, una stimolazione gentile e su tutto il corpo, penetrazioni lente e non profonde, cioè proprio l’opposto delle spinte profonde e frenetiche che vediamo in molti video.
  9. Le donne non hanno mai problemi di lubrificazione. L’uso di creme lubrificanti viene mostrato di rado. La realtà: la penetrazione vaginale richiede una buona lubrificazione, ottenibile solo con preliminari di durata sufficiente (almeno 10-15 minuti) e/o creme lubrificanti.
  10. I rapporti sessuali includono spesso sesso orale e in alcuni casi sesso anale. La realtà: non a tutte le coppie piace fare sesso orale o anale.
  11. I rapporti anali avvengono senza lubrificazione e il pene viene inserito rapidamente. Nei video in alcuni casi l’uomo passa dal rapporto anale al rapporto orale. La realtà: alcune coppie stimolato l’ano solo gentilmente con le dita, senza introdurre il pene. La penetrazione anale richiede l’utilizzo di creme lubrificanti, l’uso di dilatatori (butt plug) e un inserimento molto lento del pene, altrimenti si rischiano danni fisici. Per alcune donne anche con una adeguata lubrificazione e un inserimento lento la penetrazione anale risulta dolorosa. Passare dalla penetrazione anale al rapporto orale favorisce la trasmissione di malattie.
  12. Gli uomini eiaculano spesso in faccia o in bocca alle donne. La realtà: pochissime donne amano farsi eiaculare in faccia e per l’uomo l’eiaculazione in vagina è più piacevole. E ugualmente a poche donne piace farsi eiaculare in bocca.
  13. Gli uomini non si preoccupano del piacere femminile, la stimolazione della zona del clitoride è rara; molte donne non raggiungono l’orgasmo e non si lamentano. La realtà: molte donne pretendono di rapporti sessuali soddisfacenti, molti uomini si preoccupano del loro piacere e una parte del rapporto sessuale è in genere dedicata alla stimolazione diretta del clitoride.

 

In sintesi, in che modo il porno danneggia la sessualità maschile e i rapporti di coppia? Il porno:

  • porta a sottovalutare l’importanza della stimolazione di tutto il corpo enfatizzando invece la stimolazione dei genitali. Questa impostazione riduce i preliminari e favorisce disturbi di erezione, eiaculazione precoce, rapporti sessuali insoddisfacenti per entrambi i partner
  • mostra prestazioni genitali (erezione, lubrificazione) che non rispondono a quelle reali, favorendo così ansia da prestazione e rapporti sessuali sgradevoli
  • favorisce scarsa attenzione al piacere femminile, aumentando così la possibilità di conflitti fra i partner o di rapporti sessuali insoddisfacenti per la donna
  • favorisce gravidanze indesiderate e la diffusione di malattie a trasmissione sessuale.

 

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Evidenze sulle cause biologiche dell’omosessualità maschile

 

coppia omo

 

Gli uomini gay hanno in media un numero maggiore di fratelli più grandi rispetto agli uomini eterosessuali. Questa correlazione, chiamata l’effetto dell’ordine di nascita (in inglese fraternal birth order effect) è conosciuta fin dal 1958, ed è stata studiata in dettaglio dai ricercatori Blanchard and Bogaert.

 

Ogni fratello maggiore aumenterebbe le probabilità di omosessualità dei fratelli più giovani. La probabilità ordinaria di diventare omosessuale di un bambino senza fratelli è pari al 2%. La presenza di 1 fratello maggiore la aumenta a 2,6%, di due fratelli maggiori a 3,5%, di tre fratelli maggiori a 4,6% e così via. L’orientamento omosessuale di una persona di sesso maschile su sette sarebbe dovuta a questo fenomeno. La relazione vale solo fra fratelli maschi, mentre il numero di sorelle femmine sarebbe ininfluente. Un’altra correlazione è quella fra peso alla nascita e orientamento sessuale: gli uomini omosessuali con fratelli maggiori hanno un peso minore rispetto a uomini eterosessuali con fratelli maggiori.

 

Secondo uno studio pubblicato di recente da Blanchard, Bogaert e altri, la relazione fra orientamento sessuale e numero di fratelli sarebbe dovuta a una serie di eventi che accadono durante lo sviluppo del feto. Durante la gravidanza del primo figlio maschio la proteina NLGN4Y, connessa con il cromosoma Y, entra nel flusso sanguigno della madre. Il sistema immunitario della madre rileva la NLGN4Y come sostanza estranea e risponde creando anticorpi. Questi anticorpi rimangono poi nel sistema immunitario della madre ed in alcuni casi possono modificare il cervello del successivo figlio maschio cambiando il suo orientamento sessuale. Maggiore il numero dei fratelli maschi, maggiore il numero degli anticorpi e maggiori le probabilità.

 

Le ricerche citate in questo articolo hanno una buona base scientifica, tuttavia provocano perplessità in quanti sostengono che l’orientamento sessuale sia dovuto soprattutto o esclusivamente a fattori culturali e esperienze di vita.

 

Il numero dei fratelli non esaurisce inoltre le possibili cause biologiche dell’omosessualità.

 

PER APPROFONDIMENTI

 

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Orgasmo femminile: una ricerca svela l’origine

Può darsi che molte donne non se lo siano mai chiesto, ma gli scienziati sicuramente si sono domandati per secoli perché esista l’orgasmo femminile: la risposta, attesa dai tempi degli antichi greci, è arrivata solamente oggi.

Gli studenti di Aristotele, infatti, già si erano posti la domanda sul perché le donne avessero un orgasmo, dato che questo momento topico sembrava non avere un ruolo utile nella riproduzione. Una versione che è stata smentita solo nel 2016, dopo anni e anni di ricerca: secondo un nuovo studio condotto dagli scienziati dell’Università di Yale e dell’ospedale pediatrico di Cincinnati, l’orgasmo femminile aveva una volta uno scopo estremamente importante.

L’orgasmo femminile, infatti, stimola la produzione di due ormoni nel cervello, la prolattina e l’ossitocina; in molti mammiferi, questi ormoni danno la spinta necessaria alle ovaie nella produzione degli ovuli. Negli umani (e non solo), l’ovulazione veniva indotta dall’uomo durante l’atto sessuale, e, di conseguenza, la produzione di un ovulo, almeno all’inizio della specie umana, poteva avvenire solo dopo aver avuto un orgasmo.

Oggi il ciclo ovogenetico non dipende dall’attività sessuale, ma gli scienziati credono che un tempo la riproduzione tra esseri umani funzionasse nel modo descritto in precedenza. Solo successivamente, il ciclo mestruale sarebbe comparso, stando sempre ai risultati di questa ricerca, facendo diventare superfluo l’orgasmo da un punto di vista esclusivamente riproduttivo.

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Sessualità fluida. Cosa sta cambiando?

Si torna in questo periodo a parlare dell’orientamento sessuale, attraverso uno dei più grandi sondaggi sul tema, condotto da un’importante società britannica di rilevazioni statistiche (YouGov), che ha riportato come la metà dei giovani britannici tra i 18 e i 24 anni (49%) non si ritiene esclusivamente eterosessuale né esclusivamente omosessuale. In particolare, tale percentuale, chiamata a posizionarsi sulla scala dell’orientamento sessuale ideata da Alfred Kinsey (1948), predilige uno stadio intermedio tra i due estremi, identificabile come “bisessualità”.
Nello specifico, la scala Kinsey è un sistema di classificazione degli orientamenti sessuali e rappresenta, nel contesto scientifico moderno, uno dei primi metodi utilizzati per identificare l’orientamento sessuale ovvero l’attrazione erotico-sessuale verso i partner secondo un criterio di gradualità meglio definito come un continuum flessibile e dinamico.

In sostanza, l’individuo, a seconda delle proprie caratteristiche individuali e in relazione alle proprie scelte di vita, si può esperire come sessualmente orientato verso un polo eterosessuale o verso un polo omosessuale. La scala è infatti formata da sei livelli che vanno da 0, che indica una tendenza esclusivamente eterosessuale, a 6 che indica invece una propensione esclusivamente omosessuale mentre nel centro (al valore 3) si collocano coloro cui le tendenze etero e omosessuali si equivalgono (bisessuale) mentre in mezzo a questi tre punti “principali” ci sono le relative sfumature.

Dunque, come mai molti giovani ragazzi oggi si identificano come bisessuali? Bisogna sicuramente ricordare che lo stereotipo dominante è quello di una “normatività” sessuale etero-orientata, che rischia spesso, però, di dare voce a posizioni eterosessiste che non riconoscono il diverso da sé, alimentando ignoranza, pregiudizio e innescando in alcuni casi scenari anche violenti.
Ma i cambiamenti sociali e culturali che hanno sdoganato l’omosessualità anche dall’essere considerata disturbo, hanno sicuramente portato ad un’apertura e di riflesso al sentirsi più liberi verso l’eventualità di viversi sessualmente anche esperienze di tipo omosessuale, evitando così dei comportamenti talvolta disfunzionali messi in atto solo per non sentirsi diversi.

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«Abusata a 16 anni: oggi a 22 sto ancora ricostruendo la mia vita sessuale»

 

Importunata in tram. Molestata. Seguita fin sotto casa da uno sconosciuto. Quella di Anita Falloni è una «storia come tante». La sua lettera da giorni è una delle più condivise sul sito del Corriere . Una storia di coraggio, anche. Perché questa ragazza di 18 anni ha avuto la forza di alzare la voce e raccontare una violenza che, come sappiamo e si è confermato, non è affatto rara. Noi abbiamo passato il testimone della denuncia alle nostre lettrici. Abbiamo chiesto loro di farsi sentire. Quante volte ci siete passate? Dove eravate? Cosa è successo? Centinaia le storie che hanno iniziato ad arrivare sul nostro numero di WhatsApp. Formano un impressionante mosaico di violenze che non ha età e che attraversa il nostro Paese. Da generazioni. Si chiedono: «Perché dobbiamo ancora vivere nella paura?». Ne abbiamo selezionate alcune. Per continuare a dire #BastaMolestie.

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Nel villaggio dei Caraibi dove le bambine a 12 anni diventano maschi

Per un raro disturbo genetico il cambio di sesso avviene in un bambino su 90 all’età di 12 anni quando cresce il pene e scendono i testicoli.

Le bambine di Salinas, un villaggio isolato della Repubblica Dominicana, si trasformano naturalmente in maschi all’età di 12 anni, con l’arrivo della pubertà, a causa di un rarissimo disturbo genetico causato dalla mancanza di un enzima che impedisce la produzione nel grembo materno di un ormone maschile, il dido-testosterone. I neonati sembrano femmine alla nascita, senza testicoli e con quello che sembra una vagina, ma nel momento della pubertà, con l’aumento del testosterone , crescono gli organi riproduttivi maschili: scendono i testicoli e cresce il pene. E le ragazze diventano improvvisamente ragazzi.

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