Cos’è e a cosa serve la meditazione

 

La meditazione è una tecnica mentale di attenzione focalizzata, che consiste cioe’ nel dirigere e mantenere intenzionalmente e consapevolmente la propria attenzione verso qualcosa di diverso dalle nostre attività quotidiane. Può trattarsi ad esempio del proprio respiro, di una frase ripetuta di continuo, di un simbolo grafico o di un oggetto, del significato di un testo edificante, di una situazione fantastica, dell’ambiente circostante, del proprio flusso di pensieri.

Il riferimento a ‘qualcosa di diverso dalle nostre attività quotidiane’ serve a differenziare la meditazione da altre esperienze di attenzione focalizzata che sono assai frequenti nella nostra vita quotidiana. Nella vita quotidiana ad esempio possiamo trovarci assorti in attività di pulizia casalinga, preparazione cibi, lettura di romanzi, interazione con altre persone.

In generale, un criterio per riconoscere che l’attenzione è focalizzata è che non avvertiamo lo scorrere del tempo.

La meditazione è utilizzata da centinaia di anni in varie religioni, quali ad esempio il buddismo e il cristianesimo, con obiettivi diversi. Nel buddismo la meditazione ha lo scopo di disgregare l’ordinario senso di sé, e può provocare sofferenza (vedi dopo). Nel cristianesimo la meditazione ha lo scopo di interiorizzare maggiormente gli insegnamenti del Cristo.

Alcuni esempi di pratiche meditative descritte in maniera sintetica (ogni attività va svolta per non meno di 10 minuti):

  • Poni l’attenzione sull’aria che entra ed esce dal tuo naso e sulla tua pancia che in corrispondenza si alza e si abbassa
  • Respira seguendo questa sequenza: inspira contando 1, ferma il respiro contando 2, espira contando 3 e 4
  • Recita una stessa preghiera o frase per 10 volte
  • Poni l’attenzione su una figura geometrica o un oggetto (es: una candela, un fiore)
  • Poni l’attenzione sul significato di una frase scritta
  • Immagina di trovarti in una baita alpina e di passeggiare sui prati
  • Poni l’attenzione sui rumori e la temperatura della stanza in cui ti trovi
  • Poni l’attenzione sul flusso dei pensieri che ti passano per la mente.

Per praticare la meditazione, soprattutto all’inizio, è utile evitare il più possibile distrazioni, quali ad esempio abiti stretti, posizioni scomode (è paradossale che molti neofiti pratichino la meditazione nella posizione del loto, che, per chi non è abituato, risulta rapidamente dolorosa), ambienti silenziosi.

Si discute su quali siano i benefici della meditazione. I benefici citati più di frequente sono:

  • Migliorare la capacità di attenzione
  • Migliorare il controllo delle emozioni negative
  • Ridurre lo stress
  • Ridurre le ruminazioni

Sui possibili benefici, vedi la voce di Wikipedia dedicata alla mindfulness, una pratica di meditazione laica sviluppata negli anni ’70 negli Stati Uniti.

Alcuni studiosi ritengono però che non ci siano prove di tali effetti benefici, altri evidenziano che la meditazione può avere anche effetti negativi, ad esempio riportare alla mente memorie traumatiche,  tristezza o depersonalizzazione e senso di vuoto. Anzi, tristezza e senso di vuoto sarebbero un’esperienza ordinaria del percorso dei monaci buddisti. Vedi anche un dibattito sulla cosiddetta ‘dark night’ che può verificarsi nella pratica buddista. Uno studio di ricercatori della Brown University elenca effetti quali ipersensibilità alla luce e ai suoni, insonnia, movimenti involontari, paura, ansia, perdita di emozioni. Lo studio è disponibile su PLOS one.

La mia esperienza col training autogeno

In un certo periodo della mia vita soffrivo di ansia e ho praticato il training autogeno, una tecnica laica di meditazione sviluppata negli anni ’30 da uno psichiatra tedesco. Viene usata anche nella preparazione al parto. Il training autogeno permette di imparare a rilassare il corpo. La mia esperienza fu positiva: l’ansia mi passò. Lo uso ancora, quasi quotidianamente, per rilassare le parti del corpo che mi rendo conto sono tese.

Leggi anche: Non credo più all’Oriente.

Autore © Leonardo Evangelista. L’articolo rispecchia le opinioni dell’autore al momento dell’ultima modifica. Vedi le indicazioni relative a Informativa Privacy, cookie policy e Copyright.